Lo stato legittimo si estende anche al condono edilizio

16 Apr 2026
16 Aprile 2026

Finalmente il Consiglio di Stato ha chiarito che non vi è alcuna ragione giuridica, né tanto meno una normativa nazionale e/o eurocomunitaria, che giustifichi la non equiparazione tra il condono e lo stato legittimo, ex art. 9 bis, c. 1 bis del d.P.R. n. 380/2001.

Con tale pronuncia il Collegio stigmatizza la prassi e la pregressa giurisprudenza che, all’opposto, aveva negato tale equipollenza, con il chiaro (e condiviso) obiettivo di eliminare le “zone grigie”, così definite dal Massimo Organo della Giustizia Amministrativa,  relative agli immobili condonati.

Si auspica, ora, che questa recente pronuncia possa davvero porre fine al dibattito giurisprudenziale ingeneratosi sul punto e possa auspicabilmente dipanare ogni dubbio sulla sanatoria "piena" derivante dal condono edilizio, garantendo la certezza del diritto e la tutela dell'affidamento.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Impianti da rinnovabili, VIA e PNRR

16 Apr 2026
16 Aprile 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in caso di rimessione alla Presidenza del Consiglio dei ministri del contrasto tra amministrazioni dello Stato ai sensi dell’art. 5, co. 2, lett. c-bis l. 400/1988, in un procedimento in materia di VIA per la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili rientranti nel PNRR, si applica l’art. 2 l. 241/1990, criterio generale dell’azione amministrativa ai sensi del principio di buon andamento ex art. 97 Cost. e dell’analogo principio presente sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE: pur tenendo conto della complessità e della delicatezza della valutazione che tale organo è chiamato a compiere, il procedimento non può legittimamente protrarsi sine die. Sul punto, il privato istante vanta un interesse legittimo affinché il provvedimento sia concluso, ai sensi dell’art. 2 cit., con un provvedimento espresso.

Nel procedimento in materia di VIA per la realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili rientranti nel PNRR, l’atto emanato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’art. 5, co. 2-bis l. 400/1988, ha natura di atto di alta amministrazione ed è pertanto sindacabile da parte del G.A., in relazione ai profili di manifesta illogicità, irragionevolezza e palese contraddittorietà.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il rigetto “in limine” dell’istanza di VIA

16 Apr 2026
16 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato la legittimità di un provvedimento che (pur recando il nomen iuris di archiviazione, in realtà) respingeva in limine la domanda di VIA del privato riferita alla realizzazione di un impianto di recupero di rifiuti in area fluviale, non essendo tout court consentita dai sovraordinati Piano stralcio per l’assetto idrogeologico e Piano regionale dei rifiuti urbani e speciali.

La preclusione sancita dai due piani di gestione rendeva concretamente inutile, se non dispendiosa, anche in termini temporali considerati gli adempimenti pubblicitari imposti in fase di VIA, una più approfondita disamina del progetto nella sede conferenziale di cui all’art. 27-bis del codice dell’ambiente. Motivo per cui il rigetto in limine dell’istanza sul progetto del privato, le cui criticità invero erano emerse sin dal cd. screening VIA, risultava assunto anche nel rispetto dei criteri di economicità ed efficacia.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Onere della prova nella domanda di restituzione del contributo straordinario (per accordi urbanistici pubblico-privati)

16 Apr 2026
16 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato che, qualora il privato domandi la rideterminazione dell’ammontare del contributo straordinario (nel caso di specie, per l’accordo ex art. 6 l.r. Veneto 11/2004), con condanna del Comune alla restituzione dell’eccedenza tra l’importo versato e quello realmente dovuto, si è al cospetto di un rapporto obbligatorio a carattere paritetico, rispetto al quale non si applica il principio dispositivo con metodo acquisitivo, ma il principio dispositivo puro, cosicché il privato ha l’onere di provare i fatti sui quali la propria pretesa si fonda.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’esenzione dal contributo di costruzione per il Piano casa, condizionata al cambio di residenza

16 Apr 2026
16 Aprile 2026

Nel caso di specie, una Signora beneficiava dell’esenzione dal contributo di costruzione dovuto per l’intervento di ampliamento ai sensi del Piano casa. In conformità a quanto previsto dalla normativa, l’esenzione era espressamente subordinata, nel PdC, alla prescrizione per cui, dopo la presentazione dell’agibilità, la Signora avrebbe dovuto trasferire la residenza presso l’immobile di intervento, e ivi mantenerla almeno per i 42 mesi successivi all’agibilità. Il mancato rispetto di tale condizione avrebbe comportato il versamento del contributo di costruzione, maggiorati degli interessi legali.

La Signora decedeva prima dell’ultimazione dei lavori. Il figlio-erede comunicava tempestivamente al Comune, contestualmente alla fine lavori e alla S.C. agibilità, la sua intenzione di pagare integralmente il contributo di costruzione, non possedendo i requisiti per beneficiare dell’esenzione.

Il Comune, però, esigeva anche la penale prevista dall’art. 7, co. 2-bis l.r. Veneto 14/2009, pari al contributo di costruzione maggiorato del 200% per i Comuni turistici, nel caso in cui il soggetto che abbia ottenuto la riduzione o l’esenzione del contributo di costruzione vìoli l’obbligo di stabilire e mantenere la residenza nell’immobile oggetto di intervento.

Il TAR Veneto ha dichiarato illegittima la richiesta della penale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il giudizio in materia di oneri di urbanizzazione

16 Apr 2026
16 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato che la controversia sulla spettanza e sulla liquidazione del contributo per gli oneri di urbanizzazione rientra nella giurisdizione esclusiva del G.A. e, conseguentemente, non è soggetta alle regole delle azioni annullatorie degli atti amministrativi e ai rispettivi termini di decadenza.

In tale ambito, dovendo dare tutela ad un diritto soggettivo, il G.A. può disporre la disapplicazione di un regolamento comunale, in applicazione delle regole sulla gerarchia delle fonti.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Le terrazze devono rispettare la distanza tra pareti finestrate

15 Apr 2026
15 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato che, in materia di distanze tra pareti finestrate, le distanze stesse vanno misurate dalle sporgenze estreme dei fabbricati, dalle quali vanno escluse soltanto le parti ornamentali, di rifinitura ed accessorie di limitata entità e i cd. sporti (cornicioni, lesene, mensole, grondaie e simili) che sono irrilevanti ai fini della determinazione dei distacchi.

Sono rilevanti, invece, anche in virtù del fatto che essi costituiscono una “costruzione” le parti aggettanti (quali scale, terrazze e corpi avanzati) anche se non corrispondenti a volumi abitativi coperti, ma che estendono e ampliano (in superficie e in volume) la consistenza del fabbricato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Distanza tra pareti finestrate e volumi tecnici

15 Apr 2026
15 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato che i volumi tecnici non sono tenuti a rispettare la distanza tra pareti finestrate di 10 metri ex art. 9 d.m. 1444/1968.

La giurisprudenza ha enucleato alcuni parametri per identificare il carattere di volume tecnico di un manufatto: a) il rapporto di strumentalità con l’edificio principale al quale è “asservito”; b) l’impossibilità di soluzioni progettuali alternative; c) il rapporto di necessaria proporzionalità tra volumi ed esigenze.

Nel caso di specie, costituiva un vano tecnico una sopraelevazione di 4,65 m destinata a contenere gli impianti di riscaldamento, raffreddamento, climatizzazione, elettrici ed idraulici, non riconducibili a destinazioni abitative o commerciali; le importanti dimensioni dello spazio destinato ad accoglierle e quindi la loro proporzionalità è stata valutata considerando da un lato le imponenti dimensioni del Palazzo servito da tali impianti, dall’altro la necessità di accesso ai fini della manutenzione degli impianti.

Post di Alberto Antico – avvocato

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I cd. pianini veneziani

15 Apr 2026
15 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha offerto una pregevole disamina dell’istituto dei cd. pianini (in Comune di Venezia), cioè atti di pianificazione che riguardano la disciplina degli spazi pubblici da assegnare in concessione ai privati ai fini dell’esercizio del commercio e con i quali si esprimono i criteri localizzativi per l’occupazione di suolo pubblico.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il cambio d’uso orizzontale

15 Apr 2026
15 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato che, alla luce dell’art. 23-ter, co. 1-bis d.P.R. 380/2001, di fronte a una richiesta di cd. mutamento di destinazione d’uso orizzontale di una singola unità immobiliare, cioè all’interno della stessa categoria funzionale, gli elementi ostativi all’accoglimento possono derivare solo dagli strumenti urbanistici comunali, ai quali non è precluso fissare specifiche condizioni.

Il significato di quest’ultima locuzione è tratteggiato “con chiarezza” (sic) dalle Linee guida del MIT sulla cd. riforma Salva casa, pubblicate il 30 gennaio 2025.

A sua volta, la nuova formulazione dell’art. 42-bis l.r. Veneto 11/2004 risulta, da un lato, seppur con sfumature diverse, ribadire l’efficacia condizionante degli strumenti urbanistici (non necessariamente quelli vigenti alla data di entrata in vigore della legge), dall’altro, confermare l’ammissibilità del cambio d’uso orizzontale.

Nel caso di specie, anche se il P.I. comunale non ammetteva il cambio d’uso orizzontale, né l’ammetteva la variante al P.I. il cui iter non era concluso alla data di presentazione della richiesta del privato, tali atti pianificatori ponevano un divieto sprovvisto del requisito delle specifiche condizioni e, per l’effetto, il privato aveva diritto a che la sua istanza fosse giudicata sulla sola base della normativa statale (di favore).

Il TAR ha aggiunto che, se il Comune si fosse reso conto della cogenza di quest’ultima normativa rispetto alla propria variante al P.I., avrebbe potuto adeguare la variante stessa in sede di approvazione, per quanto riguardava l’area del privato istante, senza bisogno di ripubblicazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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