Pubblici appalti e contratti analoghi
Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che la verifica dell’analogia dei contratti postula un raffronto concreto tra le prestazioni oggetto dell’appalto e quelle già eseguite dal concorrente, al fine di accertare se queste ultime siano effettivamente idonee a dimostrare l’esperienza e il know-how necessari per l’esecuzione della specifica commessa. Tale valutazione rientra nel potere tecnico-discrezionale della stazione appaltante, la quale è chiamata a esprimere un giudizio specialistico circa la pertinenza e l’idoneità delle esperienze pregresse dichiarate. Ne consegue che il sindacato del G.A. su tali può estendersi solo ai casi di manifesta illogicità, irragionevolezza, travisamento dei fatti o errore macroscopico, senza possibilità di sostituire la propria valutazione a quella della P.A.
Solo la similitudine sostanziale e funzionale con l’oggetto dell’affidamento consente di ritenere integrato il requisito del contratto analogo richiesto dalla lex specialis, non potendo ritenersi sufficienti meri elementi di afferenza al medesimo settore di riferimento.
Post di Alberto Antico – avvocato
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