La riduzione della fascia di rispetto cimiteriale non opera se l’intervento non è di interesse pubblico

28 Gen 2021
28 gennaio 2021

Ci siamo chiesti più volte se l'articolo 28 della legge 166 del 2002, che ha fissato il vincolo cimiteriale in 200 metri, abbia abrogato o comunque reso inefficaci le riduzioni dei vincoli cimiteriali che erano state disposte dai Comuni in base alle normative in materia.

Il Consiglio di Stato ha detto di si, facendo solo salvi gli interventi di interesse pubblico (dei quali ha dato una nozione ristretta, peraltro).

Cosa ha disposto l'art. 28?

"Art. 28. Edificabilità delle zone limitrofe ad aree cimiteriali

1. All'articolo 338 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 24 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il primo comma è sostituito dal seguente:
"I cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dal centro abitato. E' vietato costruire intorno ai cimiteri nuovi edifici entro il raggio di 200 metri dal perimetro dell'impianto cimiteriale, quale risultante dagli strumenti urbanistici vigenti nel comune o, in difetto di essi, comunque quale esistente in fatto, salve le deroghe ed eccezioni previste dalla legge";
b) i commi quarto, quinto, sesto e settimo sono sostituiti dai seguenti:
"Il consiglio comunale può approvare, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la costruzione di nuovi cimiteri o l'ampliamento di quelli già esistenti ad una distanza inferiore a 200 metri dal centro abitato, purché non oltre il limite di 50 metri, quando ricorrano, anche alternativamente, le seguenti condizioni:

a) risulti accertato dal medesimo consiglio comunale che, per particolari condizioni locali, non sia possibile provvedere altrimenti;
b) l'impianto cimiteriale sia separato dal centro urbano da strade pubbliche almeno di livello comunale, sulla base della classificazione prevista ai sensi della legislazione vigente, o da fiumi, laghi o dislivelli naturali rilevanti, ovvero da ponti o da impianti ferroviari.

Per dare esecuzione ad un'opera pubblica o all'attuazione di un intervento urbanistico, purché non vi ostino ragioni igienico-sanitarie, il consiglio comunale può consentire, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la riduzione della zona di rispetto tenendo conto degli elementi ambientali di pregio dell'area, autorizzando l'ampliamento di edifici preesistenti o la costruzione di nuovi edifici. La riduzione di cui al periodo precedente si applica con identica procedura anche per la realizzazione di parchi, giardini e annessi, parcheggi pubblici e privati, attrezzature sportive, locali tecnici e serre.

Al fine dell'acquisizione del parere della competente azienda sanitaria locale, previsto dal presente articolo, decorsi inutilmente due mesi dalla richiesta, il parere si ritiene espresso favorevolmente.

All'interno della zona di rispetto per gli edifici esistenti sono consentiti interventi di recupero ovvero interventi funzionali all'utilizzo dell'edificio stesso, tra cui l'ampliamento nella percentuale massima del 10 per cento e i cambi di destinazione d'uso, oltre a quelli previsti dalle lettere a), b), c) e d) del primo comma dell'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457".

2. All'articolo 57 del regolamento di polizia mortuaria, di cui al d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, i commi 3 e 4 sono abrogati".

Sul punto la sentenza del TAR Lazio n. 9358 del 2019 aveva detto quanto segue: "Deve invero rammentarsi che, per pacifica giurisprudenza, il vincolo cimiteriale ha carattere assoluto e non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici, sia di opere incompatibili con il vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici interessi pubblici che la fascia di rispetto intende tutelare, quali le esigenze di natura igienico sanitaria, la salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati alla inumazione e alla sepoltura, il mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale; detta situazione di inedificabilità, prodotta dal vincolo cimiteriale, è suscettibile di venire rimossa solo in ipotesi eccezionali, in presenza delle condizioni specificate nell'art. 338 comma 5, r.d. 1luglio 1934, n. 1265 (Consiglio di Stato sez. IV, 06/10/2017, n.4656).
Si tratta di una disciplina che, per le ragioni sin qui esposte, opera indipendentemente dal suo recepimento nello strumento urbanistico (Consiglio di Stato, sez. IV , 05 dicembre 2018 , n. 6891; Consiglio di Stato, sez. IV, 23aprile 2018 , n. 2407) e prevale sugli strumenti urbanistici difformi (Consiglio di Stato , sez. VI , 02 luglio 2018 , n. 4018).
Ne deriva che, a maggior ragione, prevale anche su una deliberazione consiliare di riduzione della fascia di rispetto, che – avendo riguardo al suo contenuto –possiede una natura latamente regolamentare o di pianificazione e come tale va disapplicata (sulla disapplicazione degli atti a natura regolamentare, vedasi da ultimo Consiglio di Stato, sez. V , 04 febbraio 2019 , n. 821, Consiglio di Stato ,sez. VI , 24 ottobre 2017 , n. 4894)".

La sentenza del Consiglio di Stato n. 7617 del 2020 ha confermato la sentenza del TAR Lazio.

Conclusione: la riduzione del vincolo cimiteriale non produce effetti per gli interventi che non rivestano un interesse pubblico e va disapplicata se dice il contrario.

Post di Daniele Iselle - funzionario comunale

Sentenza TAR Lazio 9358 del 2019

Sentenza Consiglio di Stato 7617 del 2020

Principi utili in materia di terzo condono

28 Gen 2021
28 gennaio 2021

Li ha offerti il TAR Veneto, a partire dal d.l. 269/2003, conv. con modd. in l. 326/2003 e dalla l.r. Veneto 21/2004, in particolare chiarendo i limiti entro cui possono essere condonati i beni soggetti a vincolo ambientale.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Read more

Impugnazione degli atti non autonomamente lesivi

28 Gen 2021
28 gennaio 2021

Il TAR Veneto ricorda che il ricorso proposto avverso gli atti di indirizzo adottati dalla Giunta Comunale quale indicazione ai propri dirigenti su come comportarsi in relazione a particolari situazioni.

Inoltre, aggiunge il TAR, è altrettanto inammissibile il ricorso proposto nei confronti dell’atto del Dirigente che invita il privato a cedere spontaneamente delle aree, solamente paventando le possibili conseguenze coattive.

In entrambi i casi, infatti, si tratta di atti non autonomamente lesivi.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Read more

Il permesso in deroga agli strumenti urbanistici relativamente alle destinazioni d’uso

27 Gen 2021
27 gennaio 2021

Pubblichiamo una nota dell'avv. Dario Meneguzzo sul permesso in deroga agli strumenti urbanistici relativamente alle destinazioni d'uso, ai sensi dell'art. 14 del D.P.R. 380/2001, e al suo rapporto con i commi da 9 a 14 dell'art. 5 del decreto legge 70 del 2011.

Il permesso in deroga agli strumenti urbanistici relativamente alle destinazioni d’uso 

sentenza TAR Veneto 205 del 2016

sentenza cds 3680 del 2017

sentenza TAR Veneto 140 del 2019

Sentenza Corte Costituzionale 217_2020

Cos’è il terzo settore?

27 Gen 2021
27 gennaio 2021

Pubblichiamo una nota del dott. Alberto Antico sul terzo settore: si tratta di un inquadramento generale, a partire dalle disposizioni normative.

L'autore intende sviluppare poi l'argomento con una serie di post. 

Cos'è il Terzo settore  

Il Piano di recupero

27 Gen 2021
27 gennaio 2021

Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione dell’istituto del Piano di recupero, a partire dall’art. 27 l. 457/1978, rubricato Individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente. Anche in questo ambito si esplica l’amplissima discrezionalità del Comune in materia di pianificazione urbanistica.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Read more

Domanda risarcitoria e obbligo per la P.A. di rideterminarsi

27 Gen 2021
27 gennaio 2021

Il TAR Veneto ricorda che non è possibile configurare alcun risarcimento del danno da provvedimento illegittimo nel caso l’annullamento dell’atto comporti solo l’obbligo per la P.A. di determinarsi in merito a tale questione, qualora per l’Amministrazione sussista ancora un margine di discrezionalità nell’adozione del provvedimento. E difatti, in tale ipotesi, non è possibile per il Giudice effettuare una prognosi sulla spettanza del bene della vita che si suppone leso, trattandosi di poteri amministrativi non ancora esercitati e quindi non sindacabili.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Read more

Gli atti unilaterali d’obbligo del privato intervenuti nel procedimento per il rilascio di un titolo edilizio

26 Gen 2021
26 gennaio 2021

Il Consiglio di Stato ha spiegato il valore che assume l’atto unilaterale d’obbligo che il privato presenti nel contesto del procedimento comunale di esercizio della funzione urbanistico-edilizia (ad esempio, impegnandosi a cedere gratuitamente la proprietà di un proprio fondo).

La più recente giurisprudenza riconduce tale fattispecie nell’alveo dell’art. 11 l. 241/1990, accentuandone la funzione di individuazione convenzionale del contenuto del titolo edilizio che l’Amministrazione andrà ad emettere a conclusione del procedimento. Ciò consente di aggiungere al paradigma pubblico generale i canoni del diritto civile «ove non diversamente previsto» e «in quanto compatibili» (comma 2 art. cit.).

L’atto unilaterale d’obbligo non riveste un’autonoma efficacia negoziale, ma è idoneo ad incidere sul provvedimento rilasciato a valle del procedimento, tanto da divenirne un elemento accidentale, secondo la distinzione propria del diritto privato tra essentialia e accidentalia negotii.

Post di Daniele Iselle – funzionario comunale

Read more

Altezze massime nei centri storici

26 Gen 2021
26 gennaio 2021

Il TAR Veneto ribadisce che la disciplina di deroga alle altezze massime prevista dalla normativa sul Piano Casa non è sempre applicabile agli immobili ricadenti nei centri storici, nonché ricorda la preminenza quasi totale del d.m. n. 1444/1968 nella suddetta materia delle altezze.

Pertanto, non è possibile la sopraelevazione di un immobile per un’altezza superiore a quella dell’edificio di carattere storico-artistico più alto che rientri nel centro storico limitrofo (art. 9, co. 1 d.m. 1444/1968): con “carattere storico-artistico”, peraltro, il TAR parrebbe aver voluto considerare solamente gli immobili soggetti a vincolo monumentale; e la giurisprudenza ha precisato che non si deve far riferimento all’intero centro storico, ma solo a quello circostante, in quanto la ratio della norma è quella di mantenere l’uniformità delle altezze dell’isolato. Inoltre, si prescinde dalla disciplina particolare più favorevole alla sopraelevazione eventualmente dettata dal P.I. comunale, in quanto quest’ultima non può derogare alla disciplina nazionale prevista dal decreto.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Read more

Principi utili in materia di annullamento d’ufficio

26 Gen 2021
26 gennaio 2021

Li ha posti il TAR Veneto. Nel caso di specie il Comune, dopo aver approvato il Piano di Lottizzazione presentato dal privato proprietario di un’area, scopriva che su di essa insisteva un vincolo per la tutela indiretta di un bene culturale, pertanto era costretto ad annullare in autotutela il PdL.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Read more

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC

Hit Counter provided by Los Angeles Windows