Il contributo straordinario perequativo per opere in deroga o in variante

16 Mar 2026
16 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che le questioni in materia di oneri di urbanizzazione e di costo di costruzione introducono un giudizio su un rapporto, prescindendo dall’impugnazione di atti, con conseguente inconfigurabilità dell’istituto dell’acquiescenza rispetto alla liquidazione del contributo e alla sua corresponsione (pro quota o per intero) in funzione del rilascio del titolo edilizio.

A seguire, ha condannato il Comune a restituire al privato il contributo ex art. 16, co. 4, lett. d-ter d.P.R. 380/2001, non avendo egli beneficiato, per l’opera assentita, dell’approvazione di una variante urbanistica, né avendo ottenuto, per il medesimo intervento, il rilascio di un PdC in deroga.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Contributo di costruzione dovuto da una s.r.l.

16 Mar 2026
16 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che, nell’ipotesi in cui il soggetto che ha ottenuto il permesso di costruire (PdC) sia una società a responsabilità limitata (s.r.l.), l’obbligo di corrispondere integralmente il contributo di costruzione rientra proprio tra le obbligazioni sociali per le quali risponde soltanto la società con il suo patrimonio ex art. 2462, co. 1 c.c.

Il principio di autonomia patrimoniale perfetta che caratterizza le società di capitali è stato ritenuto dalla giurisprudenza così stringente da implicare non solo l’esclusiva imputabilità alla società dell’attività svolta in suo nome e dei relativi debiti, ma anche l’assenza di una qualsivoglia deroga persino con riferimento alle obbligazioni di carattere tributario della società.

Nel caso di specie, errava quindi il Comune a chiedere un’ingiunzione per il conguaglio del costo di costruzione nei confronti dei soli soci e non della s.r.l.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Errore del Comune nel calcolo dell’oblazione per il condono

16 Mar 2026
16 Marzo 2026

Nel caso di specie, nel contesto di una domanda di cd. terzo condono, il Comune quantificava l’oblazione asseritamente riferita alla tipologia 5, ma rifacendo i conti, si scopriva che era stata applicata la tipologia 3.

Il TAR Veneto ha annullato in parte qua il conteggio, con obbligo per il Comune di restituzione dell’eccedenza.

Non poteva il Comune invocare il mero errore materiale in senso tecnico-giuridico, giacché esso dev’essere il frutto di una svista che determini una discrasia tra manifestazione della volontà esternata nell’atto e volontà sostanziale dell’Autorità emanante, obiettivamente rilevabile dall’atto medesimo e riconoscibile come errore palese secondo un criterio di normalità, senza necessità di ricorrere ad un particolare sforzo valutativo e/o interpretativo. È inoltre necessario che il lapsus sia del tutto evidente, lampante, immediatamente riconoscibile e rilevabile attraverso un’analisi che concerne, in linea di massima, esclusivamente o quasi, il documento recante l’errore e non anche altri elementi ad esso esterni o collaterali, dovendosi trattare, per l’appunto, di un refuso, di un’inesattezza, di un’imprecisione o di un lapsus che si rivela come tale ictu oculi, sulla base di elementi univoci che consentono di ricondurlo pacificamente ed inequivocabilmente ad un vizio di trascrizione e/o compilazione dell’atto amministrativo.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La prescrizione della debenza dell’oblazione del condono

16 Mar 2026
16 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che la prescrizione del credito ad eventuali conguagli dell’oblazione presuppone che la pratica di sanatoria edilizia sia definita in tutti i suoi aspetti, senza omissioni documentali suscettibili di alterare la valutazione degli uffici, così da rendere precisamente determinabili, alla stregua dei parametri stabiliti dalla legge, l’an e il quantum dell’obbligazione gravante sul privato alla stregua dell’art. 2935 c.c.

Nel caso in esame i ricorrenti, a mezzo del legale di fiducia, precisavano al Comune che avrebbero pagato l’oblazione connessa al condono, con riserva di ripetizione gli importi, al solo fine di perfezionare formalmente l’iter del condono edilizio (ed è questo che sommessamente si consiglia di fare a chi voglia intraprendere simili contenziosi).

E in effetti, la documentazione afferente alla domanda di condono avanzata nel dicembre 2004 doveva ritenersi completa nel luglio 2007, con la conseguenza che le note comunali del giugno 2021 e del gennaio 2022 erano adottate a prescrizione ormai maturata.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Sulla natura giuridica del permesso di costruire convenzionato

16 Mar 2026
16 Marzo 2026

Il T.A.R. ricorda i presupposti giuridico-fattuali che sorreggono il permesso di costruire convenzionato previsto dall’art. 28 bis del d.P.R. n. 380/2001. Nella medesima sentenza il Collegio ricorda il rapporto di presupposizione che lega la deliberazione di Consiglio comunale al successivo pdc: in caso di mancata tempestiva impugnazione della prima, infatti, il ricorso avverso il titolo edilizio si dimostra inammissibile.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Decreto-legge in materia di commissari straordinari e concessioni

15 Mar 2026
15 Marzo 2026

Con il d.l. 11 marzo 2026, n. 32 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 58 del 11.03.2026), in vigore dal 12 marzo 2026, sono state approvate disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.

Il testo del d.l. 32/2026 è consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-11&atto.codiceRedazionale=26G00049&elenco30giorni=false.

Si segnala in particolare l’art. 8 d.l. cit., rubricato Disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime, secondo cui, al fine di promuovere condizioni omogenee di affidamento delle concessioni demaniali di cui all’art. 4, co. 1 l. 118/2022, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del d.l. cit. il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sottopone alla Conferenza unificata, per l’acquisizione del parere ai sensi dell’art. 2 d.lgs. 281/1997, uno schema di bando-tipo per l’avvio delle procedure di affidamento di cui all’art. 4, co. 4 l. 118/2022.

Post di Alberto Antico – avvocato

Linee guida della Corte dei conti per il bilancio di previsione 2026-2028 delle Regioni e delle Province autonome

15 Mar 2026
15 Marzo 2026

Con la delibera n. 4/SEZAUT/2026/INPR del 05.02.2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 56 del 09.03.2026), la Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha approvato le Linee guida per la relazione del collegio dei revisori dei conti sul bilancio di previsione delle Regioni e delle Province autonome per gli esercizi 2026-2028.

La delibera è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-09&atto.codiceRedazionale=26A01052&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Linee guida della Corte dei conti per il rendiconto 2025 delle Regioni e delle Province autonome

15 Mar 2026
15 Marzo 2026

Con la delibera n. 5/SEZAUT/2026/INPR del 05.02.2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 56 del 09.03.2026), la Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha approvato le Linee guida per la relazione del collegio dei revisori dei conti sul rendiconto delle Regioni e delle Province autonome per l’esercizio 2025.

La delibera è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-09&atto.codiceRedazionale=26A01053&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato nel giudizio amministrativo

14 Mar 2026
14 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che nel giudizio amministrativo, avente natura di giurisdizione soggettiva, il giudice è vincolato ai motivi dedotti dalle parti entro i limiti delle allegazioni compiute nel ricorso introduttivo o nei motivi aggiunti, ai sensi dell’art. 40, co. 1, lett. d c.p.a. È precluso al giudice individuare d’ufficio profili di illegittimità che non siano stati specificamente allegati, o che non siano desumibili in modo inequivoco dall’esposizione dei fatti e dal contesto del ricorso.

Nel caso di specie, è stata ritenuta viziata da violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato la sentenza che accoglieva una censura (illegittimità della variante al PRG per omesso screening VAS) fondandola su circostanze di fatto (modifiche alle NTA e variazione degli standard urbanistici) emerse solo in sede di verificazione istruttoria o nelle memorie difensive.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La notifica del ricorso al G.A. da parte di un avvocato non abilitato all’attività di notificazione

14 Mar 2026
14 Marzo 2026

Il TAR Palermo ha affermato che l’invio di un ricorso al G.A. a mezzo PEC effettuato personalmente dalla parte, nella qualità di soggetto abilitato a stare in giudizio personalmente, ma non abilitato allo svolgimento dell’attività di notificazione, costituisce una notificazione inesistente, vale a dire un atto del tutto inidoneo a produrre alcuno degli effetti tipicamente connessi all’atto di notifica.
La notificazione inesistente nei confronti di una delle controparti necessarie del giudizio amministrativo, diversamente dalla notifica nulla, comporta – quale unica conseguenza – l’inammissibilità del ricorso, senza possibilità alcuna di sanatoria, anche nel caso in cui la parte destinataria di una siffatta attività di trasmissione di atti giudiziari si sia comunque costituita in giudizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. TAR Palermo n. 179-2026

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