Il TAR Napoli precisa che il Comune non ha l'obbligo, prima di ordinare la demolizione di un'opera abusiva, di verificare se essa sia sanabile, ai sensi dell'articolo 36 del D.P.R. 380 del 2001, se l'interessato non presenta una domanda di sanatoria.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR Napoli aderisce all'orientamento, che sta diventando prevalente, per il quale la presentazione di una domanda di sanatoria non rende inefficace l'ordine di demolizione in precedenza emanato dal Comune, ma ne sospende solo temporaneamente l'efficacia.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Segnalo che nel BUR n. 39 del 24 aprile scorso è stata pubblicata la legge regionale n. 15 del 20 aprile 2018 che, tra le varie cose, contiene anche" Disposizioni di semplificazione e di manutenzione ordinamentale in materia di politiche del territorio" tra cui quelle relative al Regolamento edilizio tipo che saranno oggetto, insieme ad altri temi, del seminario di studio che si svolgerà a Spinea il prossimo 11 maggio. Se può essere utile, allego un estratto della norma.
Nella sentenza in argomento, il Tar Veneto, richiamando una sua precedente pronuncia, rileva che le vertenze in materia di protezione internazionale di cittadini extracomunitari, involgendo diritti fondamentali della persona, sono devolute alla Giurisdizione ordinaria.
Tale regola subisce un’eccezione nel caso di controversie relative ai provvedimenti di revoca delle misure di accoglienza, devolute al Giudice amministrativo nei casi tipizzati dall’art. 23 del D.Lgs. n. 142/2015.
Considerato che l’annullamento del provvedimento del Questore di revoca del permesso di soggiorno per richiesta di asilo non rientra in alcuna delle ipotesi enumerate dal citato art. 23, che l’atto impugnato ha natura meramente dichiarativa e che l’attività esercitata dalla P.A. ha carattere vincolato, sussiste la giurisdizione del Giudice ordinario.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
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Segnaliamo che nella G.U. n. 92 del 20/04/2018 è stato pubblicato il testo del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34 recante: Testo unico in materia di foreste e filiere forestali.
Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo 05/05/2018.
Nella sentenza in argomento, il Tar Veneto chiarisce il concetto di atti meramente confermativi (cd. conferma impropria) e atti confermativi (cd. conferma propria), ribadendo che l’atto meramente confermativo non riapre i termini per impugnare.
Quest’ultimo non rappresenta, infatti, un’autonoma determinazione della P.A., sia pure identica nel contenuto alla precedente, ma solo la manifestazione della decisione dell’Amministrazione di non ritornare sulle scelte già effettuate.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
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Il quadro indiziario dell’infiltrazione mafiosa posto a base dell’interdittiva prefettizia deve dar conto di quei fatti aventi le caratteristiche di gravità, precisione e concordanza, dai quali, sulla base della regola causale del “più probabile che non”, il giudice amministrativo, chiamato a verificare l’effettivo pericolo di infiltrazione mafiosa, possa pervenire in via presuntiva alla conclusione ragionevole della effettiva sussistenza di tale rischio.
Anche le attività soggette al rilascio di autorizzazioni, licenze o a s.c.i.a. soggiacciono alle informative antimafia e che è pertanto superata la rigida bipartizione e la tradizionale alternatività tra comunicazioni antimafia, applicabili alle autorizzazioni, e informazioni antimafia, applicabili ad appalti, concessioni, contributi ed elargizioni
Post di Danielle Iselle – funzionario comunale
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Il permesso di costruire non può essere sottoposto a condizione, sia essa sospensiva o risolutiva, stante la natura di accertamento costitutivo a carattere non negoziale del provvedimento, con la conseguenza che tale titolo, una volta riscontratane la conformità alla vigente disciplina urbanistica, deve essere rilasciata dal Comune senza condizioni che non siano espressamente previste da una norma di legge.
Post di Danielle Iselle – funzionario comunale
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In una propria recente sentenza, il TAR Roma ha temperato l’onere spettante al proprietario di un manufatto abusivo della prova della sua costruzione in epoca antecedente all’obbligo di licenza edilizia. Sostiene infatti che, se il privato porta a sostegno della propria tesi elementi non implausibili e, dall’altra, il Comune fornisca elementi incerti, si possa considerare adempiuto l’onere della prova.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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