Il procedimento di VINCA

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che, in tema di siti protetti appartenenti alla Rete Natura 2000, il parametro valutativo non può che essere informato al principio di sostanziale precauzione; il sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità tecnica resta, perciò, estrinseco e non consente sostituzioni valutative, se non in presenza di manifeste incongruenze.

La disciplina di tutela degli habitat non è condizionata dalla qualificazione edilizia o dall’intensità agronomica dell’intervento, ma dalla sua idoneità a determinare incidenze significative: nel caso di specie, la conversione di praterie magre a coltura specializzata determina, per definizione, perdita e frammentazione dell’habitat, sicché la VINCA appare doverosa.

Comunicazioni informali o atti privi di contenuto abilitante (con cui la Regione abbia dato a intendere che le prescrizioni saranno “leggere”) non radicano un affidamento qualificato idoneo a prevalere su obblighi di protezione ambientale derivanti da fonti sovraordinate; nella materia in esame l’affidamento del privato incontra, peraltro, il limite intrinseco costituito dalla necessità di attuare nel concreto tutti i corollari applicativi derivanti dal principio di precauzione.

La D.G.R.V. n. 1400/2017 disciplina, in linea generale, l’organizzazione e lo svolgimento della VINCA per tutti gli interventi potenzialmente incidenti sui siti Natura 2000, anche quando non soggetti a un autonomo titolo edilizio, in conformità ai principi della normativa di riferimento.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Esito negativo della VINCA da parte della Regione trasmesso ai privati dal Comune

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che non è impugnabile, in quanto non lesivo, l’atto con cui il Comune si limita a trasmettere l’esito negativo del procedimento di VINCA condotto dalla Regione, evidenziando le conseguenti prescrizioni.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Autorizzazioni in materia di rifiuti e ius superveniens

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che in sede di rinnovo delle autorizzazioni per gli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, dev’essere riconosciuta alla P.A., in base al quadro normativo esistente e alla ratio delle norme attributive dei relativi poteri, la facoltà di procedere alla verifica della compatibilità urbanistica e ambientale delle attività oggetto di rinnovo, in relazione alla normativa sopravvenuta in materia ambientale e urbanistica ed ai vincoli medio tempore eventualmente istituiti, tenendo conto che l’oggetto dell’autorizzazione concerne attività potenzialmente inquinanti rispetto alle quali, oltre alle legittime esigenze della produzione (riconosciute e tutelate dall’art. 41 Cost.), deve essere valutata la compatibilità delle predette attività con la tutela del paesaggio, del patrimonio storico e artistico della Nazione e dell’ambiente (art. 9, co. 2 e 3 Cost.).

Post di Alberto Antico – avvocato

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Annullamento in autotutela nella materia ambientale

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il TAR Palermo ha affermato che l’art. 29 d.lgs. 152/2006, cd. codice dell’ambiente, non rappresenta una disposizione di natura speciale rispetto all’art. 21-nonies l. 241/1990, limitandosi a richiamare il generale istituto dell’annullamento d’ufficio così come configurato da quest’ultima norma, il quale detta un paradigma generale del potere di autotutela che può essere derogato solo in presenza di una espressa disposizione di legge che ne regoli in modo diverso l’esercizio. Del resto, la disciplina dettata dall’art. 21-nonies cit. è elastica e capace di adattarsi ai settori connotati dalla presenza di interessi pubblici sensibili, come quelli ambientali, con la conseguenza che il decorso del termine previsto dalla citata disposizione preclude l’esercizio della potestà amministrativa di annullamento prevista dall’art. 29, co. 1 del codice dell’ambiente.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Controlli sulle imprese sociali

21 Feb 2026
21 Febbraio 2026

Con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 21 gennaio 2026 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 41 del 19.02.2026) sono stati approvati modifiche e aggiornamenti alla disciplina attuativa dei controlli sull’impresa sociale.

Il decreto è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-19&atto.codiceRedazionale=26A00791&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Le controversie in materia di mancato pagamento della tassa di soggiorno spettano al Giudice tributario e non alla Corte dei conti

21 Feb 2026
21 Febbraio 2026

Le Sezioni Unite civili della Corte di cassazione hanno affermato che, a seguito della novella di cui all’art. 180 d.l. 34/2020, come convertito nella l. 77/2020 - il quale, introducendo il comma 1-ter all’art. 4 d.lgs. 23/2011, ha individuato i gestori delle strutture ricettive quali responsabili del versamento dell’imposta di soggiorno pagata dai clienti in favore dei Comuni, facendone venir meno la qualifica di agenti contabili - la controversia avente ad oggetto il mancato versamento di detta imposta rientra nella esclusiva sfera della giurisdizione tributaria, dovendosi escludere una concorrente giurisdizione contabile.

Post di Alberto Antico – avvocato

ord. Cass., SS.UU. civili n. 1527-2026

Il visto di conformitĂ  sulle dichiarazioni fiscali

21 Feb 2026
21 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in materia di rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali, l’elencazione delle professioni ordinistiche abilitate, risultante dal combinato disposto dell’art. 35, co. 3 d.lgs. 241/1997 e dell’art. 3, co. 3 d.P.R. 322/1998 ha carattere tassativo e non è suscettibile di estensione interpretativa a favore dei tributaristi, non organizzati in un ordine istituito per legge.

Il visto di conformità può avere un duplice valore legale: a) di attestazione della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione fiscale inviata all’amministrazione finanziaria con la documentazione a questo scopo presentata al professionista dal contribuente e la loro conformità alle disposizioni normative che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d’imposta e lo scomputo delle ritenute d’acconto (cd. visto leggero); b) di attestazione della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione (cd. visto pesante).

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il cessionario di un credito verso il GSE

21 Feb 2026
21 Febbraio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che la qualità di cessionario del credito verso il GSE, in assenza di voltura della convenzione, conferisce esclusivamente la legittimazione a ricevere i pagamenti, ma non quella a ricorrere avverso i provvedimenti di decadenza dagli incentivi, nella misura in cui essi incidano sul solo rapporto incentivante che lega il titolare dell’impianto ed il gestore.

Il GSE non ha l’obbligo di comunicare al cessionario del credito derivante dalla convenzione incentivante l’avvio del procedimento di verifica e di controllo ex art. 42 d.lgs. 28/2011, in quanto soggetto titolare di un mero interesse di fatto. Il cessionario non è destinatario di un effetto diretto del procedimento di verifica, ma solo di un effetto riflesso, e non vi è una previsione legale secondo cui debba intervenire.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Proposte migliorative nell’appalto pubblico di lavori

21 Feb 2026
21 Febbraio 2026

Il TAR Napoli ha affermato che, in materia di appalti pubblici di lavori, nella valutazione delle proposte migliorative, la valorizzazione del criterio di verifica qualitativa in luogo di quello quantitativo rientra nella ampia discrezionalità tecnica della Stazione appaltante, in quanto consente di apprezzare globalmente l’assonanza delle offerte in relazione all’opera nella quale si inseriscono. Tale scelta non è sindacabile nel merito, se conforme alle previsioni e criteri della lex specialis poiché, in quanto tale, non integrante un travisamento.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Se il Comune acquisisce una partecipazione societaria, anche indiretta

21 Feb 2026
21 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che, in base al combinato disposto degli artt. 8, co. 1 e 7, co. 1-2 d.lgs. 175/2016, quando una P.A., nella specie un Comune, acquisisce una partecipazione societaria, anche indiretta, è tenuta ad assolvere agli oneri di motivazione analitica di cui all’art. 5, co. 1-2 d.lgs. cit., con trasmissione della relativa delibera all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (AGCM o Antitrust) e alla Corte dei conti, ancorché detta partecipazione sia stata acquisita per il tramite di una propria società quotata. Ciò perché le PP.AA. possono essere socie, anche indirette, di società di capitali, di diritto comune o quotate, solo se e nella misura in cui dimostrino in modo analitico che tale partecipazione azionaria sia lo strumento necessario e conveniente per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. TAR Veneto n. 110-2026

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