Il mutamento di destinazione d’uso, anche senza opere, giuridicamente rilevante (tra categorie funzionalmente autonome) influisce di per se stesso sul carico urbanistico

13 Mag 2026
13 Maggio 2026

Il TAR ha esaminato il caso di un fabbricato ubicato in zona urbanistica “PD – Tessuto produttivo non ordinato”, nella quale in base al PI sono confermate le attività in svolgimento e/o svolte ed è ammesso il solo cambio di attività all’interno dei settori artigianale, industriale, commerciale alimentare, commerciale non alimentare, con esclusione della destinazione residenziale. È ammesso soltanto l’alloggio per il proprietario o per il personale di custodia in funzione dell’attività produttiva.

Il ricorrente aveva effettuato una articolata serie di interventi per realizzare appartamenti residenziali e pretendeva di poterlo fare.

Il TAR, però, ha ritenuto che tali interventi non possano considerarsi quali opere di modesta entità, trattandosi di interventi sussumibili ex art. 31 d.p.r. n. 380/2001 tra quelli “in totale difformità dal permesso di costruire”, ovvero “… che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, ovvero l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile”.

Il cambio di destinazione d’uso posto in essere dalla ricorrente, con passaggio dalla categoria produttiva a quella residenziale, è giuridicamente rilevante e non può essere eseguito liberamente ma necessita del rilascio del permesso di costruire, ai sensi dell’art. 23-ter, comma 1, e dell’art. 32, comma 1, lett. a) delDPR 380/2001, mai richiesto dalla ricorrente.

Il mutamento di destinazione d’uso, sia con che senza opere, giuridicamente rilevante, ossia quello tra categorie funzionalmente autonome dal punto divista urbanistico, influisce in via conseguenziale e automatica, sul carico urbanistico, senza necessità di ulteriori accertamenti in concreto, carico da intendersi come rapporto di proporzione quali-quantitativa tra insediamenti e standard per servizi di una determinata zona territoriale.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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La demolizione parziale dell’abuso edilizio va considerata inadempimento all’ordinanza di demolizione

13 Mag 2026
13 Maggio 2026

Il TAR Veneto ribadisce che, secondo un consolidato orientamento interpretativo, l’adempimento parziale dell’ordine di demolizione equivale –quanto ad effetti - all’inadempimento.

Nel caso in esame il ricorrente sosteneva che la platea in cemento che costituiva il basamento del fabbricato abusivo di cui era stata ordinata la demolizione non sarebbe stata menzionata in modo espresso nell’ordine di demolizione e non sarebbe quindi inclusa tra le opere da demolire.

Ma il TAR ha respinto questa tesi.

Per evitare l’acquisizione gratuita la demolizione deve essere quindi integrale.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato 

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Le Sezioni Unite si pronunciano sulla libera professione dei geometri, ai fini previdenziali

13 Mag 2026
13 Maggio 2026

Le Sezioni Unite civili della Corte di cassazione, in materia di limiti dell’autonomia regolamentare della Cassa geometri nel determinare i presupposti degli obblighi contributivi e quelli speculari dell’esenzione, con precipuo riguardo al contestuale svolgimento di un’attività di lavoro subordinato, hanno emanato un tris di sentenze gemelle, che chiariscono i seguenti princìpi di diritto.

L’art. 5 dello Statuto della Cassa italiana di previdenza ed assistenza geometri (CIPAG), nello stabilire che “l’esercizio della libera professione si presume per tutti gli iscritti all’Albo salvo prova contraria che l’iscritto può dare secondo le modalità che verranno stabilite dal Consiglio di Amministrazione con delibera da sottoporre all’approvazione dei Ministeri vigilanti ai sensi dell’art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 509 del 1994”, fa discendere dal factum probatum dell’iscrizione all’albo una presunzione semplice sull’esercizio della libera professione, che trova disciplina nell’art. 2729 c.c., spettando al geometra iscritto all’albo professionale l’onere della prova contraria.

Le indicazioni contenute nelle delibere n. 2/2003 e n. 123/2009, come precisate al punto 14, lett. a-b del comunicato del 30.05.2009, sulle modalità della prova contraria per i geometri dipendenti di aziende, enti pubblici o società, costituiscono mere agevolazioni probatorie che non limitano in sede giurisdizionale il ricorso agli ordinari mezzi di prova, ferma restando la valutazione da parte del giudice dell’ammissibilità degli stessi.

La prova contraria dell’esercizio della libera professione per i geometri iscritti all’albo, dipendenti di aziende, enti pubblici o società, ha ad oggetto la positiva dimostrazione che sussistono circostanze tali da far ritenere a una persona di ordinaria prudenza e avvedutezza che l’attività professionale svolta dal geometra non sia stata esercitata come libera professione, ma secondo il paradigma legale previsto per le tipologie di rapporto di lavoro, come disciplinate dal legislatore, incompatibili con l’esercizio della libera professione, che non tollera il vincolo della subordinazione, e sia stata svolta in via esclusiva e nell’interesse del datore di lavoro quale oggetto della prestazione sinallagmatica del lavoratore.

Nell’attività professionale di geometra si deve intendere ricompreso non solo l’espletamento delle prestazioni tipicamente professionali (ossia delle attività riservate agli iscritti all’albo), ma anche l’esercizio di attività che, pur non professionalmente tipiche, presentino, tuttavia un nesso con l’attività professionale strettamente intesa, in quanto richiedono le stesse competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell’esercizio dell’attività professionale e nel cui svolgimento, quindi, mette a frutto anche la specifica cultura che gli deriva dalla formazione tipologicamente propria della sua professione.

Con riguardo alla prova contraria della riferibilità dell’attività professionale ad un rapporto di lavoro subordinato la parte ha l’obbligo di dimostrare, con prova precisa e rigorosa, anche attraverso presunzioni, rimessa al prudente apprezzamento del giudice del merito, gli elementi costitutivi e, in particolare, i requisiti della subordinazione, tra i quali tradizionalmente si inscrivono il vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, che deve essere concretamente apprezzato con riguardo alla specificità dell’incarico conferito al lavoratore e al modo della sua attuazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. SS.UU. civv. n. 13506-2026

sent. SS.UU. civv. n. 13507-2026

sent. SS.UU. civv. n. 13510-2026

Bandi di gara non rispettosi dei CAM

13 Mag 2026
13 Maggio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato l’obbligo di impugnazione immediata del bando di gara in caso di totale pretermissione dei criteri ambientali minimi (CAM). Di contro, non sussiste l’onere di immediata impugnazione, in linea generale, in caso di inserimento dei CAM ma in modo difforme dalla legge per erroneità o incompletezza della relativa formulazione, salva la dimostrazione che la formulazione dell’offerta sarebbe comunque impossibile.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Decreto correttivo in materia di istituti di ricovero e cura a carattere scientifico

13 Mag 2026
13 Maggio 2026

Con il d.lgs. 31 marzo 2026, n. 67 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 104 del 07.05.2026), in vigore dal 22.05.2026, sono state approvate disposizioni integrative e correttive al d.lgs. 200/2022, recante il riordino della disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, ai sensi dell’art. 1, co. 4 l. 129/2022.

Il d.lgs. 67/2026 è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-07&atto.codiceRedazionale=26G00075&elenco30giorni=true.

Post di Alberto Antico – avvocato

Valorizzazione della risorsa mare

12 Mag 2026
12 Maggio 2026

Con la l. 7 maggio 2026, n. 70 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 106 del 09.05.2026), in vigore dal 10.05.2026, sono state approvate disposizioni per la valorizzazione della risorsa mare.

La l. 70/2026 è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-09&atto.codiceRedazionale=26G00091&elenco30giorni=true.

Post di Alberto Antico – avvocato

La violazione delle norme sul preavviso di rigetto è causa di annullabilità del provvedimento?

12 Mag 2026
12 Maggio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 non è una causa di annullabilità dell’atto, secondo il paradigma di cui all’art. 21-octies, co. 2, I periodo l. cit., allorquando venga in considerazione un provvedimento vincolato, da cui consegue che il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.

È pur vero che l’ultimo periodo dell’art. 21-octies, co. 2 cit. afferma che “la disposizione di cui al secondo periodo non si applica al provvedimento adottato in violazione dell’articolo 10-bis”, ma tale ipotesi di esclusione (introdotta dall’art. 12, co. 1, lett. i d.l. 76/2020, come convertito dalla l. 120/2020) riguarda soltanto i provvedimenti discrezionali.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 3315-2026

Mutamento di destinazione d’uso con SCIA anzichè con PDC

12 Mag 2026
12 Maggio 2026

Il TAR Veneto ha ritenuto tardiva e, perciò, illegittima la  inibitoria oltre i 30 giorni da parte del Comune di una SCIA per il mutamento di destinazione d'uso, ritenendo che la questione del titolo edilizio necessario non configuri una falsità, ma rientri nell’alveo dell’“accertata carenza…dei presupposti”, richiamata dall’art. 19, comma 3 della legge 241 del 1990, da far valere nel termine ordinario. 

In aggiunta a questo il TAR ha evidenziato che l’intervento realizzato (mutamento di destinazione d’uso senza opere) potrebbe anche rientrare tra gli interventi assentibili con SCIA, alla luce della previsione dell’art.23 ter (Mutamento d'uso urbanisticamente rilevante ) comma 1 quinquies del d.P.R.380/2001, come modificato dal D.L. 69/2024, convertito con modificazioni dalla L. 105/2024, secondo cui “1-quinquies. Ai fini di cui ai commi 1-bis e 1-ter, il mutamento di destinazione d'uso è soggetto al rilascio dei seguenti titoli:
a) nei casi di cui al primo periodo del comma 1” - ovvero senza opere - “la segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.241 (…)”.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Illegittima occupazione di beni immobili da parte della P.A.: differenza tra occupazione usurpativa e occupazione appropriativa o acquisitiva

12 Mag 2026
12 Maggio 2026

Il TAR Veneto spiega la differenza e le conseguenze tra occupazione usurpativa e occupazione appropriativa o acquisitiva.

La prima ricorre quando l’amministrazione apprende il bene in assenza originaria di una valida dichiarazione di pubblica utilità, ovvero al di fuori di qualsiasi procedimento espropriativo, configurandosi pertanto come un mero comportamento illecito.

La seconda si verifica, invece, allorquando l’occupazione del bene avvenga nell’ambito di un procedimento espropriativo legittimamente avviato, sulla base di una dichiarazione di pubblica utilità, ma in assenza della tempestiva adozione del decreto di esproprio o in conseguenza della sopravvenuta declaratoria di illegittimità dello stesso.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Impugnazione in materia di concorsi pubblici

12 Mag 2026
12 Maggio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato l’inammissibilità del ricorso avverso il provvedimento di esclusione da un concorso, in caso di omessa notifica ad almeno un controinteressato e di omessa impugnazione della graduatoria definitiva, anche nel caso in cui l’inserimento in graduatoria del ricorrente sia avvenuto con riserva dell’esito del giudizio. Difatti, i candidati già inseriti in graduatoria sono titolari di un interesse specifico a non essere postergati dal ricorrente che si veda accolto il gravame e assumono la qualità di controinteressati litisconsorti necessari.

Post di Alberto Antico – avvocato

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