Referendum costituzionale e profili amministrativistici

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che la deliberazione del Consiglio dei ministri ed il conseguente decreto del Presidente della Repubblica di indizione del referendum, nella parte relativa all’individuazione della data per lo svolgimento della consultazione referendaria, hanno natura di atti di alta amministrazione e, pertanto, il relativo sindacato rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.

L’art. 138, co. 2 Cost. consente a un quinto dei membri di una Camera, cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali di attivare il procedimento referendario, al fine di verificare che la revisione costituzionale trovi positivo apprezzamento presso il corpo elettorale. Una volta, dunque, che uno di tali soggetti si sia fatto carico di promuovere l’iniziativa referendaria e la legittimità di essa sia stata positivamente vagliata dall’Ufficio centrale per il referendum, non sussistono ragioni affinché l’esecutivo differisca l’indizione del voto, di fatto disapplicando l’art. 15, co. 1 l. 352/1970.

Il termine di sessanta giorni per l’indizione del referendum sulle leggi di revisione costituzionale ex art. 138 Cost., decorrente dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale del referendum, è posto a tutela dell’interesse pubblico alla certezza delle scansioni procedimentali propedeutiche allo svolgimento della consultazione popolare. L’art. 15, co. 3 l. 352/1970 ammette il rinvio della indizione solo se, nelle more del termine di tre mesi dall’adozione della legge, sopravvenga una nuova legge costituzionale o di revisione della Costituzione. Pertanto, al di fuori di tali ipotesi espressamente disciplinate, non sono ammessi altri casi di rinvio e va esclusa l’applicazione analogica delle disposizioni dettate con riferimento al referendum abrogativo di cui all’art. 75 Cost.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Discarica e AIA

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il TAR Brescia ha affermato che, in materia di autorizzazione integrata ambientale (AIA), la modifica di un’installazione o di un impianto può essere qualificata come sostanziale, se incide sulle caratteristiche o sul funzionamento ovvero sul potenziamento degli stessi e se la stessa dispieghi effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.

Il mutamento del profilo di una discarica (senza variazione del volume di rifiuti conferiti), se non obiettivamente trascurabile, è una variazione delle caratteristiche dell’impianto. Ai fini dell’attitudine a produrre effetti negativi e significativi sull’ambiente o sulla salute umana, occorre invece un accertamento in concreto.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. TAR Brescia n. 163-2026

Il demanio lacuale

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che i beni appartenenti al demanio lacuale (ex art. 822 c.c.), individuati con riferimento al livello delle piene ordinarie, non perdono la loro natura demaniale qualora vengano a trovarsi a una quota superiore per effetto di attività antropica (cd. imbonimento artificiale) anziché per cause naturali. Ai sensi dell’art. 947 c.c., solo le accessioni naturali comportano l’acquisto della proprietà in favore del proprietario rivierasco. Pertanto, i terreni originariamente sommersi o contigui all’alveo restano demaniali anche se rialzati artificialmente, residuando in capo alla P.A. il solo potere discrezionale di disporne l’eventuale sdemanializzazione.

La natura demaniale di un’area è incompatibile con l’usucapione, trattandosi di beni inalienabili che non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi previsti dalla legge. La sdemanializzazione tacita non può essere desunta dalla mera inerzia o tolleranza della P.A., ma richiede atti o fatti univoci e concludenti che manifestino l’irrevocabile volontà di sottrarre il bene all’uso pubblico e alla sua destinazione originaria.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

L’acquisizione sanante può essere disposta d’ufficio

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che il potere di adottare il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 costituisce una facoltà discrezionale della P.A., esercitabile d’ufficio. Pertanto, l’azione del privato volta a far accertare l’illegittimità dell’occupazione non deve essere necessariamente preceduta da una formale istanza di acquisizione, poiché la norma impone all’Autorità un potere-dovere di valutare se acquisire definitivamente il bene o restituirlo, al fine di conformare lo stato di fatto a quello di diritto.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Richiesta di chiudere il proprio fondo alla caccia

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato, in materia di sottrazione dei fondi all’attività venatoria, l’illegittimità delle disposizioni regionali che restringono, introducendo casi tassativi e ulteriori condizioni, le ipotesi in cui il proprietario può chiedere la chiusura del fondo alla caccia.

L’art. 15 l. 157/1992 prevede che la richiesta del proprietario debba essere accolta ogniqualvolta non ostacoli l’attuazione del piano faunistico‑venatorio, senza ulteriori limiti, e consente la sottrazione anche per motivi etici e morali.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Impugnazione del titolo edilizio e requisiti dell’azione

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il T.A.R. afferma che per impugnare il titolo edilizio rilasciato al vicini-confinante, occorre dimostrare in giudizio oltre alla legittimazione l’interesse ad agire: in particolare, occorre fornire il vulnus (danno e/o pregiudizio) che si otterrebbe dall’edificazione altrui.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Read more

La vetrata scorrevole a chiusura di una pergotenda

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, per valutare il carattere abusivo di un’opera edilizia, occorre porla in relazione con il contesto immobiliare in cui s’inserisce, in modo da apprezzarne l’impatto complessivo sul territorio. Pertanto, è legittima l’ordinanza di demolizione riferita all’istallazione sine titulo di una vetrata, posta a chiusura di una pergotenda insistente su uno spazio già chiuso su tre lati, comportante pertanto la chiusura totale, con conseguente aumento di volumetria.

È così stata riformata la sentenza di prime cure, che aveva annullato l’ingiunzione di demolizione ritenendo che la vetrata in questione, in quanto scorrevole su binari ed installata solo per un lato della pergotenda, non conduceva ad una chiusura permanente dell’area da essa interessata, che restava immutata nei suoi tratti essenziali (in particolare sagoma, superficie utile a fini commerciali, volume), né ne comportava un’indebita estensione o un incremento e non conduceva a una diversa ed ulteriore utilizzazione dell’area interessata dalla pergotenda, già destinata alla ristorazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Sottoprodotto idoneo al riempimento di una discarica

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai fini della qualificazione di una sostanza o di un oggetto come sottoprodotto e non come rifiuto, da poter utilizzare per il riempimento di una ex cava, già adibita a discarica, in sede di recupero ambientale, devono ricorrere contestualmente tutte le condizioni di cui alle lett. a, b, c, d dell’art. 184-bis, co. 1 del codice dell’ambiente. La certezza del riutilizzo di cui alla lett. b cit. non deve essere delibata in astratto, ma in concreto, in relazione alla destinazione effettiva e certa del materiale, per cui la stessa deve escludersi laddove lo stesso non sia conforme ai parametri delle concentrazioni soglia di contaminazione previste dalla colonna A, Tabella 1, allegato 5, parte IV del medesimo codice, valevole per i siti ad uso verde pubblico e privato residenziale, da applicarsi in relazione alla destinazione d’uso dell’area interessata dall’intervento di recupero ambientale.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Impugnazione dell’autorizzazione paesaggistica da parte del controinteressato

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il TAR Catania ha affermato che l’autorizzazione paesaggistica ex art. 146, co. 4 d.lgs. 42/2004, costituendo – a differenza del parere reso dall’Ente di tutela nei procedimenti di condono edilizio – un provvedimento autonomo (seppur presupposto) rispetto al titolo edilizio, può formare oggetto di impugnazione, da parte del controinteressato, tuttavia al solo fine di far valere interessi connessi alla tutela paesaggistica. Invero, l’interesse a ricorrere non coincide con ogni potenziale lesione connessa all’edificazione (predicabile, in termini di interesse concreto e attuale, solamente con il rilascio del titolo edilizio abilitativo) ma solo con il preciso pregiudizio (integrato da una lesione diretta e attuale della sfera giuridica del ricorrente) connesso agli interessi oggetto di valutazione da parte dell’Ente di tutela.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Metodo tariffario dell’ARERA per i rifiuti solidi urbani

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che lo scopo dei criteri del metodo tariffario previsto dalle delibere ARERA (cd. MTR) non può essere individuato nella finalità di disciplinare la verifica dell’anomalia delle offerte nelle gare di appalto indette dalla P.A. per il servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani, non avendo le stesse la finalità di determinare i corrispettivi contrattuali dovuti al gestore del servizio stesso, ma di fornire alla P.A. una indicazione sulle tariffe massime da applicare in relazione alla TARI, e, dunque, al corrispettivo che cittadini e imprese saranno tenuti a pagare per il servizio rifiuti.

Nel caso di specie, il Consiglio ha riformato la sentenza di prime cure che, non considerando adeguatamente l’effettiva funzione del criterio MTR-2, aveva ritenuto che la P.A. dovesse farne uso anche in sede di valutazione dell’anomalia dell’offerta della concorrente prima classificata, giudicando illegittima ed immotivata la decisione assunta nel senso favorevole all’aggiudicataria, in quanto frutto di un non corretto esercizio da parte della Stazione appaltante della sua discrezionalità.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC