Il silenzio della P.A. sull’istanza ai sensi dell’art. 42 bis del DPR 327/01
Segnaliamo una sentenza del TAR Latina, che prende posizione contrasto giurisprudenziale relativo all’esperibilità del rimedio ex artt. 117 e 31 del D.L.vo 104/10 avverso il silenzio dell’Amministrazione sull’istanza del proprietario del terreno ai sensi dell’art. 42 bis del DPR 327/01 (occupazione sine titulo).
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Spettano alla giurisdizione del TSAP anche le opere di sistemazione di un’area adiacente a un condotto
Il TAR precisa che la giurisdizione spetta al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche in un caso in cui i provvedimenti impugnati sono funzionali alla realizzazione di opere, di sistemazione di un’area adiacente il condotto “Donne Nuove in loc. Bionde di Salizzole”, dirette ad assicurare il regolare deflusso delle acque attraverso tale condotto.
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La cessione di cubatura tra zona B e A non è possibile neppure se i terreni appartengono allo stesso proprietario
Il TAR esclude che la circostanza che entrambi i terreni appartengano allo stesso proprietario consenta la cessione di cubatura dalla zona B alla zona A.
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Perchè il comune non può stabilire oneri concessori con effetto retroattivo
Pubblichiamo una interessante sentenza del TAR Lecce in materia di irretroattività degli oneri concessori.
Il TAR si sofferma anche sulla clausola di conguaglio contenuta nel titolo edilizio, escludendone la rilevanza.
La sentenza precisa inoltre che la richiesta di conguaglio in autotutela richiederebbe il rispetto dei presupposti dell’art. 21 nonies L. 241/1990.
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L’accertamento del carattere demaniale di un’area ha carattere vincolato ed è qualificabile come autotutela privatistica speciale
Il Consiglio di Stato in una vicenda che ha visto l’amministrazione ingiungere a dei privati lo sgombero di un’area perché demaniale ha affermato il principio per cui l’accertamento del carattere demaniale di un’area, pur svolgendosi con le forme del procedimento amministrativo, ha carattere vincolato ed è qualificabile come autotutela privatistica speciale e non come attività provvedimentale discrezionale per cui le controversie di cui all'art. 32 cod. nav. rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.
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L’atto notificato alla parte in cancelleria è inesistente e non può essere sanato
E’ quanto statuito una recente sentenza della Corte di Cassazione
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L’.A.P. del CDS sul subappalto c.d. necessario
Con l'ordinanza n.2707/2015 in data 3 giugno 2015 la Quarta Sezione del Consiglio di Stato rimetteva all’Adunanza Plenaria la soluzione delle questioni relative alla necessità (o meno) dell’indicazione nominativa, al momento della presentazione dell’offerta, dell’impresa subappaltatrice, nelle ipotesi in cui quella concorrente sia sprovvista del requisito di qualificazione per alcune categorie scorporabili e abbia manifestato l’intenzione di subappaltare le relative lavorazioni, e alla legittimità (o meno) del c.d. soccorso istruttorio al fine di consentire la predetta identificazione (nell’ipotesi in cui l’Adunanza Plenaria la dovesse giudicare necessaria e solo per le procedure nelle quali la fase di presentazione delle offerte si sia conclusa in data anteriore al relativo pronunciamento) e l’indicazione degli oneri di sicurezza aziendali (per le sole procedure nelle quali la fase di presentazione delle offerte si sia conclusa prima della pubblicazione della decisione dell’Adunanza Plenaria n.3 del 2015, che ne ha affermato l’obbligatorietà anche per gli appalti di lavori).
La questione è ora stata decisa dall'Adunanza Plenaria.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il Consiglio di Stato “smonta” il subappalto necessario
Ponendo fine ad un contrasto giurisprudenziale durato almeno tre anni e che ha visto contrapporsi giudici amministrativi di primo grado (TAR) e d'appello (Sezioni giudicanti del Consiglio di Stato), l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato (pubblicata su questo sito in data odierna) ha affermato il principio di diritto secondo cui "l’indicazione del nominativo del subappaltatore già in sede di presentazione dell’offerta non è obbligatoria, neanche nell’ipotesi in cui il concorrente non possieda la qualificazione nelle categorie scorporabili previste all’art.107, comma 2, d.P.R. 207/2010".
Post del dott. Roberto Travaglini - funzionario di Confindustria Vicenza - accesso libero
Anche i regolamenti ante 1942 rilevano per stabilire se un’opera sia abusiva
Secondo il TAR la legge n. 1150 del 1942 non costituisce uno spartiacque per stabilire se un'opera sia o no abusiva.
Pertanto anche la violazione di un regolamento edilizio del 1929 rende un'opera abusiva ancora oggi e il fatto che il Comune lo sapesse da tempo non ha alcun effetto sanante.
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