Chiarimenti della Regione Veneto su SUAP e permesso in deroga in relazione al parere di compatibilitĂ  sismica sugli strumenti urbanistici generali e particolareggiati prima della delibera di adozione

01 Feb 2023
1 Febbraio 2023

Con una nota a firma del Direttore dott. ing. Vincenzo Artico, la Regione Veneto ha fornito chiarimenti in merito alla necessità o meno di acquisire il parere di compatibilità sismica sugli strumenti urbanistici generali e particolareggiati prima della delibera di adozione, ai sensi dell’art. 89 del DPR n. 380/2001, in relazione a interventi edilizi ricadenti nella fattispecie di SUAP in deroga ex art. 3 L.R. 55/2012 e Permesso di Costruire in deroga ex art. 14 del DPR n. 380/2001.

Nel caso di localizzazione delle opere pubbliche in difformità agli strumenti urbanistici e territoriali, previsto dall’art. 24 della L.R. n.27/2003, il Consiglio Comunale può approvare un progetto di opera pubblica in  variante agli strumenti urbanistici e territoriali. Tale norma, come nel caso precedente, introduce una procedura amministrativa agevolata precisando che rimangono comunque “fermi i termini previsti dalla vigente normativa per le procedure ambientali” (art. 24,  comma 2).

Si ritiene che anche in tale circostanza non siano consentite esplicite deroghe alle norme di carattere sanitario, ambientale o di pubblica incolumità, consentendo tuttavia di modificare le tempistiche per il rilascio del parere di compatibilità sismica sulla variante urbanistica che dovrà comunque essere reso prima dell’approvazione della variante medesima da parte del Consiglio Comunale.

Nel caso di varianti degli strumenti urbanistici che non comportano un aumento del carico urbanistico/insediativo è possibile presentare un documento di “asseverazione”, redatto da tecnico abilitato, nel quale si dà evidenza della non necessità della valutazione sismica (D.G.R. 1572/2013 e 899/19). Rientrano in tale fattispecie:
- Varianti di modifica alla normativa;

- Varianti di riduzione di previsioni di edificabilitĂ  e trasformabilitĂ  (ambiti, densitĂ , altezze,ecc);

- Varianti verdi di cui all’art. 7 L.R. n. 4/2015;

- Varianti di adeguamento alla L.R. n. 14/2017 sul consumo di suolo;

- Varianti disciplinate dall’art. 50 commi da 4 a 8 e 16, della L.R. n. 61/1985, limitatamente alle fattispecie che non incrementino le quantità (volumi, superfici coperte, altezze, superfici utili, ecc.) degli interventi edilizi previsti, non modifichino le destinazioni degli edifici e delle aree, nonché la capacità insediativa del piano.

La non necessità di valutazione sismica può essere asseverata anche per ulteriori fattispecie non comportanti aumenti dei carichi urbanistico/insediativi e trasmessa alla Scrivente al fine del monitoraggio di attuazione della norma.

Va altresì rilevato che in questo momento l’onere maggiore per le nuove Amministrazioni individuate in zona sismica 2 con DGR n. 244/2021 (148 Comuni), tenute quindi ad adeguare i propri strumenti urbanistici, è rappresentato dalla realizzazione dello studio di microzonazione sismica con 2° livello di approfondimento (o eventuale 3°) su tutte le parti di territorio suscettibili di amplificazione sismica, come individuate nel 1° Livello, in cui siano previste trasformazioni urbanistico-edilizie e incremento dei carichi urbanistico/insediativi, riferendosi nello specifico a tutti gli ambiti di urbanizzazione consolidata, di edificazione diffusa, alle zone a servizi di interesse intercomunale e a quelle oggetto di accordi di programma con previsioni insediative o infrastrutturali.

Allo scopo di agevolare l’attività di tali Comuni occorre precisare che possono essere individuati interventi non significativi sotto il profilo della microzonazione sismica in quelli che non prevedano sopraelevazione o un aumento dei carichi urbanistici, fatto salvo la necessità che siano realizzati in aree non suscettibili di effetti sismici locali, come determinate dallo studio di microzonazione sismica di 1° livello (amplificazione solo stratigrafica e assenza di instabilità).

Si individuano quindi preliminarmente i seguenti interventi che possono comportare varianti agli strumenti urbanistici oggetto di una valutazione tecnica semplificata:
• infrastrutture stradali e ferroviarie realizzate in territorio di pianura prive di viadotti;

• parcheggi, rotonde e piste ciclabili;

• centri di raccolta rifiuti.

In tali situazioni le varianti dovranno essere corredate da uno studio di microzonazione sismica di 3° livello, limitato all’ambito territoriale interessato dall’opera.

Ulteriori interventi di variante agli strumenti urbanistici che non prevedano sopraelevazioni o aumento dei carichi urbanistici/insediativi realizzati in aree non suscettibili di effetti sismici locali potranno analogamente essere attestati da tecnico abilitato e trasmessi agli Uffici regionali.

Richiesta di chiarimenti RV 31-01-2023 prot. 986

Convegno sulle autorizzazioni paesaggistiche: casi concreti problematici e possibili soluzioni

01 Feb 2023
1 Febbraio 2023

Il Convegno è organizzato dal Comune di Spinea, con il coordinamento dell'arch. Fiorenza Dal Zotto, per venerdì 10 febbraio 2023, ore 9.00 – 13.30, con possibilità di partecipazione in presenza e anche online.

Relatori: prof. avv. Alessandro Calegari, avv. Domenico Chinello, avv. Alessandro Veronese

Programma e modalitĂ  di iscrizione:

Programma_Seminario_AUTORIZZAZIONI_PAESAGGISTICHE_10223

La responsabilitĂ  precontrattuale della P.A.

01 Feb 2023
1 Febbraio 2023

Il TAR Veneto ha affermato che per quanto concerne la responsabilità precontrattuale, in relazione alla dedotta violazione degli obblighi di lealtà e correttezza di cui all’art. 1337 c.c., è ben configurabile, anche in capo ad una P.A., la violazione dell’obbligo di comportarsi secondo buona fede nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto non solo in caso di rottura ingiustificata delle trattative e, quindi, di mancata conclusione del contratto o di contratto invalido o inefficace, ma anche nel caso in cui il contratto concluso sia valido e, tuttavia, risulti pregiudizievole per la parte vittima dell’altrui comportamento scorretto.

Detta responsabilità, peraltro, così come quella da ritardo, è riconducibile al genus della responsabilità aquiliana di cui all’art. 2043 c.c., con la conseguenza che l’onere di provare gli elementi costitutivi dell’illecito (condotta, rapporto di causalità, danno ingiusto, imputabilità) incombe sul danneggiato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La responsabilitĂ  contrattuale della P.A.

01 Feb 2023
1 Febbraio 2023

Il TAR Veneto ha affermato che, per quanto concerne la responsabilità contrattuale, ai sensi degli artt. 1218 e 2697 c.c., spetta a chi agisce in giudizio per il risarcimento allegare e provare la fonte dell’obbligazione che si assume totalmente o parzialmente inadempiuta, nonché il danno ed il nesso causale tra inadempimento totale o parziale e danno. Solo successivamente, incombe sul convenuto l’onere di provare di avere adempiuto esattamente o di non avere potuto adempiere per causa a sé non imputabile, ovvero altri fatti idonei a paralizzare la pretesa attorea.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il soccorso istruttorio del giudice

01 Feb 2023
1 Febbraio 2023

Il TAR Veneto ha affermato che il mancato adempimento dell’onere della prova in ordine agli elementi costitutivi della pretesa azionata in giudizio non può essere surrogato dal giudice, il cui soccorso istruttorio è limitato ai dati fattuali che non siano nell’immediata disponibilità della parte, ovvero al potere equitativo di liquidazione ex art. 1226 c.c., che trova applicazione solo nel caso di impossibilità per il ricorrente di fornire la prova del quantum.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Lottizzazione e terreni edificabili ai fini fiscali: quale giurisdizione?

01 Feb 2023
1 Febbraio 2023

Nel caso di specie, i ricorrenti sostenevano che, a seguito di una lottizzazione mai portata a compimento, i loro terreni erano resi edificabili solo formalmente e che ciò determinava l’insorgere di ingiustificati gravosi oneri fiscali (da ICI-IMU), dei quali chiedevano la restituzione al Comune, lamentandone una presunta inerzia nell’adempiere i propri obblighi nascenti dalla lottizzazione.

Il TAR Veneto ha affermato che tale controversia appartiene al Giudice tributario, in quanto la pretesa attorea mira a contestare il presupposto d’imposta, ovvero la qualificazione dei terreni ai fini dell’applicazione di provvedimenti impositivi di tributi.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La cittĂ  etrusca di Spina e l’urbanistica razionale

31 Gen 2023
31 Gennaio 2023

La cittĂ  di Spina fu fondata dagli Etruschi poco prima della fine del VI secolo a.C. vicino all'attuale Comacchio, in provincia di Ferrara: gli Etruschi, infatti, si insediarono non solo in Toscana, ma anche lungo il fiume Po.

La sua posizione all'epoca era situata alla confluenza di vie di comunicazione fluviali, marittima e terrestri (Reno, Po e Adriatico), così da renderla il luogo ideale per la fondazione di un porto, che, attraverso il mare Adriatico, commerciava con la Grecia, in particolare con gli ateniesi del V secolo a.C. (l'epoca d'oro di Pericle), mentre Roma era ancora un villaggio di pastori.

La popolazione di Spina, del resto, parlava non solo l'etrusco, ma anche il greco, e importava dall'Attica una enorme quantitĂ  di vasi e altri manufatti, che sono stati ritrovati intatti negli scavi della necropoli di Spina e sono oggi conservati al Palazzo Costabili, il museo archeologico nazionale di Ferrara, a essi interamente dedicato (e che merita sicuramente di essere visitato: mi chiedo come mai una raccolta straordinaria come questa sia conosciuta al grande pubblico).

L'area di insediamento di Spina copriva una superfice di circa sei ettari e si adattava al corso antico del fiume Po (Padus vetus) a est per una lunghezza di circa 650 metri e a sud-ovest a un ramo secondario del fiume, leggermente arcuato.

L'organizzazione interna della cittĂ  era caratterizzata da una pianificazione razionale, per la quale gli etruschi avevano preso esempio dai greci.

Sono stati trovati i resti di importanti palizzate in legno con terrapieni, che avevano una funzione difensiva e di protezione dalle inondazioni.

La disposizione interna della cittĂ  era ortogonale, con isolati rettangolari su entrambi i lati di due assi principali.

Due canali navigabili attraversavano la città in direzione nord-sud e un sistema di canali di varia larghezza  disposti in senso ortogonale serviva a regolare le acque e consentiva la navigazione interna.

Questo tipo di urbanistica razionale ispirò poi la struttura di Venezia, Chioggia e Comacchio.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Antica CittĂ  di Spina | Comune di Comacchio

Ordine di demolizione impartito dal giudice penale

31 Gen 2023
31 Gennaio 2023

La Corte di cassazione penale ha affermato che l’ordine di demolizione delle opere abusive emesso dal giudice penale ha carattere reale e natura di sanzione amministrativa a contenuto ripristinatorio e deve pertanto essere eseguito nei confronti di tutti i soggetti che sono in rapporto col bene e vantano su di esso un diritto reale o personale di godimento, anche se si tratti di soggetti estranei alla commissione del reato, salva la facoltà dei medesimi di far valere, sul piano civile, la responsabilità, contrattuale o extracontrattuale, del proprio dante causa.

L’eventuale rilascio di una sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 non esime dall’eseguire l’ordine di demolizione del giudice penale (risultato ottenibile solo con l’ottenimento di un condono).

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

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Reati urbanistici e causa di non punibilitĂ  per particolare tenuitĂ  del fatto

31 Gen 2023
31 Gennaio 2023

La Corte di cassazione penale ha affermato che, in tema di reati urbanistici, se la consistenza dell’opera è tale da creare danno o del pericolo, il giudice penale nega l’applicazione della causa di non punibilità di cui all’art. 131-bis c.p.

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

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L’asservimento edilizio tra fondi

31 Gen 2023
31 Gennaio 2023

La Corte di cassazione penale ha offerto una pregevole ricostruzione dell’istituto dell’asservimento.

Si tratta di una fattispecie negoziale atipica avente effetti obbligatori in base ai quali, a prescindere dalla comune titolarità dei due terreni, si attua la “cessione” della cubatura edificabile propria di un fondo in favore di altro fondo, cosicché, invariata la cubatura complessiva risultante, il fondo cessionario sarà caratterizzato da un indice di edificabilità superiore a quello originariamente goduto.

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

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