Annullamento della VIA e limiti della pronuncia conformativa del giudice amministrativo
La sentenza del TAR Lazio affronta anche un profilo processuale rilevante: l’annullamento degli atti di VIA non consente al giudice amministrativo di sostituirsi all’amministrazione imponendo il rilascio di un provvedimento già depurato dalle prescrizioni contestate.
Il giudice può annullare il provvedimento illegittimo e indicare i vincoli conformativi che l’amministrazione dovrà rispettare nella riedizione del procedimento. Non può, tuttavia, trasformare tale attività in una decisione amministrativa direttamente adottata in sede giurisdizionale quando residuino valutazioni tecniche e discrezionali spettanti all’autorità competente.
Nel caso esaminato, il TAR ha quindi riconosciuto l’idoneità dell’area, ma ha lasciato alle amministrazioni il compito di pronunciarsi nuovamente sull’istanza, mantenendo ferme le rispettive competenze e ogni ulteriore valutazione compatibile con il principio affermato.
Il principio riguarda la struttura della tutela di annullamento e conformativa e non risulta inciso dalla disciplina sopravvenuta. Nel nuovo quadro normativo dovrà naturalmente essere individuato il procedimento autorizzatorio applicabile al singolo progetto.
Post di Dario meneguzzo – avvocato

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