A proposito dei trasferimenti di cubatura
Il T.A.R. di Bolzano si occupa dei trasferimenti di cubatura: devono rispettare tanto l’indice territoriale della zona quanto quello del singolo lotto.
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Il T.A.R. si occupa della figura del c.d. giovane professionista, prevista dagli artt. 90, c. 7 del D.lgs. n. 163/2006 e 253, c. 5 del D.P.R. n. 207/2010, statuendo che lo stesso non deve avere né i requisiti morali né quelli professionali richiesti all’operatore economico.
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Pubblichiamo una sentenza della Corte dei Conti del Veneto, che condanna un falso medico di una AULS, che ha svolto l’attività di dirigente medico per 24 anni in assenza di laurea, specializzazione ed iscrizione all’albo.
La Sezione Giurisdizionale ha riconosciuto il danno nelle retribuzioni lorde percepite nel periodo di servizio per oltre 2 milioni di euro, respingendo l’eccezione di prescrizione, non riconoscendo alcun vantaggio per l’attività resa dal falso medico e negando l’esercizio del potere riduttivo.
In sede penale, l'interessato aveva semplicemente patteggiato una pena con il beneficio della sospensione condizionale.
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La Corte dei Conti dell'Emilia Romagna ha condannato un segretario comunale, che ha contemporaneamente percepito la propria retribuzione alle dipendenze del comune e quella di amministratore unico di una s.r.l. interamente partecipata dal suo comune, a restituire tutti i compensi percepiti come amministratore unico.
Secondo la tesi della Procura Regionale, tale compenso sarebbe stato corrisposto in violazione del principio di omnicomprensività della retribuzione di posizione del segretario comunale stabilito dall’art. 41, comma 6, del C.C.N.L. dei segretari comunali e provinciali del 16 maggio 2001 (e confermato dai successivi CC.CC.NN.L. del 7 marzo 2008, 14 dicembre 2010 e 1° marzo 2011).
La Procura ha anche evidenziato che l’erogazione del compenso in questione sarebbe avvenuta contravvenendo al divieto, posto ai dipendenti pubblici dall’art. 53, comma 7, del d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, di svolgere incarichi retribuiti, che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza, con conseguente obbligo di restituzione di quanto percepito.
La Corte ha accolto la contestazione relativa alla mancanza di autorizzazione.
La sentenza approfondisce anche la questione della giurisdizione nel caso di omessa restituzione di compensi illegittimamente percepiti.
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Il TAR per il Veneto, Sezione II, si è pronunciato, annullandolo, su un P.C. rilasciato per l’ampliamento di una porzione di fabbricato residenziale (abitazione del custode), con contestuale cambio di destinazione d'uso da artigianale a residenziale del piano terra a destinazione artigianale/industriale; l’ampliamento viene realizzato, in parte (fino a saturazione dei 500 mc.) ai sensi della norma tecnica operativa del PI che consente di ricavare in zona D1 Artigianale/Industriale un’unica unità abitativa per il custode/proprietario dell’impresa (fino a 500 mc. con vincolo di pertinenzialità rispetto all’immobile produttivo, da trascrivere sui registri immobiliari), e, in parte in applicazione dell’art. 2 della legge veneta c.d. sul “Piano Casa”.
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Il T.A.R. cerca di conciliare, in materia di inquinamento, il principio del c.d. proprietario incolpevole con quello della precauzione.
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Il T.A.R. fornisce la definizione dei soggetti che vengono qualificati come organismi di diritto pubblico.
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Pubblichiamo una circolare, con la quale la Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri del Veneto porta a conoscenza dei competenti Uffici l’esito della sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, n. 883 del 23.2.2015, che ha definito il contenzioso avente ad oggetto l’annullamento della deliberazione n. 96/12 della Giunta Comunale di Torri del Benaco (Vr), con cui si riconosceva ai geometri la possibilità di progettare e dirigere i lavori di costruzioni civili in cemento armato con volume almeno sino a mc 1.500.
In particolare, il Consiglio di Stato, al termine di un procedimento giurisdizionale che ha visto l’intervento dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e del Collegio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, ha affermato che “la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l’adozione – anche parziale – di strutture in cemento armato”, con la sola eccezione delle “piccole costruzioni accessorie nell’ambito di edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone”.
Il T.A.R. Brescia afferma che, laddove si costruisca in misura notevolmente minore rispetto a quanto autorizzato, il Comune ha l’obbligo di restituire parte degli oneri concessori già pagati dal privato.
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Il comproprietario di una corte comune ha realizzato abusivamente alcune opere edili in una corte comune (un massetto in calcestruzzo, realizzato a gradoni lungo i due lati del fabbricato, e un muretto sottoscarpa, con sovrastante struttura tecnica per le utenze) e ne ha chiesto la sanatoria, che il comune non ha concesso per la mancanza del consenso degli altri comproprietari.
Il TAR Pescara ha ritenuto illegittimo il diniego, ponendosi in difformità dalla prevalente giurisprudenza.
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