Author Archive for: SanVittore

Variante urbanistica e titolo edilizio

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il T.A.R. Veneto, muovendo dal presupposto che l’eventuale annullamento di una variante urbanistica che consente un intervento edilizio non travolge automaticamente il titolo rilasciato dal Comune (viziato da invalidità ad effetto cd. viziante e non cd. caducante), afferma che il ricorso promosso avverso lo strumento urbanistico generale è improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse se non è stato tempestivamente impugnato anche il pdc, atteso che in caso di accoglimento del ricorso il titolo, anche se illegittimo, rimarrebbe comunque efficace.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Sulla potestĂ  di regolamentare le insegne pubblicitarie

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il T.A.R. ricorda che le Pubbliche Amministrazioni hanno ampia discrezionalità nel regolamentare l’apposizione della cartellonista pubblicitaria, dettando divieti e/o criteri. Tali scelte amministrative, infatti, possono essere censurate solo se abnormi e/o manifestamente irrazionali e/o irragionevoli.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Chi chiede una sanatoria, non può poi dire di non aver commesso abusi edilizi…

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che è inammissibile per difetto d’interesse il motivo di ricorso al G.A. teso ad affermare la legittimità di un comportamento autodenunciato come abusivo in sede sostanziale (nel caso di specie, con la presentazione di un’istanza di PdC in sanatoria), quale utilizzo non corretto dello strumento processuale, venendo dedotti, in ragione dell’esito del procedimento sfavorevole all’istante, fatti incompatibili con la condotta spontaneamente e volontariamente assunta in sede amministrativa.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Sanatoria edilizia e preavviso di rigetto

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che la violazione del contraddittorio procedimentale è idonea ad inficiare la legittimità del provvedimento anche nei procedimenti vincolati, quale quello di sanatoria (nel caso di specie, ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001), quando il contraddittorio procedimentale con il privato interessato avrebbe potuto fornire alla P.A. elementi utili ai fini della decisione, ad esempio in ordine alla ricostruzione dei fatti o all’esatta interpretazione delle norme da applicare.

Affinché la violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 comporti l’illegittimità del provvedimento impugnato, però, il privato non può limitarsi a denunciare la lesione delle proprie garanzie partecipative, ma è anche tenuto ad indicare gli elementi, fattuali o valutativi, che, se introdotti in fase procedimentale, avrebbero potuto influire sul contenuto finale del provvedimento. La violazione dell’art. 10-bis cit. è idonea a determinare l’annullamento del diniego di sanatoria, qualora, alla stregua degli elementi deduttivi e istruttori forniti dal privato, sia dubbio che, in caso in osservanza delle disposizioni procedimentali in concreto violate, il contenuto dispositivo dell’atto sarebbe stato identico a quello in concreto assunto.

Nel caso di specie, la sanatoria non era comunque concedibile, giacché attualmente l’area in questione ricade in Zona A, inserita all’interno di un Piano Particolareggiato con la previsione di demolizione dell’opera abusiva.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Qualificazione dei consorzi stabili e diritto intertemporale

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’art. 225, co. 13, II periodo d.lgs. 36/2023 è una norma di interpretazione autentica dell’art. 47, co. 2-bis d.lgs. 50/2016, provvista ex se di valore retroattivo, non soggetta al regime di cui al successivo art. 229, co. 2 di efficacia differita.

Pertanto nei consorzi stabili, nel vigore del d.lgs. 50/2016, anche in relazione agli appalti di lavori, è sufficiente la qualificazione in proprio del consorzio, a nulla rilevando l’assenza di qualificazione SOA dell’impresa esecutrice.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Chi uccide un suo congiunto non deve poi avere la facoltĂ  di prendere decisioni sulle spoglie del defunto

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Con la l. 9 marzo 2026, n. 35 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 69 del 24.03.2026), in vigore dall’8 aprile 2026, sono state approvate modifiche al codice penale e al regolamento di polizia mortuaria, di cui al d.P.R. 285/1990, in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio.

Il testo della l. 35/2026 è consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-24&atto.codiceRedazionale=26G00051&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

I sopralluoghi volti ad accertare un abuso edilizio

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Nel caso di specie, il Comune contestava ad un privato l’illegittima apposizione di una parete di cartongesso all’interno del proprio fabbricato produttivo e il successivo illegittimo cambio d’uso da produttivo a commerciale.

Il privato lamentava la violazione delle garanzie partecipative e le asseritamente scorrette modalitĂ  di esecuzione dei sopralluoghi.

Il TAR Veneto ha respinto tali doglianze.

I sopralluoghi erano stati eseguiti nell’ambito dei generali poteri di vigilanza edilizia del Comune, dandone adeguata informazione alla proprietà: l’eventuale assenza o mancata partecipazione di quest’ultima si riconduce a scelte della stessa.

In ogni caso, il fabbricato risultava privo di recinzioni e di portoni, sicché lo stato dei luoghi e la prosecuzione dei lavori erano agevolmente percepibili dall’esterno, con esclusione di qualsivoglia introduzione abusiva. La natura interna di taluni interventi non esclude la legittimità dell’accertamento visivo laddove gli elementi essenziali siano immediatamente osservabili anche senza accedere alla proprietà.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Onere della prova del tempo di realizzazione dell’abuso edilizio

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che l’onere della prova della data di ultimazione di un’opera edilizia abusiva, allo scopo di dimostrare che essa rientra fra quelle suscettive di sanatoria speciale o fra quelle per cui non era richiesto ratione temporis il rilascio del titolo edilizio, incombe in linea generale sul privato a ciò interessato, unico soggetto ad avere la disponibilità di documenti e di elementi di prova, in grado di dimostrare con ragionevole certezza l’epoca di realizzazione del manufatto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Onere della prova del tempo di realizzazione di un intervento edilizio e CTU nel processo

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che l’onere della prova circa l’epoca di realizzazione dell’intervento edilizio grava in capo a colui che vuole dimostrare la legittimità dell’opera.

In proposito, la CTU non è destinata ad esonerare la parte dalla prova dei fatti dalla stessa dedotti e posti a base delle proprie richieste, che devono essere dimostrati dalla parte interessata alla stregua dei criteri di ripartizione dell’onere della prova posti dall’art. 2697 c.c., ma ha la funzione di fornire all’attività valutativa del giudice l’apporto di cognizioni tecniche non possedute, per cui la richiesta di CTU non può essere sostitutiva dell’onere probatorio spettante alle parti.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’ordinanza di demolizione

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che il provvedimento con cui viene ingiunta la demolizione di un immobile abusivo, carente del necessario titolo edilizio, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata alla presenza dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso. Il principio in questione non ammette deroghe neppure nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, quand’anche il nuovo proprietario non sia responsabile dell’abuso e l’operazione di vendita non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino.

Post di Alberto Antico – avvocato

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