E’ stata posta la fiducia sul d.l. Salva-Casa con molte novità

18 Lug 2024
18 Luglio 2024

Nella seduta di mercoledì 17 luglio 2024 il Governo ha posto la fiducia sul disegno di legge di conversione del d.l. n. 69/2024 (cd. Salva-Casa), contenente rilevanti novità rispetto al testo del decreto legge originario. 

Pubblichiamo il teso aggiornato, evidenziando alcune importanti modifiche:

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All’art. 2-bis del TUE viene aggiunto il seguente comma 1-quater:

Al fine di incentivare l'ampliamento dell'offerta abitativa limitando il consumo di nuovo suolo, gli interventi di recupero dei sottotetti sono comunque consentiti, nei limiti e secondo le procedure previsti dalla legge regionale, anche quando l'intervento di recupero non consenta il rispetto delle distanze minime tra gli edifici e dai confini, a condizione che siano rispettati i limiti di distanza vigenti all'epoca della realizzazione dell'edificio, che non siano apportate modifiche, nella forma e nella superficie, all'area del sottotetto, come delimitata dalle pareti perimetrali, e che sia rispettata l'altezza massima dell'edificio assentita dal titolo che ne ha previsto la costruzione. Resta fermo quanto previsto dalle leggi regionali più favorevoli”.

Cambia anche la definizione di stato legittimo contenuta nel comma 1-bis, art. 9-bis, del TUE.

Ecco di seguito il nuovo comma 1-bis:

1-bis. Lo stato legittimo dell'immobile o dell'unità immobiliare è quello stabilito dal titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione o che ne ha legittimato la stessa o da quello, rilasciato o assentito, che ha disciplinato l'ultimo intervento edilizio che ha interessato l'intero immobile o l'intera unità immobiliare, a condizione che l'amministrazione competente, in sede di rilascio del medesimo, abbia verificato la legittimità dei titoli pregressi, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali. Sono ricompresi tra i titoli di cui al primo periodo i titoli rilasciati o formati in applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 34-ter, 36, 36-bis e 38, previo pagamento delle relative sanzioni o oblazioni. Alla determinazione dello stato legittimo dell'immobile o dell'unità immobiliare concorrono, altresì, il pagamento delle sanzioni previste dagli articoli 33, 34, 37, commi 1, 3, 5 e 6, e 38, e la dichiarazione di cui all'articolo 34-bis. Per gli immobili realizzati in un'epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto, o da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d'archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza, e dal titolo abilitativo che ha disciplinato l'ultimo intervento edilizio che ha interessato l'intero immobile o unità immobiliare, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali. Le disposizioni di cui al quarto periodo si applicano altresì nei casi in cui sussista un principio di prova del titolo abilitativo del quale, tuttavia, non siano disponibili la copia o gli estremi”.

Aggiunto anche il seguente nuovo comma 1-ter:

1-ter. Ai fini della dimostrazione dello stato legittimo delle singole unità immobiliari non rilevano le difformità insistenti sulle parti comuni dell'edificio, di cui all'articolo 1117 del codice civile. Ai fini della dimostrazione dello stato legittimo dell'edificio non rilevano le difformità insistenti sulle singole unità immobiliari dello stesso”.

Post di Daniele Iselle

Obbligazioni “urbanistiche” propter rem

18 Lug 2024
18 Luglio 2024

Il TAR Veneto rileva che il contributo di costruzione, se previsto da una convenzione urbanistica, è da qualificarsi come obbligazione propter rem (e quindi dovuta da qualsiasi soggetto), a meno che nella convenzione il trasferimento a terzi non sia sottoposto a condizioni.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Prescrizione dell’azione di ripetizione degli oneri

18 Lug 2024
18 Luglio 2024

Il TAR Veneto ricorda che il termine prescrizionale per presentare azione di ripetizione degli oneri non dovuti è quello decennale; questo in quanto il suddetto credito patrimoniale trova la sua fonte nella legge, e non nella potestà discrezionale amministrativa.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Giurisdizione in materia di ripetizione di oneri non dovuti

18 Lug 2024
18 Luglio 2024

Il TAR Veneto ribadisce che la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie di urbanistica ed edilizia include le questioni in materia di richiesta e ripetizione degli oneri di urbanizzazione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Sui poteri della Soprintendenza

18 Lug 2024
18 Luglio 2024

Il TAR Veneto evidenzia che la Soprintendenza può annullare il nulla osta paesaggistico del Comune, con il limite del divieto di riesaminare completamente le valutazioni dell’Ente locale, in modo tale da non sostituirsi ad esso.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Rilevanza del CDU a livello risarcitorio

18 Lug 2024
18 Luglio 2024

Il TAR Veneto ricorda che il Certificato di Destinazione Urbanistica ha valore meramente dichiarativo, limitandosi a “fotografare” le caratteristiche urbanistiche di un bene immobile in un dato momento; non deve quindi indicare possibili vincoli non ancora apposti, né successivamente può fondare un risarcimento del danno derivante da tale apposizione, essendo cambiati i caratteri urbanistici dell’area.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Incostituzionale la legge trentina che consentiva di sanare un abuso edilizio conforme alla sola normativa del tempo dell’istanza (e non anche a quella del tempo di realizzazione)

17 Lug 2024
17 Luglio 2024

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Provincia autonoma di Trento, che consentiva il rilascio della concessione edilizia in sanatoria «quando è regolarmente richiesta e conforme, al momento della presentazione della domanda, alle norme urbanistiche vigenti e non in contrasto con quelle adottate, anche se l’opera per la quale è richiesta è già stata realizzata abusivamente».

In altre parole, la legge trentina si accontentava, per così dire, della conformità dell’abuso alla normativa del tempo di presentazione dell’istanza di sanatoria, senza richiedere anche la conformità alla normativa del tempo della sua realizzazione.

La Consulta ha affermato che il requisito della cd. doppia conformità ex art. 36 d.P.R. 380/2001 è un principio fondamentale della materia del governo del territorio, che deve essere rispettato anche nelle Regioni a statuto speciale.

Post di Daniele Iselle e di Alberto Antico – avvocato

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Prova della preesistente consistenza del fabbricato crollato

17 Lug 2024
17 Luglio 2024

Il TAR Veneto ricorda che è necessario un accertamento della preesistente consistenza del fabbricato crollato per poter ottenere il permesso di costruire funzionale alla sua ricostruzione; e tale immobile deve essere legittimo (o, comunque, corrispondente allo stato legittimato, eventualmente in sede di condono).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Istanza (e successivo diniego) di sanatoria: vi è l’obbligo di adottare una nuova ordinanza demolitoria?

17 Lug 2024
17 Luglio 2024

Il TAR Veneto risponde di no. E infatti, l’ordinanza di demolizione di un manufatto dichiarato abusivo è conseguenza vincolata del procedimento, e pertanto nessun vantaggio verrebbe tratto dal rinnovo del suddetto iter.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Silenzio-assenso nel condono su area vincolata

17 Lug 2024
17 Luglio 2024

Il TAR Veneto ribadisce che, nelle ipotesi di abusi realizzati su area oggetto di vincolo, il silenzio-assenso si concreta solo successivamente al parere favorevole dell’Autorità.

Al contrario, l’inerzia, per 180 giorni dalla richiesta, dell’Autorità di tutela, seguita dal silenzio-assenso per 24 mesi del Comune è applicabile solo nei casi di abusi non implicanti aumenti di volume o superficie e per i vincoli istituiti dopo la loro realizzazione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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