Nel procedimento di convalida ed eventuale proroga del TSO, è obbligatoria la difesa tecnica
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 35 l. 833/1978, nella parte in cui non prevede che la persona sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio (TSO) sia assistita, nella procedura di convalida ed eventuale proroga, da un difensore di fiducia o, in mancanza, da uno d’ufficio.
Atteso che il TSO incide sulla libertà fisica della persona, ed esige quindi le garanzie di cui all’art. 13 Cost., la difesa tecnica è necessaria, quale presidio obbligatorio dei diritti di chi è sottoposto alla misura. A tal fine, è insufficiente la difesa tecnica facoltativa, in quanto la nomina di un difensore di fiducia presuppone un sufficiente grado di lucidità dell’interessato e il suo inserimento in un adeguato contesto socio-familiare, restandone quindi esclusi proprio i soggetti più vulnerabili.
Solo la difesa tecnica obbligatoria assicura a ogni persona l’assistenza professionale nel momento in cui subisce una coazione fisica autoritativa, a prescindere dalle forme in cui il suo disagio psichico si manifesti e dalla sua condizione economica e sociale.
D’ora in poi, quindi, il procedimento di convalida ed eventuale proroga del TSO dovrà conoscere le seguenti scansioni:
- quando le è comunicata l’ordinanza che dispone il TSO, la persona che vi è sottoposta deve essere avvisata della facoltà di nominare un difensore di fiducia;
- se questo non è nominato, la persona stessa è assistita da un difensore d’ufficio, che il giudice tutelare designa tra gli iscritti negli elenchi di cui all’art. 29 disp. att. c.p.p.;
- il difensore di fiducia, o quello d’ufficio, è tempestivamente avvertito e può partecipare all’audizione svolta dal giudice tutelare ai fini della convalida;
- al medesimo difensore va notificato il decreto sulla convalida;
- analoghe garanzie valgono in caso di proroga del TSO.
Post di Alberto Antico – avvocato

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