Impianti FER e diritto intertemporale

04 Nov 2026
4 Novembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in materia di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile (FER), la regola transitoria ex art. 15 d.lgs. 190/2024 per cui è applicabile la disciplina antecedente a quella introdotta dal d.lgs. cit. alle procedure in corso alla data di entrata in vigore di esso, intendendosi per tali solo quelle la cui verifica di completezza della documentazione presentata a corredo del progetto risulti compiuta a tale data, va integrata con quella per cui  le Regioni e gli Enti locali dispongono di 180 giorni per adeguarsi al nuovo decreto e, nelle more di tale adeguamento, continua ad applicarsi la disciplina previgente (art. 1, co. 3 d.lgs. cit.), che non opera solo sul piano organizzativo, ma anche su quello dell’efficacia sostanziale delle nuove regole autorizzative.

In materia di impianti FER, l’accoglimento della censura circa l’illegittima mancata applicazione della disciplina transitoria di cui al d.lgs. 190/2024, con conseguente applicabilità del regime della PAS e non dell’autorizzazione unica, comporta che, in sede di riedizione del potere, la P.A. è tenuta a riesaminare l’istanza alla luce della corretta disciplina normativa intertemporale, poiché non si tratta di applicare oggi una normativa “abrogata”, ma di riconoscere che la normativa previgente continua ad applicarsi alla procedura in forza della stessa disciplina transitoria.

L’art. 20, co. 8, lett. c-ter, n. 2 d.lgs. 199/2021 (oggi abrogato), che considerava idonee, nelle condizioni ivi previste, le aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti, nonché le aree agricole racchiuse in un perimetro i cui punti distassero non più di 500 metri dal medesimo impianto o stabilimento, non identificava lo stabilimento con il singolo impianto, né richiedeva che tutte le attività ivi svolte fossero omogenee quanto a funzione immediata. Al contrario, la nozione normativa contemplava espressamente la presenza, all’interno del medesimo stabilimento, di “uno o più impianti” e lo svolgimento di “una o più attività” (per rinvio all’art. 268, co. 1, lett. h d.lgs. 152/2006), purché tali elementi fossero riconducibili a un complesso unitario e stabile, configurato come un complessivo ciclo produttivo e sottoposto al potere decisionale di un unico gestore.

Post di Alberto Antico – avvocato

Inquinamento acustico e poteri regolamentari del Comune

04 Nov 2026
4 Novembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato la legittimità della sospensione temporanea dell’attività di somministrazione prevista da un regolamento di polizia urbana comunale, in caso di reiterata violazione del divieto di installazione all’esterno dei locali di dispositivi di amplificazione e riproduzione sonora: la misura non ha natura di sanzione amministrativa punitiva e interdittiva ai sensi della l. 689/1981, soggetta al principio di legalità, ma costituisce esercizio del potere conformativo e ripristinatorio della P.A., volto a ricondurre l’attività economica entro le prescrizioni pubblicistiche poste a tutela della quiete pubblica, della salute e del corretto esercizio dell’attività autorizzata. In ogni caso l’art. 9 l. 447/1995 conferisce al Sindaco il potere di inibire emissioni sonore, anche mediante l’inibitoria parziale o totale di determinate attività, al fine di garantire la quiete pubblica.

È legittima la previsione regolamentare comunale che consente la sospensione dell’attività economica in presenza di reiterate violazioni delle prescrizioni poste a tutela dall’inquinamento acustico, trovando essa fondamento nella potestà regolamentare comunale, nei poteri di tutela della salute e della quiete pubblica attribuiti agli Enti locali e, in particolare, nell’art. 9 cit., che consente l’adozione di misure inibitorie, anche parziali o totali, delle attività produttive delle emissioni sonore pregiudizievoli, anche indipendentemente dai presupposti delle ordinanze contingibili e urgenti.

È legittima la sospensione temporanea dell’attività commerciale prevista dalla disciplina regolamentare comunale per la reiterazione delle violazioni in materia di emissioni sonore, in quanto la misura è diretta alla tutela della quiete pubblica e della salute collettiva, beni aventi rilievo costituzionale prevalente sugli interessi economici del singolo operatore che tragga utilità dall’attività economica produttiva del disturbo.

Post di Alberto Antico – avvocato

Il parere paesaggistico favorevole non sostituisce la verifica urbanistica

04 Nov 2026
4 Novembre 2026

Il giudizio favorevole della Commissione per il Paesaggio attiene alla compatibilità dell’intervento con i valori paesaggistici.

Non accerta, però, la conformità urbanistico-edilizia del progetto e non esclude la necessità di un piano attuativo o di un titolo edilizio.
Post di Dario Meneguzzo – avvocato

Ordinanza cautelare propulsiva: il riesame non impone l’esito favorevole

04 Nov 2026
4 Novembre 2026

L’ordinanza cautelare che impone al Comune di riesaminare una pratica edilizia ha natura propulsiva e istruttoria. Vincola l’amministrazione a riaprire o completare l’istruttoria, ma non la obbliga a rilasciare il titolo, né impedisce l’adozione di un diniego adeguatamente motivato.

Post di Dario Meneguzzo – avvocato

PUA e opere di urbanizzazione non completate

03 Nov 2026
3 Novembre 2026

Il T.A.R. Parma afferma che il PUA esplica la sua efficacia cd. ultrattiva, anche dopo la sua naturale scadenza decennale, ex art. 17 della l. 1150/1942 e, in Veneto, ex art. 20 della l.r. Veneto n. 1172004, e salvo le cd. proroghe ex lege emergenziali, solo se le opere di urbanizzazione sono state completamente completate, collaudate e cedute al Comune; in caso contrario, infatti, non vi è alcuna ragione giuridica per consentire la prosecuzione di uno sviluppo edificatorio (rectius: la realizzazione e/o il completamento gli edifici) in assenza della propedeutiche opere di urbanizzazione.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Quando si possono invocare le proroghe sulle convenzioni urbanistiche?

03 Nov 2026
3 Novembre 2026

Il T.A.R. Parma ricorda che le proroghe previste dalla normativa emergenziale in materia di convenzioni urbanistiche si applicano solo se gli atti amministrativi di riferimento non siano ancora scaduti alla data di entrata in vigore della legge che dispone la relativa proroga.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Silenzio-assenso sul permesso di costruire e mancanza del piano attuativo

03 Nov 2026
3 Novembre 2026

Una sentenza del TAR Milano esclude la formazione del silenzio-assenso quando la domanda di permesso di costruire sia priva del presupposto piano attuativo, ritenuto necessario.

Post di Dario Meneguzzo – avvocato

Caso Milano: il ricorso in Cassazione della Procura della Repubblica

03 Nov 2026
3 Novembre 2026

La Procura di Milano ha proposto un ricorso per cassazione contro la sentenza del Tribunale di Milano che ha assolto tutti gli imputati (funzionari comunali e costruttori) in un processo relativo al caso Milano.

Il ricorso è davvero molto corposo e tratta alcuni dei temi fondamentali dell'urbanistica: D.M. del 1968, piani attuativi, titoli edilizi e concetto di ristrutturazione.

Per l'interesse generale delle questioni affrontate nel ricorso, ne pubblichiamo il testo, togliendo  i riferimenti diretti al caso e agli imputati.

RICORSO per CASSAZIONE

Aggiornato il PGRA per Verona e tre Comuni del Trevigiano

03 Nov 2026
3 Novembre 2026

Come da comunicati pubblicati in G.U., Serie generale n. 253 del 30.10.2026, ai sensi dell’art. 6, co. 1, lett. c e co. 4 delle N.T.A. del PGRA, con decreto del Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali n. 121 del 14.08.2026, sono state aggiornate le mappe delle altezze idriche, della pericolosità idraulica e del rischio idraulico nel Comune di Verona; negli stessi termini, con decreto n. 117 del 14.08.2026, sono state aggiornate le mappe delle altezze idriche, della pericolosità idraulica e del rischio idraulico nei Comuni di Tarzo, Revine Lago e Vittorio Veneto (TV).
Gli aggiornamenti hanno efficacia dalla data di pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale.

Post di Alberto Antico – avvocato

Plastica riciclata destinata ai prodotti alimentari

03 Nov 2026
3 Novembre 2026

Con il d.lgs. 9 ottobre 2026, n. 199 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 253 del 30.10.2026), in vigore dal 14.11.2026, è stata data attuazione all’art. 27 l. 13 giugno 2025, n. 91, per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2022/1616 della Commissione del 15 settembre 2022, relativo ai materiali e agli oggetti di materia plastica riciclata destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.

Post di Alberto Antico – avvocato

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC