Termine per l’impugnazione degli atti di pianificazione territoriale
Il Consiglio di Stato ha affermato che, per gli atti di pianificazione territoriale, il termine per l’impugnazione decorre, in via generale, dalla loro pubblicazione secondo le forme previste dalla legge. Tuttavia, ove la variante urbanistica incida in modo diretto, puntuale e specifico su un bene determinato, individuando un destinatario immediatamente inciso, come accade nell’ipotesi di variante al piano di localizzazione che dichiari - con effetti ablatori reali - incompatibile con la sua disciplina un impianto di trasmissione radiofonica esistente assoggettandolo a riallocazione, sorge l’obbligo della P.A. di procedere alla comunicazione o notificazione individuale dell’atto, con la conseguenza che il termine decadenziale per proporre ricorso decorre dall’effettiva conoscenza dell’atto da parte dell’interessato.
Post di Alberto Antico – avvocato
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