No alla verifica se l’offerta non è anomala
Il T.A.R. stabilisce che la stazione appaltante non ha affatto l’obbligo si sottoporre a verifica un’offerta che non è anomala, ovvero se non ne presenta i sintomi di insostenibilità.
Il T.A.R. stabilisce che la stazione appaltante non ha affatto l’obbligo si sottoporre a verifica un’offerta che non è anomala, ovvero se non ne presenta i sintomi di insostenibilità.
Una stazione appaltante aveva negato a un concorrente l’accesso alla offerta tecnica presentata dalla aggiudicataria della gara, con la motivazione che si trattava di dati coperti da segreti industriali e brevetti. Il TAR ha ritenuto illegittima la esclusione totale dell’accesso, ordinando di omettere solo le parti coperte da segreti e brevetti.
Il T.A.R. si occupa dell’istituto della revisione dei prezzi delineato dall’art. 115 del Codice Appalti secondo cui: “Tutti i contratti ad esecuzione periodica o continuativa relativi a servizi o forniture debbono recare una clausola di revisione periodica del prezzo. La revisione viene operata sulla base di una istruttoria condotta dai dirigenti responsabili dell’acquisizione di beni […]
Il T.A.R. stabilisce che se un’offerente viene escluso dalla gara, questi non ha più alcun interesse ad impugnare l’aggiudicazione definitiva, perché è equiparata ad un soggetto che non ha mia affettivamente partecipato alla procedura d evidenza pubblica. Ovviamente ciò non si applica se l’esclusione viene impugnata o annullata dalla stazione appaltante.
Il T.A.R. ricorda che l’art. 84, c. 4 e 10 del D. Lgs. n. 16372006 trova applicazione anche per le concessioni di servizi previste dall’art. 30 del Codice Appalti.
Il T.A.R. chiarisce che la qualificazione di un contratto pubblico avviene considerando la causa prevalente, ovvero la prestazione principale.
Il T.A.R. si occupa del rapporto tra il diritto di accesso agli atti e⁄o provvedimenti amministrativi previsto dall’art. 24 della L. n. 241/1990 e quello regolato dall’art. 13 del D. Lgs. n. 163/2006 in materia di atti relativi alle gare pubbliche.
Il T.A.R. affronta il rapporto tra la discrezionalità tecnica riconosciuta alla stazione appaltante nella valutazione delle offerte tecniche ed i poteri attribuiti al Giudice Amministrativo in sede di sindaco giurisdizionale sugli atti di gara.
Il TAR si occupa della “grave violazione”, prevista dall’art. 38 del Codice Appalti, che giustifica l’esclusione dalla gara e ritiene legittima la previsione secondo la quale essa deve eccedere l’importo di 100 euro ed essere contemporaneamente superiore al 5 % dello scostamento tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun periodo di […]
Il T.A.R. afferma che le controversie relative al diritto soggettivo di prelazione collegato ad una procedura ad evidenza pubblica spetta al Giudice Ordinario.
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