Pannelli fotovoltaici in area vincolata: il diniego deve essere concreto e motivato

23 Ott 2026
23 Ottobre 2026

Il TAR Marche ha annullato il parere negativo della Soprintendenza e l’autorizzazione paesaggistica comunale nella parte in cui negavano l’installazione di ulteriori pannelli fotovoltaici sulla falda sud dell’edificio.

La presenza del vincolo paesaggistico non consente un diniego fondato sulla sola affermazione che l’intervento determini una “manomissione del contesto ambientale e paesaggistico”. L’amministrazione deve indicare le concrete ragioni per cui l’impianto pregiudichi i valori paesaggistici tutelati, considerando le caratteristiche effettive dell’edificio, del luogo, dell’impianto e della sua percepibilità.

Secondo la sentenza, il giudizio di compatibilità non può limitarsi a registrare la novità dell’opera rispetto al paesaggio preesistente: una simile impostazione renderebbe non autorizzabile qualsiasi nuova opera. Occorre invece una comparazione analitica degli interessi coinvolti, compreso quello alla produzione di energia da fonte rinnovabile.

Il principio è tuttora attuale. La disciplina oggi vigente distingue, in relazione agli interventi sulle coperture, tra attività libera, procedura abilitativa semplificata e altri regimi autorizzatori. Per gli interventi ricadenti su aree sottoposte a tutela paesaggistica occorre quindi verificare la fattispecie concreta e il regime applicabile, senza confondere la semplificazione procedurale con un’automatica esclusione della valutazione paesaggistica.

Post di Dario Meneguzzo – avvocato

Il “fosso” e il vincolo paesaggistico fluviale

23 Ott 2026
23 Ottobre 2026

Il TAR Marche ha chiarito che, ai fini dell’applicazione del vincolo paesaggistico previsto per i fiumi, i torrenti e i corsi d’acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche, la denominazione utilizzata per individuare il corso d’acqua non è determinante.

Il fatto che un corpo idrico sia indicato come “fosso”, anziché come “fiume” o “torrente”, non esclude automaticamente la sua riconducibilità ai corsi d’acqua tutelati. L’accertamento deve essere compiuto sulla base degli elementi oggettivi disponibili, tra cui la cartografia regionale delle acque pubbliche.

Nel caso esaminato, la ricorrente aveva inizialmente riconosciuto l’esistenza del vincolo, presentando un’istanza di accertamento della compatibilità paesaggistica. Il TAR ha quindi ritenuto non sufficiente la successiva contestazione, non supportata da una prova contraria idonea a dimostrare l’erroneità della cartografia regionale.

Il principio resta attuale. La disciplina del vincolo paesaggistico fluviale continua a trovare il proprio riferimento nell’art. 142, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 42/2004. La disciplina sopravvenuta sulle procedure per gli impianti da fonti rinnovabili non elimina, in presenza del vincolo, la necessità di verificare il regime autorizzatorio paesaggistico concretamente applicabile.

Post di Dario Meneguzzo – avvocato

Lo screening VIA e gli effetti cumulativi

23 Ott 2026
23 Ottobre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai fini della valutazione degli effetti cumulativi nell’ambito della verifica di assoggettabilità a VIA, il riferimento del n. 1, lett. b, Allegato V, Parte II del d.lgs. 152/2006 al «cumulo con altri progetti esistenti e/o approvati» deve essere inteso nel senso che i progetti esistenti sono quelli già realizzati e i progetti approvati quelli non ancora realizzati ma già assentiti, mentre non devono essere considerati i progetti ancora in corso di autorizzazione. Una diversa interpretazione condizionerebbe, infatti, la valutazione ambientale a iniziative progettuali meramente ipotetiche e potenzialmente irrealizzabili e legittimerebbe comportamenti ostruzionistici, consistenti nel frettoloso deposito di istanze autorizzative al solo scopo di ostacolare la valutazione di un progetto concorrente.

Post di Alberto Antico – avvocato

Piena conoscenza dell’atto da impugnare

23 Ott 2026
23 Ottobre 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che la piena conoscenza dell’atto, ai fini della decorrenza del termine di impugnazione, richiede la contezza non solo della sua esistenza, ma anche del suo contenuto, nella misura necessaria a percepire la lesività e a formulare censure specifiche.

Post di Alberto Antico – avvocato

ANAC e obblighi di trasparenza dei titolari di incarichi nella P.A.

23 Ott 2026
23 Ottobre 2026

Con la delibera n. 387 del 6 ottobre 2026 (di cui al comunicato in G.U., Serie generale n. 245 del 21.10.2026), l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) ha fornito indicazioni in merito alle intestazioni fiduciarie e ai trust, quanto alla riconducibilità alle dichiarazioni patrimoniali all’art. 14, co. 1, lett. f d.lgs. 33/2013.

Post di Alberto Antico – avvocato

Fondi ai Comuni per l’assistenza ai minori allontanati dalla casa familiare con provvedimento giudiziario

22 Ott 2026
22 Ottobre 2026

Come da comunicato pubblicato in G.U., Serie generale n. 241 del 16.10.2026, nel sito del Ministero dell’interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, area tematica «La finanza locale», contenuto «I DECRETI», è stato pubblicato il testo integrale del decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 17 settembre 2026, corredato dell’allegato A «Nota metodologica» e allegato B «Piano di riparto» recante i criteri e le modalità di riparto, per l’anno 2026, del fondo con dotazione di 250 milioni di euro, istituito al fine di contribuire alle spese sostenute dai Comuni per l’assistenza ai minori per i quali sia stato disposto l’allontanamento dalla casa familiare con provvedimento dell’autorità giudiziaria, di cui all’art. 1, co. 759-765 l. 207/2024e all’art. 1, co. 673 l. 199/2025.

Post di Alberto Antico – avvocato

Il potere di imporre prescrizioni in sede di VIA

22 Ott 2026
22 Ottobre 2026

Nel caso di specie, un’azienda di lavorazione delle carni avanzava un’istanza di VIA per potersi ampliare. La Provincia archiviava l’istanza, per mancanza di uno stabile collegamento con la fognatura. L’azienda eccepiva che sarebbe bastato rilasciare una VIA favorevole con prescrizione.

Il TAR Veneto ha concordato con la Provincia.

La P.A., pur disponendo in sede di VIA dell’ampio potere discrezionale di imporre prescrizioni a tutela dei beni incisi dall’intervento proposto, non ha titolo per sostituirsi al proponente nella progettazione di elementi strutturali ed essenziali.

Diversamente, l’azione amministrativa si porrebbe in contrasto con la natura e con la tipicità del provvedimento di VIA, come definito dall’art. 5, co. 1, lett. b d.lgs. 152/2006.

Post di Alberto Antico – avvocato

Violazione delle prescrizioni poste dall’AIA

22 Ott 2026
22 Ottobre 2026

Il TAR Veneto ha commentato l’art. 29-decies, co. 9, lett. b d.lgs. 152/2006, nella parte in cui prevede espressamente la diffida e contestuale sospensione, nel caso in cui le inosservanze alle prescrizioni dell’AIA siano comunque reiterate più di due volte in un anno, senza che occorra in questo caso la dimostrazione di un pericolo immediato per la salute.

Post di Alberto Antico – avvocato

Aree idonee e parere del Ministero della Cultura: obbligatorio, ma non vincolante

22 Ott 2026
22 Ottobre 2026

Il TAR Lazio ha precisato che, nei procedimenti relativi a impianti da fonti rinnovabili localizzati in aree idonee, il parere dell’autorità competente in materia paesaggistica non perde la propria rilevanza, ma non ha carattere vincolante. L’amministrazione procedente deve quindi acquisirlo e valutarlo, ma non può recepirlo automaticamente quando esso conduca a una prescrizione limitativa dell’intervento.

La qualificazione dell’area come idonea non elimina la tutela paesaggistica: impone però un autonomo bilanciamento degli interessi e consente all’autorità procedente di discostarsi dal parere paesaggistico con una motivazione adeguata, valorizzando le esigenze connesse alla massima diffusione delle energie rinnovabili.

Il principio trova oggi un riscontro espresso nell’art. 11-quater del d.lgs. n. 190/2024, che disciplina il parere obbligatorio e non vincolante dell’autorità paesaggistica per gli interventi in aree idonee. Resta necessario verificare, per ciascun progetto, il regime normativo applicabile e se l’impianto ricada interamente in area idonea.

Post di Dario meneguzzo – avvocato

Annullamento della VIA e limiti della pronuncia conformativa del giudice amministrativo

22 Ott 2026
22 Ottobre 2026

La sentenza del TAR Lazio affronta anche un profilo processuale rilevante: l’annullamento degli atti di VIA non consente al giudice amministrativo di sostituirsi all’amministrazione imponendo il rilascio di un provvedimento già depurato dalle prescrizioni contestate.

Il giudice può annullare il provvedimento illegittimo e indicare i vincoli conformativi che l’amministrazione dovrà rispettare nella riedizione del procedimento. Non può, tuttavia, trasformare tale attività in una decisione amministrativa direttamente adottata in sede giurisdizionale quando residuino valutazioni tecniche e discrezionali spettanti all’autorità competente.

Nel caso esaminato, il TAR ha quindi riconosciuto l’idoneità dell’area, ma ha lasciato alle amministrazioni il compito di pronunciarsi nuovamente sull’istanza, mantenendo ferme le rispettive competenze e ogni ulteriore valutazione compatibile con il principio affermato.

Il principio riguarda la struttura della tutela di annullamento e conformativa e non risulta inciso dalla disciplina sopravvenuta. Nel nuovo quadro normativo dovrà naturalmente essere individuato il procedimento autorizzatorio applicabile al singolo progetto.

Post di Dario meneguzzo – avvocato

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC