Tag Archive for: venetoius

Regione del Veneto: riforma del regolamento sulla VAS

16 Giu 2026
16 Giugno 2026

Con il regolamento regionale n. 2 del 12.06.2026 (pubblicato sul BUR Veneto n. 75 del 12.06.2026), in vigore dal 13.06.2026, sono state approvate alcune modifiche al regolamento regionale n. 3 del 09.01.2025, cioè il regolamento attuativo in materia di VAS ai sensi dell’art. 7 l.r. Veneto 12/2024.

Il regolamento è consultabile al link:

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioRegolamento.aspx?id=584771.

Si allega un prospetto delle modifiche approvate.

Post di Daniele Iselle

novelle al reg. 3-2025 apportate dal reg. 2-2026

Cosa significa “PUA anche in più stralci”?

15 Giu 2026
15 Giugno 2026

Un'area in Comune di Padova costituisce nel P.I. un ambito C1, con destinazione d'uso residenziale e con modalità di intervento PUA (anche in più stralci).

L'interessato ha presentato e il Comune ha approvato un piano relativo solo al primo stralcio, riguardante la sua area: in pratica il requisito del 51% del valore degli immobili inclusi nell’ambito in base all’imponibile catastale (previsto dall'articolo 20, comma 6, della legge regionale del Veneto n. 11 del 2004) è stato calcolato solo sull'area dello stralcio e non sull’intero ambito.

In TAR, in una ordinanza cautelare, ha ritenuto corretta questa modalità di intervento.

Questa interpretazione appare una novità, in quanto finora si riteneva che lo stralcio fosse una modalità operativa utilizzabile per attuare una parte di un piano unitario una volta che l'intero piano fosse stato approvato.

Infatti l'articolo 28, comma 6-bis, della legge n. 1150 del 1942, introdotto dall'art. 17, comma 4, legge n. 164 del 2014, stabilisce quanto segue: "6-bis. L'attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni di cui al presente articolo ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. In tal caso per ogni stralcio funzionale nella convenzione saranno quantificati gli oneri di urbanizzazione o le opere di urbanizzazione da realizzare e le relative garanzie purché l'attuazione parziale sia coerente con l'intera area oggetto d'intervento".

In questo comma lo stralcio appare come una modalità per attuare un piano unitario convenzionato.

Sarà interessante vedere se la giurisprudenza confermerà questa soluzione.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Ordinanza TAR Veneto 327 del 2026

Proroga delle previsioni di espansione soggette a decadenza

31 Mar 2026
31 Marzo 2026

Il T.A.R. Veneto stabilisce che le istanze di proroga delle aree di espansione soggette a decadenza quinquennale dalla data di approvazione del P.I. devono essere presentate prima della loro scadenza, ex art. 18, c. 7 della l.r. Veneto n. 11/2004. Il diverso termine previsto dal c. 7 bis, infatti, si riferisce solo al pagamento dell’oblazione, ma non ha efficacia temporale ai fini della tempestività della richiesta. Nella stessa sentenza il Collegio ricorda la natura giuridica “dichiarativa” del CD: se sussiste un provvedimento amministrativo di segno contrario, invero, l’eventuale discrasia in esso contenuta sull’ultrattività della zona di espansione può essere considerata come un mero errore, dato che la decadenza si era già prodotta ex lege.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Le deroghe assentibili con il Piano casa

17 Mar 2026
17 Marzo 2026

Il TAR Veneto ne ha offerto una pregevole ricognizione, in particolare quanto alle distanze.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’autorizzazione sismica ex art. 94 d.P.R. 380/2001

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che il rilascio dell’autorizzazione sismica prevista dall’art. 94 d.P.R. 380/2001 rappresenta un adempimento necessario “per l’inizio dei lavori” (così già la rubrica dell’articolo in questione) e non presenta, pertanto, alcun rilievo ai fini della legittimità del relativo titolo edilizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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PAI e barriere architettoniche

04 Mar 2026
4 Marzo 2026

L’art. 10, co. 3 l.r. Veneto 16/2007, articolo rubricato Facilitazioni per interventi su immobili abitati da persone con disabilità, dispone che per gli edifici esistenti alla data di entrata in vigore della legge citata, ricompresi in Zona B, C o E di cui al d.m. 1444/1968, sono consentiti, anche in deroga agli indici di zona previsti dagli strumenti urbanistici vigenti, per una sola volta, interventi di ampliamento della volumetria nella misura massima di 150 mc, realizzati in aderenza agli edifici esistenti limitatamente ad un singolo intervento per nucleo familiare.

Il TAR Veneto ha affermato che tale norma consente di derogare solo agli indici di zona, ovvero a prescrizioni di tipo urbanistico, e non certo ai limiti derivanti da un divieto assoluto di edificazione diretto a preservare la sicurezza delle persone e dei beni, come sono quelli fissati dal PAI.

Analogamente l’istituto del permesso di costruire in deroga (art. 14 d.P.R. 380/2001) può superare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, nonché le destinazioni d’uso ammissibili, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza – non i vincoli del PAI.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il consumo di suolo e gli AUC

16 Feb 2026
16 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 12, co. 1, lett. a l.r. Veneto 14/2017 esclude espressamente dalle disposizioni relative al consumo di suolo gli interventi previsti dallo strumento urbanistico generale ricadenti negli ambiti di urbanizzazione consolidata, come definiti dal precedente art. 2, co. 1, lett. e.

In ogni caso, la mera circostanza che un intervento determini consumo di suolo non ne comporta in sé l’illegittimità, a meno che non sia contestata una violazione della normativa o delle previsioni urbanistiche.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La riqualificazione urbana

10 Feb 2026
10 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che la rigenerazione urbana non può essere limitata al recupero di edifici dismessi, ma include anche gli interventi che mirano a recuperare spazi e aree già presenti ma degradate e a far rivivere un’area o un quartiere, trasformandolo in uno spazio vivibile.

L’art. 2, co. 1, lett. g, n. 4 l.r. Veneto 14/2017 prevede del resto che sono assoggettabili agli interventi di riqualificazione urbana “gli ambiti urbani degradati”, ovvero le aree ricadenti negli ambiti di urbanizzazione consolidata che siano contraddistinte da determinate caratteristiche, tra le quali il “degrado ambientale: riferito a condizioni di naturalità compromesse da inquinanti, antropizzazioni, squilibri degli habitat e altre incidenze anche dovute a mancata manutenzione del territorio ovvero da situazioni di rischio individuabili con la pianificazione generale e di settore”.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Vincolo discendente dal PAI

29 Gen 2026
29 Gennaio 2026

Il TAR Veneto, nel commentare un vincolo fissato dal Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del delta del fiume Po, ha affermato che si tratta di un’ipotesi di inedificabilità assoluta prevista da una disposizione avente carattere speciale e quindi prevalente sulla disciplina generale. Le norme del PAI hanno carattere prevalente rispetto alle previsioni urbanistiche e sono rivolte prioritariamente a salvaguardare non solo la sicurezza degli argini, ma soprattutto quella delle persone e dei beni che vi sono ricompresi.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Obbligo di cessione gratuita o monetizzazione dell’energia elettrica da parte dei concessionari di grandi derivazioni idroelettriche in Veneto

28 Gen 2026
28 Gennaio 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, in tema di obbligo di cessione gratuita o monetizzazione dell’energia elettrica da parte dei concessionari di grandi derivazioni idroelettriche, il termine del 30 aprile previsto dagli artt. 2 e 3 l.r. Veneto 27/2020 per l’adozione della delibera regionale ha natura ordinatoria e non perentoria, in difetto di una espressa qualificazione normativa: il suo superamento non determina la perdita del potere, né la nullità degli atti adottati tardivamente.

La richiesta regionale di pagamento dell’importo dovuto per la monetizzazione dell’energia gratuita è sufficientemente motivata quando indichi l’applicazione della formula vincolata prevista dall’art. 3, co. 2 e 3 l.r. Veneto 27/2020 e i dati tecnici (quantità di energia immessa e prezzi zonali orari) forniti da Terna e GME, non residuando alcun margine di discrezionalità amministrativa nella determinazione del quantum.

Il meccanismo di compensazione a due vie previsto dall’art. 15‑bis d.l. 4/2022, come convertito nella l. 25/2022, ha finalità emergenziali e un campo di applicazione distinto rispetto alla disciplina regionale sulla monetizzazione dell’energia gratuita: esso non incide sulla determinazione del controvalore dell’energia non ceduta ai sensi dell’art. 3 l.r. Veneto 27/2020, né può condizionare la legittimità della relativa formula di calcolo.

L’obbligo di cessione gratuita di 220 kWh per kW di potenza nominale media, previsto dall’art. 12, co. 1‑quinquies d.lgs. 79/1999, come attuato dalle leggi regionali, si applica a tutte le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, senza distinzione tra concessioni scadute, in proroga o ancora in corso di validità. La disciplina dell’art. 12 cit. e delle leggi regionali attuative, che impongono ai concessionari idroelettrici la cessione gratuita o la monetizzazione dell’energia, non viola gli artt. 3, 41, 42 e 117 Cost., trattandosi di onere giustificato dalla natura demaniale della risorsa idrica e dalle finalità solidaristiche e perequative della norma, rientrante nella discrezionalità legislativa anche con effetti retroattivi impropri.

È legittima la scelta del legislatore regionale di determinare il valore dell’energia non ritirata mediante riferimento al prezzo zonale orario, trattandosi di criterio coerente con le condizioni di mercato e con la disponibilità dell’energia da parte del concessionario, nonché già adottato da altre regioni e ritenuto non irragionevole dalla giurisprudenza.

Post di Alberto Antico – avvocato

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