Chi uccide un suo congiunto non deve poi avere la facoltà di prendere decisioni sulle spoglie del defunto

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Con la l. 9 marzo 2026, n. 35 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 69 del 24.03.2026), in vigore dall’8 aprile 2026, sono state approvate modifiche al codice penale e al regolamento di polizia mortuaria, di cui al d.P.R. 285/1990, in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio.

Il testo della l. 35/2026 è consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-24&atto.codiceRedazionale=26G00051&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

I sopralluoghi volti ad accertare un abuso edilizio

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Nel caso di specie, il Comune contestava ad un privato l’illegittima apposizione di una parete di cartongesso all’interno del proprio fabbricato produttivo e il successivo illegittimo cambio d’uso da produttivo a commerciale.

Il privato lamentava la violazione delle garanzie partecipative e le asseritamente scorrette modalità di esecuzione dei sopralluoghi.

Il TAR Veneto ha respinto tali doglianze.

I sopralluoghi erano stati eseguiti nell’ambito dei generali poteri di vigilanza edilizia del Comune, dandone adeguata informazione alla proprietà: l’eventuale assenza o mancata partecipazione di quest’ultima si riconduce a scelte della stessa.

In ogni caso, il fabbricato risultava privo di recinzioni e di portoni, sicché lo stato dei luoghi e la prosecuzione dei lavori erano agevolmente percepibili dall’esterno, con esclusione di qualsivoglia introduzione abusiva. La natura interna di taluni interventi non esclude la legittimità dell’accertamento visivo laddove gli elementi essenziali siano immediatamente osservabili anche senza accedere alla proprietà.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Onere della prova del tempo di realizzazione dell’abuso edilizio

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che l’onere della prova della data di ultimazione di un’opera edilizia abusiva, allo scopo di dimostrare che essa rientra fra quelle suscettive di sanatoria speciale o fra quelle per cui non era richiesto ratione temporis il rilascio del titolo edilizio, incombe in linea generale sul privato a ciò interessato, unico soggetto ad avere la disponibilità di documenti e di elementi di prova, in grado di dimostrare con ragionevole certezza l’epoca di realizzazione del manufatto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Onere della prova del tempo di realizzazione di un intervento edilizio e CTU nel processo

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che l’onere della prova circa l’epoca di realizzazione dell’intervento edilizio grava in capo a colui che vuole dimostrare la legittimità dell’opera.

In proposito, la CTU non è destinata ad esonerare la parte dalla prova dei fatti dalla stessa dedotti e posti a base delle proprie richieste, che devono essere dimostrati dalla parte interessata alla stregua dei criteri di ripartizione dell’onere della prova posti dall’art. 2697 c.c., ma ha la funzione di fornire all’attività valutativa del giudice l’apporto di cognizioni tecniche non possedute, per cui la richiesta di CTU non può essere sostitutiva dell’onere probatorio spettante alle parti.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’ordinanza di demolizione

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che il provvedimento con cui viene ingiunta la demolizione di un immobile abusivo, carente del necessario titolo edilizio, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata alla presenza dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso. Il principio in questione non ammette deroghe neppure nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, quand’anche il nuovo proprietario non sia responsabile dell’abuso e l’operazione di vendita non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Ottemperanza parziale ed acquisizione

25 Mar 2026
25 Marzo 2026

Il T.A.R. Veneto afferma che, da un lato, la parziale ottemperanza all’ordine di demolizione equivale alla sua mancata esecuzione e, dall’altro lato, per acquisire ulteriori spazi rispetto a quello oggetto delle opere abusive è necessario una specifica motivazione dell’Amministrazione comunale sul punto, al fine di giustificare la ragionevolezza e/o la necessarietà di tale scelta.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Legge annuale sulle piccole e medie imprese

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Con la l. 11 marzo 2026, n. 34 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 68 del 23.03.2026), in vigore dal 07 aprile 2026, è stata approvata la legge annuale sulle PMI.

Il testo della l. 34/2026 è consultabile al seguente link:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/23/26G00050/sg.

Si segnala in particolare l’art. 5 l. cit., che introduce alcune modifiche al codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) in materia di consorzi.

Post di Alberto Antico – avvocato

Piano casa e specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 9, co. 1, lett. c l.r. Veneto 14/2009 – secondo cui gli interventi di ampliamento non sono ammessi per gli edifici oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici e territoriali che non consentono gli interventi edilizi previsti dagli artt. 2, 3, 3-ter, 3-quater e 4 l.r. cit. – non può essere interpretato nel senso che l’ampliamento debba ritenersi sempre consentito quando non sia espressamente vietato dalle norme dello strumento urbanistico. Infatti è necessario indagare caso per caso il contesto normativo per verificare se sia rinvenibile un divieto, anche inespresso, di realizzare ampliamenti degli edifici ricompresi nello specifico aggregato edilizio.

Nel caso di specie, tale divieto è stato rinvenuto nella classificazione dell’area in parola come Area boschiva o destinata al rimboschimento, ove non era ammessa nuova edificazione, salvo il rinvio alle norme relative ad una certa classe dell’abaco tipologico delle zone agricole, ove si ammettevano: a) manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia, come definiti dall’art. 31 l. 457/1978; b) dotazione di servizi igienici e copertura di scale esterne.

Non poteva il privato invocare quest’ultima ipotesi, avendo egli progettato un ampliamento (di un edificio residenziale) con ricavo di nuove unità abitative.

Post di Alberto Antico – avvocato

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P.I. comunale e Piano casa

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha commentato la norma di un P.I. comunale, che circoscrive l’applicabilità della normativa derogatoria di cui alla l.r. Veneto 14/2009, cd. Piano casa, a determinate tipologie di edifici, riconosciuti in sé privi di caratteristiche tali da richiederne una specifica tutela.

Il TAR l’ha ritenuta una disciplina autonoma ed esaustiva, oltre che coerente con le finalità proprie della normativa speciale che è volta a regolare.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Alle istanze di PdC con Piano casa non si applica il silenzio-assenso

24 Mar 2026
24 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’istanza presentata ai sensi del Piano Casa non risulta riconducibile al paradigma declinato dalla normativa in materia di silenzio-assenso, ma ad una fattispecie di silenzio-inadempimento, in quanto la normativa di cui all’art. 20, co. 8 d.P.R. 380/2001 è applicabile unicamente al rilascio dei titoli edilizi ordinari.

Peraltro, nel caso di specie si trattava di intervento da realizzare in area soggetta a vincolo paesaggistico e l’Ente competente aveva negato l’accertamento di compatibilità paesaggistica, circostanza che ulteriormente preclude la formazione del silenzio-assenso sul permesso di costruire.

Post di Alberto Antico – avvocato

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