Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha offerto un’applicazione dell’art. 48, co. 3 c.p.a., spiegando quando è possibile che un ricorso straordinario, trasposto innanzi al Giudice amministrativo, sia restituito alla sede straordinaria.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Pubblichiamo un documento del 17 aprile 2019 della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, riguardante i disegni di legge statale sul contenimento del consumo del suolo.
Il TAR Veneto chiarisce che l'art. 30, c. 3 bis DL 69/2013 proroga la validità (efficacia) delle convenzioni urbanistiche e non quella dei piani attuativi.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR Veneto si discosta in modo chiaro e motivato dalla giurisprudenza secondo la quale il piano attuativo scadrebbe dopo 10 anni a a partire dalla stipulazione della convenzione e afferma che scade dopo 10 anni dalla sua entrata in vigore, che nel Veneto avviene quindici giorni dopo la pubblicazione nell’albo pretorio del comune del provvedimento di approvazione.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che al Consorzio di Bonifica deve essere notificato il ricorso giurisdizionale, qualora l’atto impugnato (diniego di accertamento di conformità) si basi su un suo parere sfavorevole.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. Veneto afferma che il requisito della c.d. doppia conformità previsto dall’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 si applica anche alla CILA in sanatoria.
La sentenza è interessante perché, a monte, riconosce che anche gli interventi edilizi c.d. minori devono essere demoliti se illegittimi e/o abusivi e non suscettibili di sanatoria. Anche in tali casi, infatti, infatti, l’unica sanzione amministrativa ammessa è quella reale della rimessione in pristino, non essendo sufficiente il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria per regolarizzare l’abusività dell’intervento edilizio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che il curatore fallimentare può essere obbligato alle sole misure di prevenzione d’urgenza ex art. 245 Codice dell’ambiente (d.lgs. 152/2006), ma non anche alla rimozione dell’inquinamento da rifiuti ex art. 192, co. 3-4 del Codice.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Piemonte, di recente, ha stabilito sulla giurisdizione applicabile nel caso dell’occupazione abusiva di un’area.
In particolare, e facendo riferimento a una precedente sentenza della Corte di Cassazione, ha affermato che rientra nella giurisdizione del giudice ordinario l’ipotesi di sconfinamento nell’ambito di un’espropriazione (di per sé anche legittima), trattandosi infatti di comportamenti (la trasformazione e/o l’occupazione) di mero fatto, adottati dalla P.A. in carenza assoluta di potere.
L’occupazione c.d. usurpativa, quindi – ossia quella perpetrata in assenza di qualsiasi atto amministrativo giustificante – rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, competente anche a conoscere del successivo risarcimento del danno.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il Consiglio di Stato ha di recente affrontato l’argomento relativo a quale sia la demolizione e ricostruzione che può essere fatta rientrare nel concetto di “ristrutturazione edilizia”.
In particolare, tale è la demolizione e ricostruzione in cui sussista una certa continuità tra l’edificio di partenza, demolito, e quello poi ricostruito: continuità che si manifesta in assenza di variazioni di volume, altezza o sagoma dell’edificio. In assenza di tali corrispondenze, il manufatto ricostruito deve essere qualificato come “nuova costruzione”, con tutte le relative conseguenze giuridiche, anche in ordine alla normativa applicabile.
Ringraziamo l'arch. Fiorenza Dal Zotto per la segnalazione.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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