Ci sono controinteressati nella impugnazione dei piani urbanistici?
Il T.A.R. si sofferma sulla definizione dei soggetti controinteressati e sulla loro presenza (oppure no) nel caso di impugnazione di uno strumento urbanistico.
Il T.A.R. si sofferma sulla definizione dei soggetti controinteressati e sulla loro presenza (oppure no) nel caso di impugnazione di uno strumento urbanistico.
Quando l’atto impositivo o esattoriale è contenuto e spedito per posta all’interno di una busta chiusa, spetta all’Ente che ha notificato dimostrare l’esatto contenuto della busta. Pertanto i Comuni che dovessero notificare cartelle esattoriali a mezzo del proprio Concessionario per riscossione di tributi e/ o entrate patrimoniali dovranno stare particolarmente attenti a tale massima espressa […]
Il T.A.R. ricorda che l’ordinanza di demolizione, essendo un atto dovuto e volto a sanzionare un illecito permanente, non richiede una specifica motivazione.
Il rito del silenzio può essere usato anche nel caso in cui la P.A. non provveda a nominare i tecnici per determinare l’indennità di occupazione, ai sensi del comma 3 dell’art. 21 del DPR n° 327 del 2001.
Il T.A.R. Veneto si sofferma sulla modalità con le quali si possono impugnare gli atti normativi: quelli che contengono soltanto delle norme generali, devono essere impugnati assieme agli atti applicativi; al contrario, quelli che pur contenendo previsioni astratte sono soggetti ad un’applicazione immediata, devono essere impugnati immediatamente.
Il T.A.R. Milano si occupa della rinuncia uti singulo ad un ricorso giurisdizionale collettivo, ovvero proposto da una pluralità di ricorrenti con un medesimo atto. Nella sentenza che si commenta i Giudici affermano che, di regola, la rinuncia al ricorso da parte di uno dei ricorrenti non determina affatto la sopravvenuta carenza di interesse al […]
Il T.A.R. conferma l’autonomia, almeno in astratto, dell’azione risarcitoria, ex artt. 30 e 34 c.p.a., rispetto a quella di annullamento del provvedimento amministrativo. Nonostante ciò, ritiene legittimo negare la pretesa risarcitoria allorquando il danno poteva essere evitato ricorrendo ad un’azione impugnatoria.
Il T.A.R. afferma che è, ai fini della validità dell’atto di intervento, sufficiente la firma apposta sull’originale dell’atto. La sua mancanza nelle copie notificate e/o depositate, infatti, non rende nullo il ricorso. Nella medesima sentenza si statuisce che gli intervenienti ad opponendum, contrariamente a quelli ad adiuvandum, non sono soggetti al termine decadenziale dei sessanta […]
Il T.A.R. chiarisce il rapporto tra il c.d. ritto dell’ottemperanza e quello ordinario, statuendo che il secondo prevale sul primo.
Il T.A.R. coordina la sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione del ricorso impugnatorio con il permanere dell’interesse alla condanna risarcitoria.
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