Quando il miglioramento fondiario diventa una attività di cava

16 Apr 2018
16 aprile 2018

Il TAR si occupa della esecuzione di lavori di miglioria fondiaria con utilizzo del materiale di risulta e ritiene legittimo il diniego da parte della regione.

Il ricorrente sosteneva che il  terreno ha una sistemazione in piano, inidonea per l’irrigazione a scorrimento, la quale richiede una leggera pendenza, e che la sistemazione in pendenza non potrebbe essere ottenuta con il solo movimento del terreno, dato il suo esiguo spessore, ma necessiterebbe di un’operazione più complessa – costosa e perciò insostenibile nelle attuali condizioni di scarsa redditività dell’attività agricola –, in base alla quale si dovrebbe spostare il terreno, operare sullo strato sottostante e quindi ricoprire con il terreno spostato.

La Regione aveva respinto la domanda per due motivazioni: 1) il risultato della irrigazione si può ottenere senza la escavazione; 2) l'intervento proposto rivela un interesse prevalente per la escavazione rispetto al resto, cosicchè si può qualificare come una cava.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato


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