Vincoli conformativi ed espropriativi: il caso dell’allargamento di una strada comunale
Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione della differenza tra i vincoli espropriativi e i vincoli conformativi, posti dagli strumenti urbanistici.
A seguire, ha esaminato il caso di una previsione di allargamento di una strada comunale, contenuta in una delibera di adozione di una variante semplificata al P.I. ex art. 14-bis l.r. Veneto 11/2004, per l’asserita correzione di un errata trasposizione cartografica. Emergeva però che il PAT comunale non prevedeva il surriferito intervento; la relativa viabilità costituiva un’infrastruttura secondaria e interna a una singola zona, pur collegando più unità immobiliari; il tracciato del previsto ampliamento incideva in modo puntuale sulla proprietà del ricorrente, limitandone le capacità edificatorie; esso era destinato a essere attuato attraverso la realizzazione di un’opera pubblica da parte del Comune, previa espropriazione dei mappali interessati; l’originaria previsione dell’intervento risaliva a quarant’anni prima.
Il TAR ha riconosciuto la natura espropriativa di tale vincolo, che avrebbe dovuto essere introdotto seguendo l’iter ordinario delle varianti al P.I., che consente una piena partecipazione dei soggetti interessati.
La natura conformativa va riconosciuta alla diversa fattispecie della “rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e dei relativi impianti” menzionata dall’art. 7, co. 2, n. 1 l. 1150/1942. L’indicazione di opere di viabilità nel piano regolatore generale comporta, in via ordinaria, un vincolo di inedificabilità delle parti di territorio interessate, che non concreta un vincolo preordinato all’esproprio, a meno che non si tratti, in via eccezionale, di destinazione assimilabile all’indicazione delle reti stradali all’interno e a servizio delle singole zone, come tali riconducibili a vincoli imposti a titolo particolare, di carattere espropriativo. Si veda anche l’art. 13, co. 1, lett. j l.r. Veneto 11/2004, secondo cui le infrastrutture di maggior rilevanza del territorio comunale sono individuate dal Piano di Assetto del Territorio (PAT).
Post di Alberto Antico – avvocato
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