La convenzione che accede a un PIP

22 Apr 2026
22 Aprile 2026

Il TAR Salerno ha affermato che la convenzione connessa a un piano di insediamento produttivo (PIP), pur non essendo formalmente qualificabile come urbanistica, ha natura sostanziale di accordo sostitutivo ex art. 11 l. 241/1990, in quanto incide sul provvedimento amministrativo cui è collegata, cosicché le controversie relative alla sua esecuzione, inclusi la risoluzione per inadempimento e il risarcimento del danno, rientrano nella giurisdizione esclusiva del G.A. ex art. 133, co. 1, lett. a, n. 2 c.p.a.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Obblighi di bonifica in capo al curatore fallimentare della societĂ  che gestiva la cd. fase post esaurimento di una discarica

22 Apr 2026
22 Aprile 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in tema di obblighi di bonifica, nel caso di specie connessi alla cd. gestione post mortem di una discarica, la curatela fallimentare, la quale ha la custodia dei beni del fallito, non può andare esente da responsabilità, con la precisazione che eventuali atti di dismissione dei beni, ancorché legittimamente adottati ai sensi dell’art. 104-ter r.d. 267/1942 (oggi sostituito dal d.lgs. 14/2019), devono essere considerati come meri atti privatistici, non dismissivi della responsabilità di diritto pubblico.

In tema di obblighi di bonifica gravanti sulla curatela fallimentare, quest’ultima assume la detenzione dei beni del fallito ipso iure, al momento della pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento. La rinuncia consiste nella dismissione della liquidazione dello stesso e produce l’effetto della perdita, da parte della società fallita, della legittimazione a disporre dei propri beni, al fine di salvaguardare le ragioni dei creditori.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Inadempimento all’obbligo di cessione di aree in sede di convenzione urbanistica

22 Apr 2026
22 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’obbligo cui si riferisce l’art. 2932 c.c., quale presupposto per il conseguimento di una sentenza costitutiva che produca gli effetti del contratto non concluso, può configurarsi non solo nelle ipotesi di contratto preliminare non seguito da quello definitivo, ma anche in qualsiasi altra ipotesi dalla quale sorga l’obbligazione di prestare il consenso per il trasferimento o la costituzione di un diritto, sia in relazione ad un negozio unilaterale, sia in relazione ad un atto o ad un fatto dai quali detto obbligo possa sorgere ex lege.

Pacifica è l’applicabilità dell’azione ex art. 2932 c.c. agli obblighi derivanti dalle convenzioni urbanistiche.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Cessione di aree in sede di lottizzazione e questioni di giurisdizione

22 Apr 2026
22 Aprile 2026

Il TAR Veneto ha affermato che spetta al G.A. conoscere della domanda di accertamento dell’inadempimento all’obbligo di trasferimento delle aree di cui alle convenzioni di lottizzazione, nonché della consequenziale richiesta della pronuncia costitutiva ai sensi dell’art. 2932 c.c.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Regolamento ENAC per la tutela del territorio dal rischio aeronautico

22 Apr 2026
22 Aprile 2026

Con il comunicato pubblicato in G.U., Serie generale n. 83 del 10.04.2026, si è reso noto che sul sito web istituzionale dell’ENAC, è stato pubblicato il regolamento per la tutela del territorio dal rischio generato dalle attività aeronautiche (ex art. 707, co. 5 e art. 715 del codice della navigazione), adottato con delibera del consiglio di amministrazione n. 15/2025 del 24 marzo 2025.

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Convertito in legge il decreto in materia di PNRR e di molto altro

21 Apr 2026
21 Aprile 2026

Con la l. 20 aprile 2026, n. 50 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 91 del 20.04.2026), in vigore dal 21.04.2026, è stato convertito in legge, con modificazioni, il d.l. 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e in materia di politiche di coesione.

La l. 50/2026 è consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-04-20&atto.codiceRedazionale=26G00067&elenco30giorni=false.

Il d.l. 19/2026, come convertito nella l. 50/2026, è disponibile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-04-20&atto.codiceRedazionale=26A01962&elenco30giorni=false.

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Adeguamento del decreto ministeriale in materia di fonti rinnovabili ai nuovi regimi amministrativi

21 Apr 2026
21 Aprile 2026

Con il decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica del 2 aprile 2026 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 87 del 15.04.2026), è stato approvato l’adeguamento del decreto del 30 settembre 2022 ai nuovi regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il decreto è consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-04-15&atto.codiceRedazionale=26A01824&elenco30giorni=false.

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Il regime autorizzativo degli interventi edilizi in area paesaggistica

21 Apr 2026
21 Aprile 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che i casi riportati all’art. 149 d.lgs. 42/2004 come non necessitanti di autorizzazione paesaggistica costituiscono un’esemplificazione non tassativa delle relative ipotesi, come dimostrato dall’uso dell’avverbio «comunque» che figura al comma 1 art. cit., che sta a significare – in stretto legame logico con le disposizioni dell’art. 146, co. 1-2 d.lgs. 42/2004 – che gli interventi elencati sono in sostanza esclusi dall’autorizzazione paesaggistica non già perché “esonerati” da essa con una norma eccezionale, bensì perché irrilevanti sul piano paesaggistico, in quanto insuscettibili anche in astratto di arrecare pregiudizio ai valori paesaggistici protetti.

Le elencazioni contenute agli allegati A e B al d.P.R. 31/2017, recanti rispettivamente (altri) casi di interventi non necessitanti di autorizzazione paesaggistica, oltre quelli riconducibili all’ambito dell’art. 149 d.lgs. 42/2004, e casi in cui l’autorizzazione paesaggistica segue un procedimento semplificato, hanno portata esemplificativa. In tal senso, l’installazione di “recinzioni” e di “cancelli” non è soggetta ad autorizzazione semplificata per il solo fatto che figura nell’allegato B, essendo necessario valutarne l’effettivo impatto sul territorio. Trattasi di una valutazione autonoma rispetto a quella di rilevanza edilizia, richiesta al fine di ampliare i casi (egualmente non tassativi) di edilizia “libera” di cui all’art. 6 d.P.R. 380/2001. Nella stessa logica, il fatto che l’Allegato A menzioni solo la manutenzione delle recinzioni e non la loro installazione, non implica che non se ne possa mai valutare l’effettiva finalizzazione all’esercizio dell’attività agro-silvo-pastorale, che ai sensi dell’art. 149, co. 1, lett. b d.lgs. 42/2004 comporta l’irrilevanza sotto il profilo paesaggistico. Non appare affatto implausibile, infatti, che in particolari contesti territoriali l’apposizione di recinzioni risponda ad esigenze di tutela delle colture in atto (nella specie, i vigneti), giusta la presenza in zona di fauna selvatica potenzialmente pericolosa per le stesse.

Nell’ambito dei procedimenti per il rilascio di titoli edilizi, la diversa finalità di atti facenti capo a distinte articolazioni organizzative dello stesso Comune (segnatamente, l’ufficio tributi da un lato e quello competente per urbanistica-edilizia, dall’altro), non ne giustifica la contraddittorietà. Tale intrinseca contraddittorietà può risolversi nella violazione dell’art. 1, co. 2-bis nonché dell’art. 6 l. 241/1990, afferente i compiti del responsabile del procedimento.

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Il potere del Comune di demolire gli abusi edilizi, in presenza del vincolo paesaggistico

21 Apr 2026
21 Aprile 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, nei casi di opere eseguite o iniziate senza titolo nelle aree di cui al d.lgs. 490/1999 – riferimento da riportare “dinamicamente” al d.lgs. 42/2004 – permane in capo al dirigente o responsabile dell’ufficio comunale il potere di ripristino dello stato dei luoghi riconosciutogli dall’art. 27 d.P.R. 380/2001 che concorre con l’omologo potere sanzionatorio dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo previsto in via generale dall’art. 155 d.lgs. 42/2004. Il Comune, tuttavia, può disporre il ripristino solo «previa comunicazione alle amministrazioni competenti le quali possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione, anche di propria iniziativa» (art. 27, co. 2 d.P.R. cit.).

Il generico riferimento alle opere eseguite senza titolo contenuto nell’art. 27 cit. ben si attaglia a qualsivoglia tipo di titolo, sicché il Comune può procedere sia che manchi il titolo edilizio, sia che manchi (anche o solo) l’autorizzazione paesaggistica, ma sempre previo coinvolgimento informativo dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Le garanzie di pubblicitĂ  del procedimento autorizzatorio in materia di antenne radio

21 Apr 2026
21 Aprile 2026

Il TAR Napoli ha affermato che, in caso di mancata pubblicazione prevista per il procedimento di rilascio delle autorizzazioni di cui agli artt. 43, 44, 45 e 49 d.lgs. 259/2003, anche dopo le modifiche introdotte dalla l. 182/2025, non si applica la sanatoria giurisprudenziale prevista dall’art. 21‑octies, co. 2 l. 241/1990, poiché l’obbligo di pubblicazione non è meramente formale, ma funzionale al rispetto del principio democratico. Le modifiche normative successive non incidono sui procedimenti già disciplinati dalla normativa precedente.

Post di Alberto Antico – avvocato

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