Di fronte a un abuso edilizio (ai danni del demanio idrico) il Comune deve … andare sino in fondo

05 Mag 2026
5 Maggio 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, in materia di vigilanza edilizia, l’obbligo del Comune non si esaurisce nell’adozione dell’ordinanza repressiva dell’abuso, ma comprende anche il dovere di verificarne l’effettiva ottemperanza e, in caso di inadempimento, di attivare i conseguenti poteri sanzionatori fino all’esecuzione d’ufficio, ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001.

In una fattispecie relativa alla mancata esecuzione di ordinanze di demolizione e di ripristino di opere idrauliche abusive (nella specie, di intubazione e vasche di sedimentazione non conformi, non manutenute e implicanti rischi idraulici) incidenti su un fondo confinante, il proprietario limitrofo, in ragione della vicinitas, è legittimato a sollecitare l’esercizio di tali poteri e ad agire avverso l’inerzia della P.A., il quale integra un silenzio-inadempimento sindacabile in sede giurisdizionale, trattandosi di un’attività vincolata non implicante valutazioni discrezionali.

Post di Alberto Antico – avvocato

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