Legge annuale sulle piccole e medie imprese

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Con la l. 11 marzo 2026, n. 34 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 68 del 23.03.2026), in vigore dal 07 aprile 2026, è stata approvata la legge annuale sulle PMI.

Il testo della l. 34/2026 è consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/23/26G00050/sg.

Si segnala in particolare l’art. 5 l. cit., che introduce alcune modifiche al codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) in materia di consorzi.

Post di Alberto Antico – avvocato

Piano casa e specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 9, co. 1, lett. c l.r. Veneto 14/2009 – secondo cui gli interventi di ampliamento non sono ammessi per gli edifici oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici e territoriali che non consentono gli interventi edilizi previsti dagli artt. 2, 3, 3-ter, 3-quater e 4 l.r. cit. – non può essere interpretato nel senso che l’ampliamento debba ritenersi sempre consentito quando non sia espressamente vietato dalle norme dello strumento urbanistico. Infatti è necessario indagare caso per caso il contesto normativo per verificare se sia rinvenibile un divieto, anche inespresso, di realizzare ampliamenti degli edifici ricompresi nello specifico aggregato edilizio.

Nel caso di specie, tale divieto è stato rinvenuto nella classificazione dell’area in parola come Area boschiva o destinata al rimboschimento, ove non era ammessa nuova edificazione, salvo il rinvio alle norme relative ad una certa classe dell’abaco tipologico delle zone agricole, ove si ammettevano: a) manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia, come definiti dall’art. 31 l. 457/1978; b) dotazione di servizi igienici e copertura di scale esterne.

Non poteva il privato invocare quest’ultima ipotesi, avendo egli progettato un ampliamento (di un edificio residenziale) con ricavo di nuove unità abitative.

Post di Alberto Antico – avvocato

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P.I. comunale e Piano casa

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha commentato la norma di un P.I. comunale, che circoscrive l’applicabilità della normativa derogatoria di cui alla l.r. Veneto 14/2009, cd. Piano casa, a determinate tipologie di edifici, riconosciuti in sé privi di caratteristiche tali da richiederne una specifica tutela.

Il TAR l’ha ritenuta una disciplina autonoma ed esaustiva, oltre che coerente con le finalità proprie della normativa speciale che è volta a regolare.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Alle istanze di PdC con Piano casa non si applica il silenzio-assenso

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’istanza presentata ai sensi del Piano Casa non risulta riconducibile al paradigma declinato dalla normativa in materia di silenzio-assenso, ma ad una fattispecie di silenzio-inadempimento, in quanto la normativa di cui all’art. 20, co. 8 d.P.R. 380/2001 è applicabile unicamente al rilascio dei titoli edilizi ordinari.

Peraltro, nel caso di specie si trattava di intervento da realizzare in area soggetta a vincolo paesaggistico e l’Ente competente aveva negato l’accertamento di compatibilità paesaggistica, circostanza che ulteriormente preclude la formazione del silenzio-assenso sul permesso di costruire.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Diniego di VIA in materia di cave

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha annullato un diniego di VIA nei confronti di un progetto di coltivazione di una cava, per difetto di motivazione: non erano stati specificati in particolare i motivi del contrasto tra il progetto da realizzarsi e le ragioni di tutela dell’area interessata.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Gravi illeciti fiscali nei pubblici appalti

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la perimetrazione delle gravi violazioni fiscali definitivamente accertate, ovvero non più soggette a impugnazione, va operata per relationem con riguardo al richiamo effettuato dall’art. 80, co. 4, I periodo d.lgs. 50/2016 all’importo previsto dall’art. 48-bis d.P.R. 602/1973, attualmente pari a 5.000 euro.

Solo l’accertamento della sussistenza di gravi violazioni definitivamente accertate può condurre all’esclusione automatica, laddove la presenza di gravi violazione non definitivamente accertate comporta un vaglio rimesso alla valutazione della Stazione appaltante, con la conseguenza che il G.A. non può pronunciarsi in luogo della Stazione appaltante, potendo al più procedere ad un annullamento dell’aggiudicazione finalizzato alla (ri)formulazione del giudizio di affidabilità/inaffidabilità, avendo riguardo alla soglia di rilevanza di 35.000 euro e al valore delle prestazioni ex art. 80, co. 4, III-IV periodo d.lgs. 50/2016.

Per quanto riguarda la certificazione rilasciata dall’Agenzia delle entrate, ovvero dagli enti previdenziali e assistenziali (DURC), compete al G.A. accertare, in via incidentale (ossia senza efficacia di giudicato nel rapporto tributario o previdenziale/assistenziale), nell’ambito del giudizio relativo all’affidamento del contratto pubblico, l’idoneità e la completezza della certificazione presa in considerazione, quale atto interno della fase procedimentale di verifica dei requisiti di ammissione dichiarati dal concorrente.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’ordinanza contingibile e urgente

23 Mar 2026
23 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha annullato un’ordinanza contingibile e urgente che imponeva a un privato l’immediato ripristino del pubblico e libero transito pedonale sulla pretesa area pubblica, mediante la rimozione di due cancelli metallici fissati al suolo.

I cancelli in questione esistevano dal 1977 e la questione da lungo tempo era discussa tra parti private: non risultava provata alcuna esigenza di urgenza, né erano indicate ragioni di pericolo per l’incolumità pubblica o privata.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Misure di salvaguardia nella pianificazione urbanistica

23 Mar 2026
23 Marzo 2026

Nel caso di specie, il privato impugnava il provvedimento col quale il Comune disponeva la sospensione in salvaguardia di un’istanza di permesso di costruire (PdC) per cambio d’uso con opere, da artigianale a commerciale (da deposito a bar) di un magazzino a servizio di una piscina.
La salvaguardia conseguiva all’adozione di una variante al P.I. del 2020, poi approvata con una non impugnata delibera consiliare del 2004, che classificava l’area in parola come spazio per attrezzature a parco, gioco e lo sport.
Il TAR Veneto ha affermato che con il decorso del triennio di legge (art. 12, co. 3 d.P.R. 380/2001) e, in ogni caso, con l’approvazione definitiva della variante, la misura di salvaguardia aveva cessato di produrre effetti, cosicché il ricorso proposto dal privato era divenuto improcedibile. Analoga conseguenza si doveva comunque derivare dall’omessa impugnativa dell’approvazione della variante.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La concessione di malghe

23 Mar 2026
23 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affrontato tale argomento, soffermandosi in particolare sulle modalità di calcolo del carico di bestiame condotto all’alpeggio, inserito nel caso di specie tra i requisiti del bando di gara.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il principio del “favor voti” nella elezione del sindaco

23 Mar 2026
23 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che in materia elettorale vige il principio del favor voti, per cui il voto deve essere considerato valido ogni volta in cui la volontà dell’elettore risulti univoca e la nullità è configurabile solo quando segni o scritture sulla scheda integrino, in modo non giustificabile altrimenti, un segno di riconoscimento. L’elemento della riconoscibilità va valutato caso per caso, essendo annullabile solo il voto che presenti anomalie non spiegabili con le normali modalità espressive dell’elettore e il ricorrente deve fornire almeno un principio di prova, non essendo ammissibili censure generiche o esplorative volte a ottenere un riesame globale dello scrutinio.

Si è così confermata la decisione di prime cure, secondo cui la semplice presenza, nello spazio delle preferenze, della scritta del nome del cane appartenente al candidato Sindaco, non integra un segno di riconoscimento ai sensi dell’art. 64 d.P.R. 570/1960, quando sia ragionevolmente spiegabile con elementi del contesto elettorale, come nel caso in cui il candidato sia notoriamente accompagnato durante la campagna dal proprio cane così denominato, divenuto parte della comunicazione politica e riconoscibile dagli elettori. Tale anomalia, pertanto, non consente di ritenere in modo inoppugnabile la volontà dell’elettore di farsi identificare, specie in presenza di un crocesegno chiaro sul simbolo della lista, che rende il voto validamente attribuibile.

Post di Alberto Antico – avvocato

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