Nel Veneto quando si forma un parco commerciale, la cui localizzazione richiede la pianificazione coordinata con tutti i comuni confinanti

24 Set 2026
24 Settembre 2026

Il TAR Veneto, dopo avere esaminato la normativa regionale in materia di parchi commerciali (art. 16 comma 2 bis della L.R. 11/04 e art. 6 del regolamento regionale 21 giugno 2013, n. 1, attuativo della previsione normativa), esclude che, nel caso oggetto del ricorso, tre strutture di vendita formino un parco commerciale, perchè, anche se contigue, hanno ingressi indipendenti dalla viabilità pubblica.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

L’interesse ad agire di un centro commerciale contro la previsione urbanistica di una nuova media struttura di vendita

24 Set 2026
24 Settembre 2026

L’imprenditore, quale soggetto stabilmente insediato sul territorio al pari di altri, può “impugnare atti di tipo urbanistico edilizio che consentono l’insediamento di altre attività sulla base delle regole generali in materia” e quindi può agire anche in ragione della vicinitas urbanistico – edilizia dell’intervento contestato (limitrofo al centro commerciale esistente), nei limiti disegnati dalla Sentenza dell’Adunanza Plenaria 9/2021, ovvero dando prova di un pregiudizio che fondi il suo interesse ad agire (Cons. Stato, sez. IV, sentenza 22 aprile 2024, n. 3619).

Una sentenza del TAR Veneto esamina un caso nel quale il ricorrente ha adeguatamente dimostrato il pregiudizio che giustifica l'interesse ad agire.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato 

Il commissario straordinario nominato dopo lo scioglimento del consiglio comunale può adottare una variante al P.I.?

24 Set 2026
24 Settembre 2026

Il TAR Veneto precisa che rientra nelle attribuzioni del commissario straordinario (nominato ai sensi dell'art. 141, T.U. n. 267 del 2001, quale organo chiamato a reggere il Comune dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, in sostituzione degli organi ordinari)  l'adozione di tutti i provvedimenti di competenza degli organi di governo dell'ente, fino alla loro ricostituzione.

I poteri del commissario si estendono, pertanto, a tutti gli atti di gestione del Comune, siano essi di ordinaria o di straordinaria amministrazione, ivi compresa l’adozione della variante al P.I.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Conforme a Costituzione l’esclusione del ricorso straordinario per le controversie amministrative di competenza del TRGA Bolzano

24 Set 2026
24 Settembre 2026

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili e non fondate le questioni di legittimità costituzionale della norma che esclude il ricorso straordinario nelle materie di competenza della Sezione autonoma di Bolzano del Tribunale regionale di giustizia amministrativa.

Pur riconoscendo la tensione tra la radicale preclusione del rimedio e i principi di eguaglianza e di effettività della tutela delle situazioni giuridiche affidate alla giurisdizione amministrativa, il bilanciamento con la tutela delle minoranze linguistiche può essere attuato attraverso un ampio spettro di soluzioni, la cui scelta costituisce opzione di sistema rimessa alla discrezionalità del legislatore.

Post di Alberto Antico – avvocato

Contributi ai Comuni oggetto di fusione dal 2014 in poi

23 Set 2026
23 Settembre 2026

Ai sensi del comunicato pubblicato in G.U., Serie generale n. 220 del 22.09.2026, sul sito del Ministero dell’interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, area tematica «I Decreti», è stato pubblicato il testo integrale del decreto del Ministro dell’interno del 7 agosto 2026, recante la definizione, a decorrere dall’anno 2026, delle modalità, dei criteri e dei termini per il riparto e l’attribuzione dei contributi spettanti ai Comuni facenti parte delle fusioni realizzate negli anni 2014 e successivi.

Post di Alberto Antico – avvocato

Come si prova che un manufatto è anteriore al 1967?

23 Set 2026
23 Settembre 2026

Lo spiega la sentenza del TAR Veneto n. 1471 del 2026.

Le questioni evidenziate impongono il richiamo ai consolidati principi interpretativi che regolano la materia:

A) in via generale, va posto in capo al proprietario (o al responsabile dell'abuso)assoggettato a ingiunzione di demolizione l'onere di provare il carattere risalente del manufatto della cui demolizione si tratta, collocandone la realizzazione in epoca anteriore alla c. d. legge "ponte" n. 761 del 1967, che con l'art. 10, novellando l'art. 31 della l. n.1150 del 1942, ha esteso l'obbligo di previa licenza edilizia alle costruzioni realizzate aldi fuori del perimetro del centro urbano;

B) tale indirizzo giurisprudenziale si è consolidato non solo per l'ipotesi in cui si chiede di fruire del beneficio del condono edilizio, ma anche - in generale - per potere escludere la necessità del previo rilascio del titolo abilitativo, ove si faccia questione, appunto, di opera risalente ad epoca anteriore all'introduzione del regime amministrativo autorizzatorio dello ius aedificandi;

C) esso trova fondamento nella evidenza che solo il privato può fornire (in quanto ordinariamente ne dispone e dunque in applicazione del principio di vicinanza della prova)inconfutabili atti, documenti o altri elementi probatori che siano in grado di radicare la ragionevole certezza dell'epoca di realizzazione del manufatto; mentre l'amministrazione non può, di solito, materialmente accertare quale fosse la situazione all'interno dell'intero suo territorio (cfr., ex multis, Cons. Stato, Sez. VI, 6 febbraio 2019 n. 903);

D) la prova deve essere rigorosa e fondarsi su documentazione certa e univoca e comunque su elementi oggettivi, “dovendosi, tra l'altro, negare ogni rilevanza a dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà o a semplici dichiarazioni rese da terzi, in quanto non suscettibili di essere verificate” (cfr., ad esempio, Cons. Stato, Sez. VI, 20 aprile 2020 n. 2524 nonché, nello stesso senso, Cons. Stato, Sez. VI, 4 marzo 2019 n. 1476, 9 luglio 2018 n. 4168 e30 marzo 2018 n. 2020). Essendo l'attività edificatoria suscettibile di puntuale documentazione, “i principi di prova oggettivi concernenti la collocazione dei manufatti tanto nello spazio, quanto nel tempo, si rinvengono nei ruderi, fondamenta, aerofotogrammetrie, mappe catastali, laddove la prova per testimoni è del tutto residuale; data la premessa, da essa discende che la prova dell'epoca di realizzazione si desume da dati oggettivi, che resistono a quelli risultanti dagli estratti catastali ovvero alla prova testimoniale ed è onere del privato, che contesti il dato dell'amministrazione, fornire prova rigorosa della diversa epoca di realizzazione dell'immobile, superando quella fornita dalla parte pubblica. Ne deriva che nelle controversie in materia edilizia la prova testimoniale, soltanto scritta peraltro, è del tutto recessiva a fronte di prove oggettive concernenti la collocazione dei manufatti tanto nello spazio quanto nel tempo” (così, in termini, Cons. Stato, Sez. VI, 3 gennaio 2022 n. 4).” (Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza n.9612/2023).”. (T.A.R. Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 23/01/2026, n. 40).

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Sentenza TAR Veneto 1471 del 2026

Abusi edilizi non sanati e compatibilità paesaggistica

23 Set 2026
23 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’obbligo della P.A. di concludere il procedimento su istanza di parte, ai sensi dell’art. 2 l. 241/1990, non ha natura meramente formale, ma tutela le sole posizioni assistite da un interesse giuridicamente apprezzabile, sicché esso non sussiste quando il provvedimento richiesto sarebbe privo di utilità concreta per l’istante.

Non sussiste l’obbligo della P.A. di provvedere sull’istanza di compatibilità paesaggistica, quando il relativo esito sarebbe privo di utilità giuridica, essendo l’intervento già colpito da un ordine di demolizione definitivo per mancata presentazione nei termini dell’istanza di accertamento di conformità.

La sola compatibilità paesaggistica non è idonea a sanare l’abuso edilizio, poiché i titoli edilizio e paesaggistico operano su piani autonomi ma entrambi necessari ai fini della legittimità dell’intervento.

La mancata presentazione dell’istanza di accertamento di conformità edilizia entro il termine di novanta giorni ex art. 36, co. 1 e 3 d.P.R. 380/2001 determina l’impossibilità di ottenere una sanatoria utile, rendendo irrilevante l’eventuale compatibilità paesaggistica successivamente richiesta.

Post di Alberto Antico – avvocato

Il regolamento edilizio tipo (RET)

23 Set 2026
23 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il regolamento edilizio tipo (RET), adottato in sede di Conferenza unificata il 20 ottobre 2016, non costituisce una fonte regolamentare statale, non innova la disciplina edilizia e svolge una funzione di mero raccordo e coordinamento tecnico e redazionale; ne consegue che esso non è idoneo a fungere da parametro di legittimità del regolamento edilizio comunale, né trova diretta applicazione nei confronti dei Comuni che non vi abbiano dato attuazione, restando salvo il potere degli Enti locali di adeguarne i contenuti alle singole realtà territoriali.

Post di Alberto Antico – avvocato

Scioperi nei servizi pubblici essenziali e poteri della Commissione di garanzia

23 Set 2026
23 Settembre 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che, ai sensi dell’art. 13, co. 1, lett. a l. 146/1990, la Commissione di garanzia può adottare una regolamentazione provvisoria delle prestazioni indispensabili, qualora le parti sociali non riescano a pervenire a una revisione consensuale della disciplina di settore, ovvero qualora le misure pattizie risultino inidonee al contemperamento tra diritto di sciopero e diritti della persona costituzionalmente tutelati, senza che la legge richieda ulteriori presupposti per l’esercizio del relativo potere sostitutivo.
Le valutazioni con cui la Commissione di garanzia individua, ai sensi della lett. a cit., il giusto punto di contemperamento tra prestazioni indispensabili ed effettività del diritto di sciopero costituiscono espressione di discrezionalità tecnica e sono sindacabili dal G.A. solo in caso di manifesta irragionevolezza, illogicità o difetto di istruttoria.
L’obbligo di “specifica motivazione” previsto dalla lett. a cit., deve ritenersi assolto quando la Commissione di garanzia espliciti, sulla base di dati istruttori oggettivi e aggiornati, le ragioni per cui la disciplina collettiva vigente non risulta più adeguata rispetto all’evoluzione del servizio e delle esigenze dell’utenza e richiede, quindi, una revisione.

Post di Alberto Antico – avvocato

Fotovoltaico e PAS: seminario del Comune di Spinea – le domande che verranno esaminate

22 Set 2026
22 Settembre 2026

Il  Comune  di  Spinea ha organizzato un  seminario  su fotovoltaico e  PAS  venerdì 9 ottobre 2026 dalle 9.30 alle 13.30.               

Weninar 9-10-26 - Le domande a cui cercheremo di dare risposta                             

Relatori: avv. Domenico Chinello, avv. Luca Donà e avv. Alessandro Veronese

Coordinatore scientifico: arch. Fiorenza Dal Zotto

Programma 09-10-2026

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