Come deve comportarsi la P.A. di fronte a un’istanza di titolo abilitativo presentata dall’affittuario di un immobile, nonostante l’espressa contrarietà del proprietario?
Il Consiglio di Stato ha affermato che, in caso di dissenso manifestato dal proprietario dell’immobile in ordine alla realizzazione di un determinato intervento edilizio sulla sua proprietà, la P.A. non può essere chiamata a risolvere il conflitto insorto tra il proprietario e il conduttore dell’immobile sulla base della verifica della legittimazione di quest’ultimo alla realizzazione dell’intervento, non potendo sostituirsi al giudice civile nell’accertare a chi spetti ragione. La regola secondo cui i titoli edilizi sono rilasciati «fatti salvi i diritti dei terzi» non esonera la P.A. dal tener conto del dissenso manifestato expressis verbis in sede procedimentale dal proprietario dell’area, pur non essendo tenuta a verificare in via generale la possibile lesione delle posizioni soggettive dei terzi. Né la risoluzione del contrasto tra proprietario e conduttore può essere demandata in via incidentale al G.A. ai sensi dell’art. 8 c.p.a., potendo questi conoscere incidentalmente di questioni relative a diritti soggettivi solo quando ciò sia necessario per decidere sulla questione principale di legittimità amministrativa.
Nel caso di specie, la Regione aveva subordinato la prosecuzione dell’istruttoria finalizzata al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, richiesta dall’affittuaria d’azienda a beneficio di un albergo, alla preventiva acquisizione dell’assenso del proprietario dell’immobile.
Post di Alberto Antico – avvocato

Leave a Reply
Want to join the discussion?Feel free to contribute!