Interdittiva antimafia e prevenzione penale

18 Set 2026
18 Settembre 2026

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha affermato l’illegittimità del provvedimento di informativa antimafia interdittiva adottato dall’autorità prefettizia sulla base di un quadro indiziario già scrutinato in sede cautelare dal giudice della prevenzione penale con esito negativo, qualora non siano addotti fatti nuovi, ovvero sia fornita una motivazione rafforzata idonea a spiegare le ragioni della ritenuta erroneità delle valutazioni espresse dal giudice della prevenzione.

Il diritto amministrativo della prevenzione antimafia e il giudizio del giudice della prevenzione penale (in fase cautelare) condividono il medesimo paradigma valutativo, fondato sul criterio del “più probabile che non” e su un apprezzamento indiziario di elementi gravi, precisi e concordanti. Pertanto, non è compatibile con la coerenza e la ragionevolezza sistemica dell’ordinamento giuridico che i medesimi fatti, valutati secondo il medesimo criterio, possano essere ritenuti insufficienti a fondare una misura di prevenzione in sede giurisdizionale penale e, al contempo, sufficienti a giustificare una misura interdittiva in sede amministrativa. Si deve distinguere tra il giudizio penale di merito, che richiede il raggiungimento di una certezza “oltre ogni ragionevole dubbio”, e il giudizio di prevenzione, il cui canone probatorio, di tipo indiziario, è del tutto assimilabile a quello che governa l’informativa antimafia.

Post di Alberto Antico – avvocato

Annullamento delle ricette irregolari delle farmacie

18 Set 2026
18 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il procedimento di annullamento delle ricette irregolari disciplinato dall’art. 10 d.P.R. 371/1998 ha natura vincolata ed è distinto dal procedimento di deferimento della farmacia per violazioni convenzionali. Ne consegue che, non essendo previsto dalla disciplina speciale alcun contraddittorio con il farmacista e non residuando margini di discrezionalità in capo alla commissione farmaceutica, non trovano applicazione gli istituti partecipativi di cui agli artt. 7 ss. l. 241/1990.
Si segnala che però in altre occasioni il Consiglio aveva ritenuto che la natura vincolata del provvedimento non escludesse, in via generale, l’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento, ma rilevasse ai fini dell’applicazione dell’art. 21-octies, co. 2 l. 241/1990, ove risulti evidente che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 4552-2026

Non si può proporre l’azione avverso il silenzio per ottenere l’emanazione di un regolamento

18 Set 2026
18 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’azione avverso il silenzio-inadempimento ex artt. 31 e 117 c.p.a. non è esperibile per ottenere l’adozione di un regolamento, poiché, diversamente dagli atti amministrativi generali, l’eventuale pronuncia di accoglimento non potrebbe essere seguita dalla nomina di un commissario ad acta senza incidere sulle prerogative costituzionalmente attribuite agli organi politici titolari del potere regolamentare. Ne consegue che il G.A. non può ordinare l’adozione di un regolamento, restando impregiudicata la diversa questione dell’eventuale tutela risarcitoria nell’ipotesi di mancata adozione entro un termine fissato dalla legge.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 5403-2026

Adeguamento al regolamento dell’UE sull’utilizzo dei sistemi di IA per l’attività di polizia e sulla responsabilità civile e penale

18 Set 2026
18 Settembre 2026

Con il d.lgs. 9 settembre 2026, n. 160 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 214 del 15.09.2026), in vigore dal 30.09.2026, è stato approvato l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del reg. (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (IA), in materia di utilizzo dei sistemi di IA per l’attività di polizia e di responsabilità civile e penale.
Si segnala l’art. 12 d.lgs. cit., che introduce nel codice penale l’art. 437-bis c.p., rubricato Omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi.

Post di Alberto Antico – avvocato

L’accesso agli atti documentale e defensionale

17 Set 2026
17 Settembre 2026

Il TAR Veneto ha offerto utili princìpi in merito.

Nel caso di specie, il vicino chiedeva informazioni sull’allevamento del confinante. I dati richiesti (numero, età e peso dei capi) non costituiscono segreti commerciali, ma informazioni che l’allevatore è obbligato per legge a comunicare all’Autorità sanitaria per finalità pubbliche. L’accesso difensivo, preordinato alla tutela del diritto alla salute e del diritto di difesa (artt. 32 e 24 Cost.), prevale su generiche esigenze di riservatezza commerciale, specie quando non si verta in materia di dati sensibili o giudiziari.

Post di Alberto Antico – avvocato

L’accesso civico generalizzato nei confronti di soggetti di diritto privato che svolgono attività di pubblico interesse

17 Set 2026
17 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’accesso civico generalizzato trova applicazione anche nei confronti dei soggetti di diritto privato, limitatamente alle attività di pubblico interesse, dunque anche agli atti disciplinati dal diritto privato, purché espressivi di attività di cura concreta di interessi della collettività. Tra questi rientrano anche quelli aventi natura organizzativa, quando risultino strumentali all’esercizio di funzioni pubblicistiche. Ne consegue che gli atti relativi alla selezione di figure dirigenziali apicali (nel caso di specie, il direttore dell’Avvocatura della Croce rossa italiana), destinate a incidere sulla qualità del servizio reso dall’ente, sono soggetti agli obblighi di trasparenza di cui all’art. 2-bis d.lgs. 33/2013.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 5302-2026

Giudizio amministrativo in materia di accesso agli atti: non vale il divieto di integrazione postuma della motivazione?

17 Set 2026
17 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che nel giudizio instaurato ai sensi dell’art. 116 c.p.a., il giudice è chiamato ad accertare la sussistenza del diritto di accesso e non la sola legittimità del provvedimento di diniego. Ne consegue che la P.A. può dedurre in giudizio ragioni ostative ulteriori rispetto a quelle indicate nel provvedimento impugnato e il giudice può negare l’accesso anche per motivi diversi da quelli posti a fondamento del diniego, ove ritenga insussistenti i presupposti sostanziali del diritto azionato.

L’inesistenza del documento specificamente indicato nell’istanza di accesso non esclude il diritto di ostensione, quando l’interesse conoscitivo possa essere soddisfatto mediante altri atti esistenti che documentino il medesimo risultato amministrativo.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 5302-2026

Il diritto di accesso all’offerta tecnica dell’aggiudicatario

17 Set 2026
17 Settembre 2026

Il TAR Reggio Calabria ha affermato che il concorrente ha diritto di accedere all’offerta tecnica dell’aggiudicatario, quando la relativa documentazione sia necessaria per la tutela di un proprio interesse giuridicamente rilevante, senza dover dimostrare l’indispensabilità dei documenti ai fini della proposizione di specifici motivi di ricorso. Ai fini dell’esclusione dall’accesso delle informazioni concernenti segreti tecnici o commerciali ovvero contenuti altamente tecnologici, ai sensi dell’art. 36 d.lgs. 36/2023, non è sufficiente l’esistenza di un accordo di riservatezza stipulato tra l’aggiudicatario e il produttore, essendo invece necessario che la stazione appaltante svolga un’autonoma valutazione in ordine alla sussistenza dei presupposti  e motivi specificamente le ragioni dell’eventuale oscuramento.

Post di Alberto Antico – avvocato

Ottemperanza di una sentenza in materia di accesso agli atti di gara

17 Set 2026
17 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che nel giudizio sull’accesso documentale in materia di appalti pubblici, la statuizione passata in giudicato che abbia escluso l’ostensione di determinati documenti preclude alla P.A. di consentirne successivamente l’accesso, salvo il sopravvenire di elementi nuovi o modificativi della fattispecie. Diversamente, ove il giudice abbia demandato alla P.A. un nuovo bilanciamento tra esigenze difensive e tutela del segreto tecnico o commerciale, resta riservata alla P.A. la valutazione circa l’effettiva sussistenza delle informazioni riservate e la ponderazione dei contrapposti interessi, senza che le relative determinazioni integrino di per sé violazione o elusione del giudicato.

Post di Alberto Antico – avvocato

Riparte l’iter del Testo Unico del Governo del Territorio in Veneto

16 Set 2026
16 Settembre 2026

Giunta Regionale: riparte l’iter del Testo Unico del Governo del Territorio in Veneto. Semplificazione, Resilienza Climatica e Consumo di Suolo Zero.

Post di Daniele Iselle

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