Novità in materia penale

18 Gen 2019
18 gennaio 2019

Il 31 gennaio 2019 entrerà in vigore la legge 9 gennaio 2019, n. 3, recante "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonche' in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici".

La legge prevede misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, introdotte con modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, al codice civile, all'ordinamento penitenziario e ad alcune leggi speciali.

In particolare, con le modifiche al codice penale, la legge:

  • prevede la possibilità di perseguire, senza una richiesta del Ministro della Giustizia e in assenza di una denuncia di parte, i cittadini italiani o stranieri che commettono alcuni reati contro la P.A. all'estero;
  • amplia l'ambito applicativo e inasprisce le pene accessorie conseguenti alla condanna per reati contro la P.A. Si fa riferimento, ad esempio, all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione e all'interdizione dai pubblici uffici, che vengono rese perpetue in caso di condanna superiore a 2 anni di reclusione. L'interdizione dai pubblici uffici permane anche in caso di riabilitazione del condannato, per ulteriori 7 anni. L'incapacità di contrattare con la p.a. è introdotta anche come misura interdittiva, da applicare all'imputato prima della condanna;
  • modifica la disciplina della sospensione condizionale della pena, subordinando la concessione, in caso di delitti contro la P.A., al pagamento della riparazione pecuniaria in favore dell'amministrazione lesa e consentendo al giudice di non estenderne gli effetti alle pene accessorie;
  • consente una più estesa applicazione delle pene accessorie per alcuni reati contro la pubblica amministrazione, eliminando gli automatismi procedurali che ne limitano attualmente l'ambito, ad esempio intervenendo sulla disciplina del patteggiamento;
  • aumenta la durata delle sanzioni interdittive che possono essere comminate alle società e agli enti riconosciuti amministrativamente responsabili di una serie di reati contro la P.A.;
  • aumenta la pena per il delitto di corruzione per l'esercizio della funzione;
  • abroga il delitto di millantato credito, ricomprendendo anche questa condotta nel delitto di traffico di influenze illecite;
  • prevede una causa di non punibilità per colui che collabora con la giustizia, a patto che vi sia una confessione spontanea che intervenga prima che l'interessato abbia notizia di una indagine a suo carico e comunque entro 4 mesi dalla commissione del reato;
  • consente, anche in relazione ai delitti di corruzione, al giudice dell'impugnazione di accertare la responsabilità dell'imputato nonostante la prescrizione del reato al fine di provvedere comunque alla confisca allargata del denaro o dei beni frutto dell'illecito;
  • modifica le fattispecie di corruzione tra privati previste dal codice civile per prevedere la procedibilità d'ufficio.

Sotto il profilo delle indagini penali, la legge interviene per estendere la disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura al contrasto di alcuni reati contro la pubblica amministrazione e consente sempre l'utilizzo delle intercettazioni, anche mediante dispositivi elettronici portatili (cd. trojan), nei procedimenti per reati contro la P.A.

Per quanto riguarda la fase successiva alla condanna penale, la riforma modifica l'ordinamento penitenziario per inserire alcuni delitti contro la pubblica amministrazione nel catalogo dei reati che precludono, in caso di condanna, l'accesso ai benefici penitenziari e alle misure alternative alla detenzione, a meno di collaborazione con la giustizia.

Il provvedimento prevede, anche, una parziale riforma dell'istituto della prescrizione del reato, attraverso la modifica degli articoli 158, 159 e 160 del codice penale. In sintesi, la legge approvata:

  • individua nel giorno di cessazione della continuazione il termine di decorrenza della prescrizione in caso di reato continuato (si tratta di un ritorno alla disciplina anteriore alla legge ex Cirielli del 2005);
  • sospende il corso della prescrizione dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione) o dal decreto di condanna, fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o alla data di irrevocabilità del citato decreto.

L'entrata in vigore della riforma della prescrizione è fissata al 1° gennaio 2020.

Post di Daniele Iselle - funzionario comunale

LEGGE 9 gennaio 2019, n. 3

Associazioni e legittimazione ad agire in materia di previsioni urbanistiche

18 Gen 2019
18 gennaio 2019

Il T.A.R. chiarisce quando sussiste l’interesse e la legittimazione ad agire delle Associazioni per impugnare una previsione urbanistica.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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No alla sanatoria giurisprudenziale

17 Gen 2019
17 gennaio 2019

Il T.A.R. Milano ribadisce, con fermezza, che la sanatoria edilizia richiede la c.d. doppia conformità, non essendo ammissibile la sanatoria giurisprudenziale.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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La differenza tra autotutela e revoca del provvedimento

17 Gen 2019
17 gennaio 2019

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha spiegato la differenza tra annullamento d’ufficio e revoca del provvedimento amministrativo (rispettivamente artt. 21-nonies e 21-quinquies l. 241/1990): il primo ha a che fare con vizi di legittimità del provvedimento, la seconda con una nuova valutazione della sua opportunità.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Quali interventi sono ammessi nel processo amministrativo?

17 Gen 2019
17 gennaio 2019

Il T.A.R. Milano ricorda le tre forme di intervento ammesse nel processo amministrativo, prestando attenzione all’intervento ad adiuvandum del cointeressato.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Seminario sull’inquinamento acustico: Padova 19 gennaio 2019

16 Gen 2019
16 gennaio 2019

Segnaliamo un seminario organizzato dalla Associazione Veneta Avvocati Amministrativisti.

E’ in programma per il 19 gennaio 2019, dalle 10 alle 13, presso la Sala Polivalente in Padova, via Diego Valeri 17, il seminario dal titolo “L’inquinamento acustico: dai piani di classificazione acustica, alle ordinanze contingibili ed urgenti, ai piani di risanamento acustico. I profili amministrativistici e civilistici” che vedrà come relatori Matteo Ceruti, Vincenzo Pellegrini e Pierfrancesco Zen.

E’ stato richiesto l’accreditamento al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Padova ai fini della formazione professionale.

Non è necessaria alcuna prenotazione ed il seminario è totalmente gratuito.

Le leggi regionali possono disciplinare interventi edilizi in deroga alla pianificazione comunale

16 Gen 2019
16 gennaio 2019

Lo ha affermato la Corte costituzionale, poiché alle Regioni deve essere consentito di esercitare la loro competenza legislativa concorrente in materia di governo del territorio ex art. 117, co. 3 Cost.

Si ringrazia sentitamente il dott. Roberto Travaglini per la segnalazione.

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Relazione tra norme comunali di edilizia-urbanistica e norme statali di tutela dall’elettromagnetismo

16 Gen 2019
16 gennaio 2019

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che i regolamenti comunali in materia edilizia e urbanistica non possono essere utilizzati in elusione della normativa statale sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Legge regionale sul recupero dei vani e locali accessori e VAS

16 Gen 2019
16 gennaio 2019

Una legge della Regione Abruzzo dispone che il recupero dei vani e locali accessori situati in edifici esistenti o collegati, anche pertinenziali, nonché dei vani e locali seminterrati è possibile anche in deroga o in assenza degli strumenti urbanistici comunali, nel rispetto della normativa ambientale e dei princìpi fondamentali della disciplina urbanistica ed edilizia nazionale, secondo minute prescrizioni edilizie.

La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata dal Governo perché la legge violerebbe le norme statali in materia di verifica di assoggettabilità alla VAS: tale legge, infatti, detta prescrizioni di contenuto concreto, tali da non incidere sulla pianificazione territoriale comunale, né sulla tutela ambientale.

Si ringrazia sentitamente il dott. Roberto Travaglini per la segnalazione.

Pubblichiamo anche una nota dell'ANCE sul punto.

ANCE - Recupero edilizio in deroga ai piani urbanistici vigenti - Corte cost 245-2018

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I parametri di costituzionalità delle leggi regionali contenuti nella Legge quadro sulle aree protette

16 Gen 2019
16 gennaio 2019

La Corte costituzionale ha affermato che alcune norme della Legge quadro sulle aree protette (l. 394/1991) costituiscono parametri interposti di costituzionalità per le leggi regionali.

In particolare, si tratta: 1) della norma che dispone l’adozione di regolamenti a disciplina delle aree naturali protette regionali (art. 22, co. 1, lett. d l. cit.); 2) del divieto di caccia nei parchi naturali regionali e nelle riserve naturali regionali (art. 22, co. 6 l. cit.).

Si ringrazia sentitamente il dott. Roberto Travaglini per la segnalazione.

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