Tag Archive for: venetoius

Le aree soggette a dissesto idraulico ai sensi dell’art. 8 delle NTA del PGRA

04 Ago 2026
4 Agosto 2026

L’art. 8 delle N.T.A. del Piano di Gestione Rischio Alluvioni (P.G.R.A.) stabilisce che le Amministrazioni competenti alla redazione degli strumenti urbanistici e delle varianti verificano le condizioni di pericolosità idraulica del territorio per le aree non mappate che siano: a) soggette a “dissesto idraulico” per effetto di studi riconosciuti dai competenti organi statali o regionali, di consorzi di bonifica o per effetto di specifiche previsioni urbanistiche; b) affette da documentato allagamento da corso d’acqua o costiero anche in assenza di studi o specifiche previsioni urbanistiche.

Nel caso esaminato dal TAR Veneto i ricorrenti avevano impugnano i progetti relativi a nuove viabilità comunali, sostenendo che, essendo l’area in questione non mappata (cioè priva dell’attribuzione di una determinata classe, rispettivamente, di rischio e pericolo), l'articolo 8 delle NTA del P.G.R.A. prevede che le Amministrazioni debbano compiere una verifica della pericolosità idraulica, cosa che nel caso esaminato non è stata effettuata.

Il TAR ha respinto il ricorso, precisando che nessuno degli strumenti urbanistici cui i ricorrenti si riferiscono qualifica l’area come soggetta a “dissesto idraulico”, che è il solo tipo di dissesto contemplato dall’art. 8 delle N.T.A..

E infatti il P.A.T. qualifica l’area come esondabile e/o a pericolo di ristagno idrico, e né il P.T.C.P. né il P.A.T.I. qualificano l’area come soggetta a dissesto idraulico.

Manca, dunque, il presupposto, primo e imprescindibile, per assoggettare la variante urbanistica impugnata al percorso procedimentale di cui all’art. 8 n.t.a. del P.G.R.A.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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L’attività di e-commerce svolta nella propria abitazione costituisce mutamento rilevante della destinazione d’uso?

28 Lug 2026
28 Luglio 2026

Un comune mi segnala un chiarimento della Regione Veneto in materia di e-commerce.

L'e-commerce (o commercio elettronico) è la vendita e l'acquisto di beni e servizi tramite internet. Le sue categorie principali sono B2B (tra aziende) e B2C (da azienda a consumatore).

Alla Regione era stato chiesto se lo svolgimento di questa attività nella propria casa di abitazione, senza la effettuazione di opere, costituisca mutamento rilevante della destinazione d'uso da residenziale a commerciale.

La Regione ha risposto di si, precisando che è irrilevante che non ci siano contatti diretti col pubblico, citando anche la sentenza del Consiglio di Stato n. 424 del 2026, che riguarda un caso nel quale l'attività di e-commerce viene svolta in un soppalco all'interno di un capannone.

La Regione ricorda che l'articolo 42-bis, comma 1 della Legge regionale n. 11/2004 disciplina i mutamenti di destinazione d'uso e stabilisce che un mutamento si definisce rilevante quando l’immobile, o la singola unità, viene destinato a un uso diverso da quello originario, anche senza opere edilizie. Ciò vale se comporta il passaggio a una delle seguenti categorie funzionali:
a) residenziale;
b) turistico-ricettiva;
c) produttiva;
d) direzionale;
e) commerciale e di e-commerce;
f) rurale.

La Regione aggiunge che la nuova destinazione dev'essere consentita nel Piano Regolatore Generale.

La risposta non appare molto convincente: sicuramente, se un intero appartamento con destinazione  residenziale viene adibito a una attività di e-commerce, si può dire che è stato effettuato un mutamento della destinazione d'uso, ma dubitiamo che si possa dire la stessa cosa se l'attività di e-commerce venga svolta nel salotto o nello studiolo di casa, rimanendo il resto della casa utilizzato come abitazione.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Edifici in fascia di rispetto stradale (inedificabilità assoluta): come operano il condono edilizio e il piano casa?

23 Lug 2026
23 Luglio 2026

Una articolata sentenza del TAR Veneto esamina alcune questioni in materia di inedificabilità assoluta nelle fasce di rispetto stradale, citando anche la giurisprudenza costituzionale in materia.

Il TAR ribadisce che in esse non può essere rilasciato il condono edilizio.

Per quanto riguarda il piano casa, alla luce anche della normativa specifica del Veneto, il TAR conclude:

  1. gli edifici esistenti all'interno della fascia non possono essere ampliati col piano casa;
  2. l'edificio esistente all'interno della fascia non può generare col piano casa volumetria da realizzare all'esterno della fascia;
  3. l'edificio esistente in fascia di rispetto può essere ampliato col piano casa, se viene demolito e ricostruito fuori dalla fascia di rispetto.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Regione del Veneto: riforma del regolamento sulla VAS

16 Giu 2026
16 Giugno 2026

Con il regolamento regionale n. 2 del 12.06.2026 (pubblicato sul BUR Veneto n. 75 del 12.06.2026), in vigore dal 13.06.2026, sono state approvate alcune modifiche al regolamento regionale n. 3 del 09.01.2025, cioè il regolamento attuativo in materia di VAS ai sensi dell’art. 7 l.r. Veneto 12/2024.

Il regolamento è consultabile al link:

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioRegolamento.aspx?id=584771.

Si allega un prospetto delle modifiche approvate.

Post di Daniele Iselle

novelle al reg. 3-2025 apportate dal reg. 2-2026

Cosa significa “PUA anche in più stralci”?

15 Giu 2026
15 Giugno 2026

Un'area in Comune di Padova costituisce nel P.I. un ambito C1, con destinazione d'uso residenziale e con modalità di intervento PUA (anche in più stralci).

L'interessato ha presentato e il Comune ha approvato un piano relativo solo al primo stralcio, riguardante la sua area: in pratica il requisito del 51% del valore degli immobili inclusi nell’ambito in base all’imponibile catastale (previsto dall'articolo 20, comma 6, della legge regionale del Veneto n. 11 del 2004) è stato calcolato solo sull'area dello stralcio e non sull’intero ambito.

In TAR, in una ordinanza cautelare, ha ritenuto corretta questa modalità di intervento.

Questa interpretazione appare una novità, in quanto finora si riteneva che lo stralcio fosse una modalità operativa utilizzabile per attuare una parte di un piano unitario una volta che l'intero piano fosse stato approvato.

Infatti l'articolo 28, comma 6-bis, della legge n. 1150 del 1942, introdotto dall'art. 17, comma 4, legge n. 164 del 2014, stabilisce quanto segue: "6-bis. L'attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni di cui al presente articolo ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale, può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. In tal caso per ogni stralcio funzionale nella convenzione saranno quantificati gli oneri di urbanizzazione o le opere di urbanizzazione da realizzare e le relative garanzie purché l'attuazione parziale sia coerente con l'intera area oggetto d'intervento".

In questo comma lo stralcio appare come una modalità per attuare un piano unitario convenzionato.

Sarà interessante vedere se la giurisprudenza confermerà questa soluzione.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Ordinanza TAR Veneto 327 del 2026

Proroga delle previsioni di espansione soggette a decadenza

31 Mar 2026
31 Marzo 2026

Il T.A.R. Veneto stabilisce che le istanze di proroga delle aree di espansione soggette a decadenza quinquennale dalla data di approvazione del P.I. devono essere presentate prima della loro scadenza, ex art. 18, c. 7 della l.r. Veneto n. 11/2004. Il diverso termine previsto dal c. 7 bis, infatti, si riferisce solo al pagamento dell’oblazione, ma non ha efficacia temporale ai fini della tempestività della richiesta. Nella stessa sentenza il Collegio ricorda la natura giuridica “dichiarativa” del CD: se sussiste un provvedimento amministrativo di segno contrario, invero, l’eventuale discrasia in esso contenuta sull’ultrattività della zona di espansione può essere considerata come un mero errore, dato che la decadenza si era già prodotta ex lege.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Le deroghe assentibili con il Piano casa

17 Mar 2026
17 Marzo 2026

Il TAR Veneto ne ha offerto una pregevole ricognizione, in particolare quanto alle distanze.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’autorizzazione sismica ex art. 94 d.P.R. 380/2001

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che il rilascio dell’autorizzazione sismica prevista dall’art. 94 d.P.R. 380/2001 rappresenta un adempimento necessario “per l’inizio dei lavori” (così già la rubrica dell’articolo in questione) e non presenta, pertanto, alcun rilievo ai fini della legittimità del relativo titolo edilizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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PAI e barriere architettoniche

04 Mar 2026
4 Marzo 2026

L’art. 10, co. 3 l.r. Veneto 16/2007, articolo rubricato Facilitazioni per interventi su immobili abitati da persone con disabilità, dispone che per gli edifici esistenti alla data di entrata in vigore della legge citata, ricompresi in Zona B, C o E di cui al d.m. 1444/1968, sono consentiti, anche in deroga agli indici di zona previsti dagli strumenti urbanistici vigenti, per una sola volta, interventi di ampliamento della volumetria nella misura massima di 150 mc, realizzati in aderenza agli edifici esistenti limitatamente ad un singolo intervento per nucleo familiare.

Il TAR Veneto ha affermato che tale norma consente di derogare solo agli indici di zona, ovvero a prescrizioni di tipo urbanistico, e non certo ai limiti derivanti da un divieto assoluto di edificazione diretto a preservare la sicurezza delle persone e dei beni, come sono quelli fissati dal PAI.

Analogamente l’istituto del permesso di costruire in deroga (art. 14 d.P.R. 380/2001) può superare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, nonché le destinazioni d’uso ammissibili, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza – non i vincoli del PAI.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il consumo di suolo e gli AUC

16 Feb 2026
16 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 12, co. 1, lett. a l.r. Veneto 14/2017 esclude espressamente dalle disposizioni relative al consumo di suolo gli interventi previsti dallo strumento urbanistico generale ricadenti negli ambiti di urbanizzazione consolidata, come definiti dal precedente art. 2, co. 1, lett. e.

In ogni caso, la mera circostanza che un intervento determini consumo di suolo non ne comporta in sé l’illegittimità, a meno che non sia contestata una violazione della normativa o delle previsioni urbanistiche.

Post di Alberto Antico – avvocato

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