Principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato nel giudizio amministrativo

14 Mar 2026
14 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che nel giudizio amministrativo, avente natura di giurisdizione soggettiva, il giudice è vincolato ai motivi dedotti dalle parti entro i limiti delle allegazioni compiute nel ricorso introduttivo o nei motivi aggiunti, ai sensi dell’art. 40, co. 1, lett. d c.p.a. È precluso al giudice individuare d’ufficio profili di illegittimità che non siano stati specificamente allegati, o che non siano desumibili in modo inequivoco dall’esposizione dei fatti e dal contesto del ricorso.

Nel caso di specie, è stata ritenuta viziata da violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato la sentenza che accoglieva una censura (illegittimità della variante al PRG per omesso screening VAS) fondandola su circostanze di fatto (modifiche alle NTA e variazione degli standard urbanistici) emerse solo in sede di verificazione istruttoria o nelle memorie difensive.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La notifica del ricorso al G.A. da parte di un avvocato non abilitato all’attività di notificazione

14 Mar 2026
14 Marzo 2026

Il TAR Palermo ha affermato che l’invio di un ricorso al G.A. a mezzo PEC effettuato personalmente dalla parte, nella qualità di soggetto abilitato a stare in giudizio personalmente, ma non abilitato allo svolgimento dell’attività di notificazione, costituisce una notificazione inesistente, vale a dire un atto del tutto inidoneo a produrre alcuno degli effetti tipicamente connessi all’atto di notifica.
La notificazione inesistente nei confronti di una delle controparti necessarie del giudizio amministrativo, diversamente dalla notifica nulla, comporta – quale unica conseguenza – l’inammissibilità del ricorso, senza possibilità alcuna di sanatoria, anche nel caso in cui la parte destinataria di una siffatta attività di trasmissione di atti giudiziari si sia comunque costituita in giudizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. TAR Palermo n. 179-2026

Il G.A. ha il potere di sollevare un rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione su questioni attinenti alla giurisdizione

14 Mar 2026
14 Marzo 2026

Le Sezioni Unite civili della Corte di cassazione hanno affermato la legittimazione del giudice amministrativo a disporre il rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c. su questioni attinenti alla giurisdizione.

A seguire, in risposta al quesito sollevato dal TAR Liguria, hanno affermato che l’incarico di direzione di struttura sanitaria complessa, anche in base alla disciplina dettata dall’art. 15, co. 7-bis d.lgs. 502/1992, come modificato dall’art. 20 l. 118/2022, non è conferito tramite un pubblico concorso, con la conseguenza che, ai fini del riparto di giurisdizione sulle relative controversie, non trova applicazione l’art. 63, co. 4 d.lgs. 165/2001.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. Cass., SS.UU. n. 3868-2026

Se la P.A. dà esecuzione alla sentenza di primo grado, si può poi proporre appello?

14 Mar 2026
14 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato, quale ius receptum, che la spontanea esecuzione della pronuncia di primo grado da parte della P.A. non si configura come comportamento idoneo ad escludere l’ammissibilità della relativa impugnazione, giacché l’eventuale accoglimento di questa è idoneo a travolgere i nuovi atti adottati dalla P.A. in esecuzione della sentenza di primo grado, che verrebbero comunque meno con effetto retroattivo, perdendo ab initio il loro fondamento giuridico, ex art. 336 c.p.c. E ciò specialmente quando il nuovo atto adottato dalla P.A. non costituisce espressione di nuove, autonome, scelte discrezionali della P.A. stessa, ma esecuzione del dictum del giudice di primo grado.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Illegittima occupazione di aree destinate alla realizzazione di infrastrutture di acquedotto: questioni di giurisdizione

14 Mar 2026
14 Marzo 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che spetta alla propria giurisdizione, ai sensi dell’art. 143, co. 1, lett. a r.d. 1775/1933, la controversia avente ad oggetto l’illegittima occupazione di aree destinate alla realizzazione di infrastrutture di acquedotto (quali opere di captazione e serbatoi): il procedimento espropriativo, interferendo con la realizzazione di opere idrauliche, concorre a disciplinare le modalità d’uso delle acque pubbliche, prevalendo sulla giurisdizione amministrativa ordinaria.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il giudizio elettorale

14 Mar 2026
14 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in materia elettorale, la giurisdizione non è di diritto oggettivo, né concerne la tutela di diritti soggettivi perfetti, ma si basa, anche al fine di contemperare tutti gli interessi in conflitto, sul principio di certezza dei rapporti di diritto pubblico, sicché i poteri del giudice sono esercitabili nell’ambito costituito dall’oggetto del giudizio, così come delimitato dal ricorrente attraverso la tempestiva indicazione degli specifici vizi di cui sono affette le operazioni elettorali e, conseguentemente, l’atto di proclamazione degli eletti che le conclude.

Nel giudizio elettorale il principio di strumentalità delle forme rende rilevante, a fronte di un’eventuale violazione di previsioni formali, l’accertamento della compromissione della volontà del corpo elettorale. Pertanto, la deduzione dell’omessa o inesatta verbalizzazione dei dati non può giustificare la declaratoria di annullamento o rinnovazione delle operazioni elettorali, allorché non si denunci e dimostri anche la concreta irregolarità nella conduzione delle operazioni di voto, e in quanto da simili irregolarità non derivi alcun pregiudizio di livello garantistico o alcuna compressione della libera espressione del voto, tale da compromettere l’accertamento della volontà del corpo elettorale.

La domanda caducatoria degli atti elettorali e la conseguente domanda di correzione dei risultati elettorali trovano la loro fisiologica forma di tutela nel riconteggio delle schede, avuto riguardo alla giurisdizione di merito propria del giudizio elettorale. Pertanto, non è ravvisabile alcun profilo di ultrapetizione laddove, all’esito del riconteggio effettuato, risultino accertati ad opera del giudice profili a vantaggio del controinteressato, non occorrendo al riguardo la proposizione di un ricorso incidentale.

Nel giudizio elettorale lo scrutinio delle censure di asserita contraddittorietà o oscurità dei “risultati verbalizzati” o dei verbali impone la rivalutazione di ciò che è stato verbalizzato e che in tesi è contraddittorio o non chiaro, in ragione della peculiarità della giurisdizione di merito per cui il G.A. non si limita ad annullare il provvedimento, ma provvede direttamente sul bene della vita anelato, con poteri corrispondenti a quelli della P.A. Pertanto, la mera discrepanza tra i verbali delle sezioni elettorali e il verbale dell’ufficio elettorale, con conseguenti errori nell’attribuzione di voti, richiede un’analisi approfondita delle specifiche circostanze, non essendo sufficienti le mere affermazioni di divergenza senza prove concrete e specifiche e, a fronte di un vizio procedurale di contradditorietà dei verbali, il giudice svolge uno scrutinio volto a superare l’irregolarità senza vincolo di risultato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Requisiti di qualificazione negli RTI

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che alla stregua dell’interpretazione sistematica dei commi 2, 4 e 11 dell’art. 68 d.lgs. 36/2023, per gli appalti di servizi e forniture, la regola generale suppletiva è quella del possesso del requisito di capacità tecnica in capo al soggetto collettivo nel suo insieme (esattamente come nel passato), salva specifica previsione della legge di gara che, alla luce della peculiarità della prestazione, imponga il possesso pro quota o pro parte, da parte dei singoli raggruppati esecutori.

L’art. 68, co. 11 d.lgs. 36/2023 ha natura derogabile, come evincibile dal precedente comma 4, lett. b, secondo il quale le stazioni appaltanti possono specificare nei documenti di gara le modalità con cui i raggruppamenti di operatori economici ottemperano ai requisiti in materia di capacità economica e finanziaria o di capacità tecniche e professionali, purché ciò sia proporzionato e giustificato da motivazioni obiettive. Pertanto, la lex specialis (se proporzionata e giustificata da motivazioni obiettive) prevale sulla norma generale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Requisiti di partecipazione e di esecuzione nei pubblici appalti

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il possesso dei requisiti di partecipazione è richiesto al concorrente sin dal momento della presentazione dell’offerta, mentre i requisiti di esecuzione sono, di regola, condizioni per la stipulazione del contratto di appalto, pur potendo essere considerati, secondo l’interpretazione giurisprudenziale, nella lex specialis, come elementi dell’offerta, a volte essenziali, a volte idonei all’attribuzione di un punteggio premiale.

La regolazione dei requisiti di esecuzione va rinvenuta nella lex specialis di gara, con la conseguenza che, se richiesti come elementi essenziali dell’offerta o per l’attribuzione di un punteggio premiale, la loro mancanza al momento di partecipazione alla gara comporta, rispettivamente, l’esclusione del concorrente o la mancata attribuzione del punteggio. Se richiesti come condizione per la stipulazione del contratto, la loro mancanza rileva al momento dell’aggiudicazione o al momento fissato dalla legge di gara per la relativa verifica e comporta la decadenza dall’aggiudicazione, per l’impossibilità di stipulare il contratto addebitabile all’aggiudicatario.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Escussione della cauzione provvisoria nel primo codice appalti

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’art. 48, co. 1 d.lgs. 163/2006 - laddove prevede che “quando tale prova non sia fornita, ovvero non confermi le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione o nell’offerta, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione del concorrente dalla gara, all’escussione della relativa cauzione provvisoria” - va disapplicato alla luce della sentenza della Corte di giustizia UE, sez. I, 26.09.2024, C-792, nella parte in cui consente l’escussione automatica della garanzia. Invece, può continuare ad essere applicato laddove l’escussione sia stata o sia subordinata alla valutazione del caso concreto. Infatti, la posizione del concorrente che si sia collocato primo in graduatoria (quand’anche destinatario della proposta di aggiudicazione) non equivale a quella dell’aggiudicatario ai fini dell’escussione della garanzia.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Lacune della lex specialis di gara negli elementi obbligatori per legge

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che deve procedersi all’eterointegrazione della lex specialis nelle ipotesi in cui si individui una vera e propria lacuna nella disciplina di gara, la quale abbia omesso di prevedere elementi considerati come obbligatori dall’ordinamento giuridico, analogamente a quanto avviene nel diritto civile ai sensi degli artt. 1374 e 1339 c.c. Infatti, nelle procedure di evidenza pubblica, laddove la lex specialis non presenti alcuna contraddittorietà o ambiguità, ma una mera lacuna, derivante dall’omessa previsione di requisiti configurati come obbligatori dall’ordinamento giuridico, soccorre il meccanismo di eterointegrazione degli atti di gara in base alle norme imperative (primarie o secondarie), non potendo invocarsi la tutela dell’affidamento, che è temperata, nella sua portata e nelle sue conseguenze, dal principio di autoresponsabilità dell’operatore economico, il quale è tenuto a conoscere la normativa di riferimento del settore della gara a cui partecipa.

Post di Alberto Antico – avvocato

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