Misure di prevenzione: confisca dell’immobile adibito ad abitazione familiare

24 Feb 2026
24 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la deroga al vigente sistema della prevenzione, attraverso la sostituzione della confisca della casa familiare con misure patrimoniali di contenuto equivalente (un esborso di danaro o la confisca di un altro bene), attiene alla fase della determinazione e individuazione della misura preventiva, quindi a un momento antecedente a quello dell’esecuzione dello sgombero.

Il diritto all’abitazione si atteggia in modo molto diverso nel quadro della Costituzione italiana rispetto a come viene affermato dalla CEDU, dove viene in rilievo anche la libertà negativa di scelta del proprio domicilio, con il riflesso della necessaria salvaguardia della vita privata e familiare dell’individuo, ove ingiustamente colpito da misure interferenti illegittime.

L’art. 47, co. 2, ult. periodo d.lgs. 159/2011 non lascia adito a dubbi ermeneutici nello statuire che “anche prima dell’adozione del provvedimento di destinazione, per la tutela dei beni confiscati si applica il secondo comma dell’articolo 823 del codice civile”, sicché ogni altra eventualità è rimessa all’apprezzamento discrezionale dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e non vale ad interferire con il necessario decorso delle operazioni di sgombero dell’immobile e di apprensione del suo possesso da parte dell’Agenzia.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Decreto energia 2026

24 Feb 2026
24 Febbraio 2026

Con il d.l. 20 febbraio 2026, n. 21 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 42 del 20.02.2026), sono state approvate misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico.

Il decreto è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-20&atto.codiceRedazionale=26G00041&elenco30giorni=true.

Post di Alberto Antico – avvocato

Regolamento per l’individuazione dei Comuni montani

24 Feb 2026
24 Febbraio 2026

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 18.02.2026, ha assunto la deliberazione motivata ai sensi dell’art. 3, co. 3 d.lgs. 281/1997 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 42 del 20.02.2026) di autorizzazione all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente il Regolamento recante i criteri per la classificazione dei Comuni montani.

La deliberazione è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-20&atto.codiceRedazionale=26A00894&elenco30giorni=true.

Post di Alberto Antico – avvocato

L’accesso agli atti … impossibile

24 Feb 2026
24 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, dal combinato disposto dell’art. 22, co. 1, lett. d e dell’art. 25, co. 2 l. 241/1990, il diritto di accesso è configurabile soltanto ove l’istanza abbia a oggetto documenti venuti ad esistenza che si trovino nell’effettiva disponibilità della P.A., altrimenti versandosi in un caso di cd. accesso impossibile, in ragione di un fattore radicalmente ostativo, da un lato, all’accoglimento dell’istanza rivolta dal privato alla P.A. e, dall’altro, all’esecuzione dell’ordine di esibizione impartito dal giudice, anche alla luce del principio generale di inesigibilità per cui ad impossibilia nemo tenetur. Alcun diritto di accesso può pertanto azionarsi quando l’esistenza dei documenti sia supposta, ipotetica, solo eventuale, o ancora di là da venire.

L’esistenza (o la detenzione) del documento oggetto dell’actio ad exibendum è elemento costitutivo del diritto di accesso ex art. 2697, co. 1 c.c. Pertanto la relativa dimostrazione grava sulla parte che intenda far valere il diritto, la quale può assolvervi anche attraverso presunzioni, ovvero in via indiziaria, ma non tramite mere supposizioni, semplici illazioni o astratte congetture; ciò anche in applicazione del canone pretorio sull’onere della prova fondato sulla vicinanza della prova e sull’impossibilità di prova negativa.

L’istanza di accesso deve essere rivolta alla P.A. che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente, sicché è di norma sufficiente che l’ente intimato dichiari di non detenere il documento, assumendosi la responsabilità della veridicità della sua affermazione. Al cospetto di una dichiarazione espressa della P.A. di inesistenza di un determinato atto, non vi sono margini per ordinare l’accesso, rischiandosi altrimenti una statuizione impossibile da eseguire per mancanza del suo oggetto, che si profilerebbe, dunque, come inutiliter data.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Quando una strada è pubblica? E chi deve curarne la manutenzione?

24 Feb 2026
24 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, affinché un’area assuma la natura di strada pubblica, non basta né che vi si esplichi di fatto il transito del pubblico (con la sua concreta, effettiva e attuale destinazione al pubblico transito e la occupazione sine titulo dell’area da parte della P.A.), né la mera previsione programmatica della sua destinazione a strada pubblica, né l’intervento di atti di riconoscimento da parte della P.A. medesima circa la funzione da essa assolta, ma è necessario che la strada risulti di proprietà di un ente pubblico territoriale in base a un atto o a un fatto (convenzione, espropriazione, usucapione, ecc.) idoneo a trasferire il dominio.

L’iscrizione di una strada nell’elenco delle vie pubbliche o gravate da uso pubblico riveste funzione puramente dichiarativa della pretesa del Comune, ponendo una semplice presunzione dell’uso pubblico, superabile con la prova contraria della natura della strada e dell’inesistenza di un diritto di godimento da parte di una collettività mediante un’azione negatoria di servitù.

L’onere manutentivo delle strade private grava, ordinariamente, sui proprietari delle medesime, i quali sono anche responsabili dei danni potenzialmente derivanti agli utenti dal loro cattivo stato di conservazione. La responsabilità per i danni derivanti dalla mancata manutenzione di strade vicinali private non può gravare sul Comune, atteso che i compiti di vigilanza e polizia, come il potere di disporre l’esecuzione di opere di ripristino a spese degli interessati, che ad essa competono su dette strade, non comportano anche l’obbligo di provvedere alla manutenzione, facente carico esclusivamente ai proprietari interessati.

Nel caso di specie, il Comune emanava un’ordinanza contingibile e urgente di messa in sicurezza degli alberi presenti a bordo di una strada (privata ma a uso pubblico) con diffida all’ottemperanza, nei confronti dei proprietari frontisti dei relativi tratti di strada compromessi e addebito, a carico degli stessi, delle spese relative agli interventi effettuati dal Comune stesso. Il Consiglio ha precisato che, anche a ritenere che l’ordinario onere manutentivo a carico del proprietario della strada sconti, in caso di uso pubblico della stessa, un correlato dovere della P.A. di concorrere alle spese di manutenzione della stessa, nondimeno il particolare ruolo svolto dalle alberature, la cui condizione giuridica e di fatto non era stata adeguatamente censurata dai privati, non consentiva di superare l’addebito.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

La responsabilitĂ  del proprietario del fondo per illecito abbandono di rifiuti

24 Feb 2026
24 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che la responsabilità del proprietario per la violazione del divieto di abbandono di rifiuti postula l’accertamento di una sua condotta dolosa o colposa, essendo da escludere un’ipotesi legale di responsabilità oggettiva o da posizione. Nondimeno, la responsabilità solidale del proprietario può essere imputabile a colpa omissiva, consistente nell’omissione delle cautele e degli accorgimenti che l’ordinaria diligenza suggerisce ai fini di un’efficace custodia e protezione dell’area, segnatamente per impedire che su di essa possano essere depositati rifiuti.

L’accertamento della responsabilità va effettuato in contraddittorio e può essere fondato anche su ragionevoli presunzioni o condivisibili massime d’esperienza.

Nel caso di specie, il privato rivelava di essersi disinteressato della custodia del terreno, dichiarando in sede di sopralluogo “di non venire mai in quell’area”. La conoscenza della presenza da tempo di rifiuti esigeva l’attivazione per la bonifica o quantomeno per la protezione dell’area mediante recinzione, apposizione di cartelli o altri comportamenti idonei, a nulla rilevando l’acquisto del terreno contiguo soltanto poco tempo prima l’emanazione dell’ordinanza ex art. 192 d.lgs. 152/2006, circostanza semmai aggravante e non esimente.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Modifiche introdotte dal d.l. 19/2026 in materia di PNRR e di molto altro

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Con il d.l. 19 febbraio 2026, n. 19 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 41 del 19.02.2026), sono state approvate ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione.

Il decreto è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-19&atto.codiceRedazionale=26G00039&elenco30giorni=false.

Esso contiene numerose modifiche normative.

Fermo restando che dovrà essere convertito dal Parlamento (eventualmente con modifiche), l’art. 5, co. 1 d.l. cit. contiene modifiche alla l. 241/1990, in particolare all’art. 14-bis (Conferenza semplificata), all’art. 14-ter (Conferenza simultanea), all’art. 19 sulla SCIA e all’art. 20 sul silenzio-assenso.

L’art. 6, co. 4-6 d.l. cit. trasferisce ufficialmente dal Presidente della Repubblica al Consiglio di Stato la competenza a decidere il ricorso straordinario.

novelle alla l. 241-1990 apportate dal d.l. 19-2026

novelle al d.P.R. 1199-1971 apportate dal d.l. 19-2026

In maniera esemplificativa e non esaustiva, l’art. 1 d.l. cit. contiene nuovi obblighi di aggiornamento del cronoprogramma in capo ai soggetti attuatori degli interventi del PNRR.

L’art. 3, co. 3 d.l. cit. si occupa delle spese che i Comuni con meno di 3.000 abitanti sostengono per il Segretario comunale.

L’art. 5, co. 1 d.l. cit. contiene modifiche alla l. 241/1990, in particolare all’art. 14-bis (Conferenza semplificata), all’art. 14-ter (Conferenza simultanea), all’art. 19 sulla SCIA e all’art. 20 sul silenzio-assenso.

L’art. 5, co. 2 d.l. cit. si occupa della collocazione di mezzi pubblicitari lungo le strade.

L’art. 6, co. 2 d.l. cit. rende di durata illimitata la carta d’identità elettronica rilasciata a chi ha più di 70 anni, anche ai fini dell’espatrio; il successivo comma 3 introduce la tessera elettorale in formato digitale.

L’art. 6, co. 4-6 d.l. cit. trasferisce ufficialmente dal Presidente della Repubblica al Consiglio di Stato la competenza a decidere il ricorso straordinario.

L’art. 9 d.l. cit. introduce semplificazioni in materia di opere in prossimità della linea di vigilanza doganale e nel mare territoriale.

L’art. 10 d.l. cit. introduce semplificazioni in materia di circolazione stradale e di abilitazione alla guida e alla navigazione.

L’art. 14 d.l. cit. modifica il codice dell’ambiente in materia di bonifiche, industria insalubre e rifiuti.

Gli artt. 16 e 17 d.l. cit. si occupano rispettivamente della giustizia tributaria e della giustizia civile.

Post di Alberto Antico – avvocato

Nota ANCI sulle aree idonee

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Aree Idonee, Nota sintetica ANCI sul Decreto Legge 21 novembre 2025, convertito in Legge 15 gennaio 2026:

https://anci.lombardia.it/dettaglio-news/20262171534-aree-idonee-nota-sintetica-anci-sul-decreto-legge-21-novembre-2025-convertito-in-legge-15-gennaio-2026/anci.lombardia.it

Post di Fiorenza dal Zotto - architetto funzionario comunale

L’accesso agli atti ambientale

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai sensi dell’art. 3 d.lgs. 195/2005, attuativo della dir. 2003/4/CE, l’Autorità pubblica deve rendere disponibile l’informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse; tuttavia, qualora si opponga, in sede di contraddittorio procedimentale o in sede giudiziale, una legittima causa di esclusione, è necessario che l’istante dimostri la consistenza e la specifica rilevanza dell’interesse alla ostensione per consentire a chi detiene le informazioni di ponderare gli interessi in conflitto e, successivamente, al giudice di sindacare la congruità di tale giudizio rispetto al parametro generale di ragionevolezza.

Nel caso di specie, a fronte dell’istanza di accesso in materia ambientale volto alla conoscenza  della produzione di ogni specifica cava, riferibile a ciascun operatore, che consentirebbe di misurare la forza commerciale delle imprese attive nel sito, in termini di capacità di offerta sui distinti mercati delle varie tipologie di materiale estratto, sussiste il diritto alla riservatezza delle informazioni commerciali in capo ai medesimi operatori,  idoneo a configurare l’ipotesi di esclusione di cui all’art. 5, co. 2 d.lgs. cit.

In tema di accesso in materia ambientale, è legittimo il diniego opposto a un’istanza di accesso ad informazioni ambientali, ove dall’istanza stessa emerga che l’interesse che si intende far valere non è un interesse ambientale e che lo scopo del richiedente è quello di acquisire dati di natura diversa, ovvero emulativi, concorrenziali, di controllo generalizzato, anticompetitivi. Pertanto, il giudice chiamato a pronunciarsi sulla legittimità dell’eventuale diniego espresso o tacito (e prima ancora la stessa P.A.) ben può pronunciarsi sull’effettiva sussistenza in capo al richiedente di un suo interesse propriamente “ambientale” agli effetti dell’accoglibilità della sua richiesta di accedere alla documentazione asseritamente contenente le “informazioni ambientali” da lui ricercate.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Parere VIA tardivo

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA), il parere del Ministero della cultura reso oltre il termine previsto dall’art. 25, co. 2-bis del codice dell’ambiente non è per ciò solo inesistente o inefficace, né determina la formazione del silenzio-assenso. Difatti, in materia di VIA, il successivo comma 7 art. cit. non richiama, così precludendone l’applicazione nei casi da essa contemplati, l’art. 2, co. 8-bis l. 241/1990, mentre la previsione del potere sostitutivo di cui all’art. 25, co. 2-quater del codice dell’ambiente è incompatibile con la formazione del silenzio-assenso.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC