Opera abusiva su area demaniale
Il T.A.R. ricorda che sussiste l’obbligo, per il Comune, di disporre la demolizione dell’opera abusiva sita su un’area demaniale, ex art. 35 del d.P.R. n. 380/2001.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che sussiste l’obbligo, per il Comune, di disporre la demolizione dell’opera abusiva sita su un’area demaniale, ex art. 35 del d.P.R. n. 380/2001.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che, in base all’art. 32, co. 5 l. 47/1985, per le opere eseguite da terzi su aree di proprietà di enti pubblici territoriali, in assenza di un titolo che abiliti al godimento del suolo, il rilascio della concessione o dell’autorizzazione in sanatoria è subordinato anche alla disponibilità dell’Ente proprietario a concedere onerosamente, alle condizioni previste dalle leggi statali o regionali vigenti, l’uso del suolo su cui insiste la costruzione. La disponibilità all’uso del suolo, anche se gravato di usi civici, viene espressa dagli Enti pubblici territoriali proprietari entro il termine di 180 giorni dalla richiesta.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che la normativa statale sopravvenuta di cui agli artt. 27, 31 e 35 d.P.R. 380/2001 hanno sostituito la procedura prevista dagli artt. 92 e 95 l.r. Veneto 61/1985, fra l’altro attribuendo al dirigente o al responsabile del competente ufficio comunale la competenza in materia di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia e di interventi repressivi, con esclusione del coinvolgimento di organi politici come il Consiglio Comunale.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che il solo fatto della realizzazione dell’abuso sul suolo di proprietà comunale (o comunque pubblica) giustifica l’irrogazione della misura vincolata ex art. 35 d.P.R. 380/2001, rivolta a tutelare le aree demaniali o di Enti pubblici dalla costruzione di manufatti da parte di privati, senza che si debba accertare l’epoca di tale realizzazione e senza la possibilità di configurare affidamenti tutelabili alla conservazione di una siffatta situazione d’illecito permanente, che il tempo non può legittimare in via di fatto.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il T.A.R. si sofferma sui presupposti giuridico-fattuali che devono sussistere per poter legittimamente attribuire la natura pubblica ad una strada.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che la P.A. non è gravata dell’onere di confutare specificamente tutte le osservazioni presentate dal privato istante, dovendo piuttosto valutarsi la complessiva tenuta della motivazione resa a sostegno dell’atto.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che, nell’ambito dei procedimenti pluristrutturati, la motivazione del provvedimento finale può consistere nel mero richiamo ad una determinazione istruttoria di carattere negativo, che l’Autorità procedente non ritenga di superare.
I procedimenti pluristrutturati sono quelli nei quali la decisione finale da parte dell'amministrazione procedente la legge richiede l'assenso vincolante di un'altra amministrazione.
Post di Alberto Antico – avvocato
Ne ha offerto una pregevole disamina il TAR Veneto: in particolare, la cura dell’interesse pubblico vale anche a dare rilievo, a prescindere da espliciti riconoscimenti normativi, a posizioni giuridiche che eccedono la sfera del singolo e attengono invece a beni della vita a fruizione collettiva della cui tutela un’associazione si faccia promotrice sulla base dei criteri giurisprudenziali della rappresentatività, del collegamento territoriale e della non occasionalità.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che, qualora il privato impugni il solo provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’abuso edilizio, non può sollevare contestazioni sull’effettiva abusività dello stesso, in quanto la precedente ordinanza di demolizione rimasta inoppugnata costituisce un atto presupposto non più aggredibile.
In ogni caso, l’atto di acquisizione gratuita costituisce atto vincolato a fronte dell’inadempimento del privato all’ordinata demolizione, perciò non può essere censurato per difetto di proporzionalità.
Post di Alberto Antico – avvocato
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