Il TAR Veneto afferma che una gru cavalletto bi-trave di notevoli dimensioni che corre su due rotaie, della lunghezza di circa ml 48,00, immerse in fondazioni di c.l.s. affiancate e gettate in opera parallelamente al fronte sud del capannone è soggetta al permesso di costruire.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR spiega perchè respinge il primo motivo di un ricorso e non esamina gli altri.
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Il TAR Catania ha offerto alcuni principi utili sul termine decadenziale entro cui deve essere proposto il ricorso gerarchico ex art. 2 d.P.R. 1199/1971.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Nel caso di specie, una società di telefonia presentava una SCIA per l’adeguamento tecnologico di un impianto di telefonia già esistente; il Comune inibiva la SCIA, poiché la pianificazione comunale permetteva su detto impianto la sola manutenzione.
Il TAR Veneto ha censurato i provvedimenti comunali, analizzando la normativa di settore che offre importanti incentivi al potenziamento e ammodernamento degli impianti di telefonia.
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Lo ha affermato il TAR Palermo: ciò vale sia per le norme di legge, sia per le previsioni del bando di gara.
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La Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei conti, in una deliberazione del 2009, ha spiegato che, ai sensi del Codice civile e del Codice dell’ambiente, gli acquedotti e le fognature, se di proprietà pubblica, fanno parte del demanio idrico accidentale, sono in proprietà dei Comuni e sono oggetto di concessione d’uso in favore dei gestori del servizio idrico integrato.
Pertanto, dette infrastrutture devono essere inserite negli inventari dei Comuni, nella sezione relativa ai beni demaniali.
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Nel caso di specie, la P.A. disponeva l’annullamento d’ufficio di un cofinanziamento dopo sette anni dal rilascio, giustificandosi con il fatto che si trattava di recuperare pubblico denaro.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha invece chiarito che l’art. 21-nonies l. 241/1990 pone un limite temporale per l’autotutela – “entro un termine ragionevole”, nella precedente versione; “comunque non superiore a diciotto mesi”, attualmente – che deve sempre essere rispettato, a prescindere dalla natura del provvedimento e dal peso degli interessi in gioco.
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Il TAR Palermo ha dato atto che esiste un contrasto giurisprudenziale in merito alla Giudice fornito di giurisdizione sulle controversie inerenti la dichiarazione di pubblica utilità che sia carente delle indicazioni dei termini per l’inizio e il compimento delle espropriazioni e dell’opera ex art. 13 l. 2359/1865 (ora, art. 13 d.P.R. 327/2001).
Il TAR ha preso posizione a favore della giurisdizione del G.A.
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Il TAR Palermo ha offerto alcuni principi utili in materia, a partire dall’art. 25 c.c. e dal d.P.R. 361/2000.
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