Quando il consigliere comunale può impugnare gli atti del suo comune
Il TAR Basilicata spiega quando un consigliere comunale può impugnare gli atti emessi dagli organi del suo comune.
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Il TAR Basilicata precisa che il soggetto che chiede al comune di inibire la SCIA diventa un controinteressato nel ricorso promosso contro i provvedimenti inibitori emessi dal comune.
L'omessa notificazione del ricorso al controinteressato rende il ricorso inammissibile.
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Il T.A.R. afferma che il c.d. principio di tassatività delle cause di esclusione enucleato dall’art. 46 c. 1 bis del D. Lgs. n. 163/2006 impone di non escludere l’offerente che abbia correttamente firmato (in formato cartaceo o digitale) l’offerta, ma non un suo allegato.
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Il T.A.R. afferma che, dopo aver valutato la legittimità del confronto a coppie disposto dalla stazione appaltante, non rimane alcun margine di sindacabilità nel merito da parte del Giudice.
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Una sentenza del TAR Basilicata si occupa del termine minimo che il comune concede all'interessato per demolire le opere abusive: il TAR precisa che la concessione di un termine inferiore a 90 giorni, ai sensi dell'articolo 31 del D.P.R. 380, non necessariamente rende il provvedimento illegittimo e rileva che l'articolo 27, comma 2, non prevede che debba essere fissato un termine.
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IL TAR ritiene che debba essere considerata unitariamente una pluralità di opere abusive, anche se in astratto ciascuna di esse sarebbe soggetta a differenti titoli e regimi edilizi.
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L'articolo 27, comma 2, del D.P.R. 380/2001 prevede la demolizione delle opere abusive realizzate in aree inedificabili o in contrasto con gli strumenti urbanistici.
Il comma prosegue stabilendo che: "Qualora si tratti di aree assoggettate alla tutela di cui al regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, o appartenenti ai beni disciplinati dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766, nonche' delle aree di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, il dirigente provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, previa comunicazione alle amministrazioni competenti le quali possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione, anche di propria iniziativa".
Il TAR esclude che la comunicazione alle amministrazioni competenti debba precedere l'ordine di demolizione e ritiene che rilevi solo in fase di esecuzione.
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Il T.A.R. Veneto stabilisce che, seppur il bando di gara preveda delle specifiche tecniche, la stazione appaltante non possa escludere quelle offerte che si presentano equivalenti.
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Il T.A.R. stabilisce che il modulo da compilare predisposto dalla stazione appaltante non sia affatto parte integrante del bando di gara, essendo soltanto un documento che la P.A. fornisce agli offerenti per facilitare la partecipazione alla gara. Nella stessa sentenza il Collegio si sofferma anche sulla definizione dei servizi analoghi.
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Secondo il TAR Basilicata la comunicazione del parere negativo della commissione edilizia ha valore di provvedimento negativo, che si ha l'onere di impugnare.
La decisione appare molto poco convincente, perlomeno dopo l'introduzione del preavviso di diniego.
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