Incostituzionale la legge sarda che sospendeva i procedimenti autorizzativi degli impianti fotovoltaici nelle aree non indicate come idonee, fino all’emanazione di un regolamento regionale
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Regione Sardegna, che disponeva la sospensione – fino all’adozione di un regolamento regionale – dei procedimenti autorizzativi relativi agli impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile (FER) localizzati nelle aree non qualificate come idonee.
La legge sarda era incompatibile con i principi statali di matrice eurounitaria diretti ad assicurare la massima diffusione degli impianti FER e il conseguimento degli obiettivi della transizione energetica, che vincolano anche le Regioni ad autonomia speciale.
La legge regionale violava anche i principi di uguaglianza e di ragionevolezza ex art. 3 Cost., in quanto bloccava indistintamente i procedimenti autorizzativi senza considerare lo stato dell’istruttoria, gli investimenti già sostenuti o il diverso affidamento maturato dagli operatori economici, risolvendosi in una misura di carattere moratorio.
La qualificazione di un’area come non idonea non comporta, comunque, un divieto assoluto di installazione degli impianti, ma esclude solamente l’applicazione dei regimi autorizzativi semplificati, così che i singoli progetti possano essere valutati attraverso gli ordinari procedimenti autorizzativi.
Post di Alberto Antico – avvocato

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