Rassegna di giurisprudenza in materia di espropri e di opere pubbliche
- Indennizzo da acquisizione sanante e questioni di giurisdizione
Il TAR Veneto ha affermato che la giurisdizione del G.O. sulle contestazioni indennitarie sussiste anche quando coesistono contestazioni che investono sia la legittimità del decreto ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, sia la quantificazione dell’indennizzo.
Sentenza TAR Veneto 1428 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
  2. L’acquisizione sanante
Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, cd. T.U. espropri.
Sentenza TAR Veneto 1428 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
   3. L’acquisizione sanante ex art. 42-bis T.U. espropri
Il TAR Sardegna ha offerto utili princìpi in materia.
In particolare, l’Ente utilizzatore dell’opera realizzata sine titulo su un terreno privato deve preliminarmente verificare se risponda maggiormente all’interesse pubblico la restituzione dei terreni (previa rimozione dell’opera pubblica realizzata), oppure la loro acquisizione al patrimonio indisponibile, attraverso l’adozione di un’apposita deliberazione del Consiglio comunale competente, ai sensi dell’art. 42, co. 2, lett. l TUEL, a deliberare in ordine ad acquisti e alienazioni immobiliari.
sent. TAR Sardegna n. 166-2026
Post di Alberto Antico – avvocato
  4. Progetto di opera pubblica: basta una variante al P.I.?
Nel caso di specie, il ricorrente lamentava che un progetto di opera pubblica – a lui sgradito – sarebbe stato illegittimamente approvato in variante al solo P.I., in particolare per quanto riguardava le modifiche alla viabilità , mentre nessuna variazione sarebbe stata apportata al PAT.
Il TAR Veneto ha respinto il motivo di ricorso.
La fascia di rispetto stradale connessa all’opera pubblica è disciplinata dal Codice della strada e dev’essere rappresentata, attraverso un’attività di natura meramente ricognitiva, negli elaborati costituenti il P.I., i quali solo, pertanto, devono essere aggiornati: l’aggiornamento avviene d’ufficio con apposita determinazione dirigenziale.
Non è, pertanto, necessaria una modifica o aggiornamento del PAT, che, del resto, contiene disposizioni strutturali che delineano le scelte strategiche di assetto e sviluppo del territorio comunale (e non riguarda opere minute e di dettaglio, come le rotatorie stradali, normalmente prive di valenza strategica).
Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
   5. Progetto di opera pubblica e interesse antisismico
Nel caso di specie, il ricorrente lamentava che un progetto di opera pubblica – a lui sgradito – sarebbe stato illegittimo per mancanza dell’autorizzazione sismica.
Il TAR Veneto ha respinto il motivo di ricorso.
La tipologia di variante al P.I. di cui trattavasi (connessa a modifiche viabilistiche) rientrava nell’ambito applicativo della D.G.R.V. n. 899/2019, in base alla quale per le “varianti minori” il parere ex art. 89 d.P.R. 380/2001 non è necessario, ma è sufficiente l’asseverazione del progettista di cui la Regione prende atto autorizzando comunque la variante.
Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
  6. Occupazione d’urgenza nei casi in cui gli espropriandi siano più di cinquanta
Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 22-bis, co. 2 d.P.R. 327/2001 legittima l’occupazione d’urgenza nell’ipotesi in cui il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a cinquanta, senza la necessità di motivare riguardo all’urgenza di realizzare l’opera e, quindi, indipendentemente dalla sussistenza di specifiche ragioni d’urgenza, che in tal caso sono presunte ex lege, in quanto l’espletamento del procedimento di determinazione dell’indennità di espropriazione in relazione ad un così elevato numero di proprietari espropriandi ritarderebbe eccessivamente l’effettiva esecuzione delle opere, per le quali è già stata dichiarata la pubblica utilità , nonché l’urgenza e l’indifferibilità dei lavori.
Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
  7. Cosa succede se, a seguito di un esproprio parziale, il proprietario si ritrova con un fondo intercluso?
Il TAR Veneto ha affermato che la circostanza che, a seguito di espropriazione per pubblica utilità , la porzione residua dei fondi di proprietà del soggetto espropriato possa divenire interclusa, non rende illegittima la procedura espropriativa, ma semplicemente gli attribuisce il diritto di ottenere, ai sensi dell’art. 1054 c.c., la costituzione di una servitù di passaggio coattiva che gli garantisca, senza pagamento di indennità , l’accesso alla pubblica via. Tale servitù di passaggio può essere costituita sullo stesso fondo espropriato, ove possibile, ovvero, in caso contrario, su fondi confinanti, senza oneri a carico del proprietario espropriato. In entrambi i casi, peraltro, si tratta di questione di natura prettamente civilistica, estranea (e successiva) alla procedura espropriativa, da far valere dinanzi al competente giudice civile. Nell’ambito della procedura espropriativa, la sopravvenuta interclusione della porzione residua del fondo di proprietà del soggetto espropriato può rilevare solo sotto il profilo indennitario, nella concreta quantificazione del quale si dovrà tener conto della perdita di valore subita dalla porzione di fondo non espropriata per effetto della perdita di accesso diretto alla rete viaria pubblica.
Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
   8. Esproprio di un bene condominiale
Il TAR Veneto ha affermato che, ove il bene da espropriare sia un terreno di proprietà condominiale, la procedura espropriativa dev’essere indirizzata nei confronti di tutti i condòmini e non nei confronti del solo condominio.
Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
   9. Garanzie partecipative nel procedimento espropriativo e questioni di competenza
Il TAR Veneto ha sottolineato la differenza tra la risposta alle osservazioni del privato ex art. 16, co. 12 d.P.R. 327/2001, che si riferisce alla fase deliberativa antecedente all’approvazione del progetto, dalla comunicazione ai sensi del successivo art. 17, che è effettuata dopo l’approvazione del progetto ed è volta, in particolare, a consentire al proprietario di “fornire ogni elemento utile per determinare il valore da attribuire all’area ai fini della liquidazione della indennità di esproprio” (cfr. comma 2 art. cit.). Laddove l’esproprio sia di competenza comunale, quest’ultima comunicazione può essere assunta dal dirigente.
Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
  10. Procedura espropriativa con variante al P.I.
Il TAR Veneto ha affermato che, in presenza di una variante urbanistica al P.I. necessaria per la diversa conformazione di una porzione delle aree e per l’apposizione del vincolo espropriativo, in base al combinato disposto degli artt. 12 e 19 d.P.R. 327/2001, l’approvazione da parte del Consiglio comunale del progetto definitivo costituisce adozione della variante e l’approvazione di quest’ultima dichiara la pubblica utilità dell’opera.
La competenza del Consiglio comunale consegue all’applicazione della procedura speciale di cui agli artt. 19, co. 2 d.P.R. cit. e 24 della l.r. Veneto 27/2003.
La dichiarazione di pubblica utilità dell’opera è divenuta efficace al momento dell’approvazione, sempre da parte del Consiglio comunale, della variante urbanistica, che ha anche comportato il vincolo preordinato all’esproprio ai sensi dell’art. 9 d.P.R. 327/2001.
Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato
  11. Notifica dell’avvio del procedimento diretto all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio
Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 11, co. 2 d.P.R. 327/2001, secondo cui, qualora i soggetti espropriandi siano in numero superiore a cinquanta, l’avviso di avvio del procedimento diretto all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio può essere pubblicato su quotidiani nazionali e locali, nonché sul sito informatico della Regione e del Comune.
Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025
Post di Alberto Antico – avvocato

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