Non si forma il silenzio assenso sulla domanda di condono edilizio nella zona del vincolo cimiteriale

20 Mag 2026
20 Maggio 2026

Lo precisa il TAR Veneto, ricordando che il vincolo afferente alla fascia di rispetto cimiteriale costituisce “un vincolo di inedificabilità assoluta, il quale, sussistendo al momento della valutazione dell'amministrazione sull'istanza di condono, integra un elemento preclusivo del condono ai sensi dell'art. 32,comma 27, lett. d), l. 326/03” (T.A.R. Campania, Salerno, Sez. III, 3 ottobre2024, n. 1786).

La situazione non cambia se il vincolo sia stato apposto dopo la realizzazione delle opere.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Il piano regolatore portuale (PRP)

20 Mag 2026
20 Maggio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che sussiste tanto il requisito della legittimazione, quanto quello dell’interesse a ricorrere in capo ai cittadini, residenti nel quartiere ove è stata disposta la ricollocazione dei depositi chimici in ambito portuale (contenenti sostanze infiammabili e pericolose), in esito ad una procedura urbanistica di modifica del piano regolatore portuale (PRP) ad impugnare gli atti di tale procedura, avuto riguardo alla distanza delle abitazioni (circa 300-350 metri) dal sito e alla rilevanza dell’intervento, ricadente nel campo di applicazione del decreto del Ministero dell’interno 31 luglio 1934 e del d.lgs. 105/2015 (Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose). L’interesse a ricorrente è da ritenersi sussistente in capo ai soggetti le cui abitazioni si trovano a una distanza superiore rispetto a quella ordinariamente necessaria per configurare la vicinitas nell’impugnazione dei titoli edilizi, da un lato in quanto l’intervento, per le sue caratteristiche intrinseche, è suscettibile di incidere su un’area più vasta; dall’altro in ragione dell’aumento dei carichi ambientali - cui si aggiunge la tutela della salute, avuto riguardo al possibile rischio di esplosioni e di emissioni nocive - oltre, per i soggetti proprietari, alla perdita di valore degli immobili.

È possibile il ricorso allo strumento semplificato dell’adeguamento tecnico funzionale (ATF) del PRP in presenza di modifiche che non alterino in modo sostanziale il piano medesimo, ai sensi dell’art. 5, co. 5 l. 84/1994. È pertanto illegittimo il ricorso a tale procedura semplificata, ove, all’esito dell’istruttoria, risulti che le modifiche proposte, inerenti anche alla ricollocazione dei depositi chimici in ambito portuale, presentino un potenziale notevole impatto ambientale, tale da richiedere almeno la verifica di assoggettabilità a VIA di competenza statale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Questionario SOGEI per gli Enti locali

19 Mag 2026
19 Maggio 2026

Con il decreto del MEF – Ragioniere generale dello Stato del 30 aprile 2026 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 113 del 18.05.2026), è stata comunicata la data in cui è reso disponibile sul sito internet Opencivitas della SOGEI il questionario unico FC100 per i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità montane delle Regioni a statuto ordinario e per i Comuni e Unioni di Comuni della Regione Siciliana ai fini del monitoraggio e della revisione dei fabbisogni standard relativi alle funzioni fondamentali.

La restituzione del questionario dovrà avvenire entro 60 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale, mediante invio a mezzo telematico, secondo le modalità che saranno rese note nel sito internet Opencivitas.

Il decreto è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-18&atto.codiceRedazionale=26A02412&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Inasprimento della tutela penale dell’ambiente

19 Mag 2026
19 Maggio 2026

Con il d.lgs. 21 aprile 2026, n. 81 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 113 del 18.05.2026), in vigore dal 02.06.2026, è stata data attuazione alla direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, che sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.
Il d.lgs. 81/2026 è consultabile al link:
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-18&atto.codiceRedazionale=26G00096&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Il vincolo cimiteriale, anche se sorto dopo la realizzazione delle opere abusive, impedisce il condono edilizio

19 Mag 2026
19 Maggio 2026

Lo dice una sentenza del TAR Veneto, invocando la inedificabilità assoluta conseguente al vincolo cimiteriale.

A mio parere, però, il condono sarebbe ammissibile, se rientrasse nei limiti previsti dall'ultimo comma dell'articolo 338 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, il quale stabilisce che: "All'interno della zona di rispetto per gli edifici esistenti sono consentiti interventi di recupero ovvero interventi funzionali all'utilizzo dell'edificio stesso, tra cui l'ampliamento nella percentuale massima del 10 per cento e i cambi di destinazione d'uso, oltre a quelli previsti dalle lettere a)b)c) e d) del primo comma dell'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457

Post di Dario Meneguzzo - avvocato 

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Comproprietario non responsabile degli abusi edilizi

19 Mag 2026
19 Maggio 2026

Il TAR Veneto ha rilevato l’irragionevolezza della decisione della P.A. che, in sede di ordinanza di demolizione, parificava tra loro quali destinatari tutti i comproprietari di un’area interessata da lavori eseguiti da uno solo di essi, il quale però era stato individuato esattamente e che dunque poteva essere considerato il responsabile principale nell’ipotesi di opere sine titulo.

Il TAR ha evidenziato i riflessi sulla responsabilità penale di questa situazione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Opere al grezzo

19 Mag 2026
19 Maggio 2026

Il TAR Veneto precisa che per “opere al grezzo” si devono intendere quegli edifici in cui sia stato eseguito il rustico e completata la copertura, incluse le tamponature laterali (in modo tale da identificare chiaramente la volumetria del fabbricato); se queste ultime mancano, un eventuale completamento deve essere qualificato non come manutenzione, ma come nuova costruzione.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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La privativa comunale nella gestione dei rifiuti urbani

19 Mag 2026
19 Maggio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il regime di privativa comunale nella gestione dei rifiuti urbani si applica esclusivamente ai rifiuti destinati allo smaltimento e non si estende alle attività di recupero, che sono invece soggette al principio di libera concorrenza. È pertanto illegittimo il divieto imposto ad un impianto di recupero rifiuti di ricevere rifiuti urbani se non per il tramite del gestore del servizio pubblico, trattandosi di attività che rientra nel regime di libero mercato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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E poi ci sono gli sfortunati con una parziale difformità non da un titolo edilizio, ma dal catasto

18 Mag 2026
18 Maggio 2026

Come diceva il saggio: "nella vita non bisogna mai lamentarsi, perchè c'è sempre qualcuno che sta peggio".

Capita spesso che il proprietario di una casa si accorga, magari anche dopo 70 anni, che la sua casa presenta una difformità dal titolo edilizio a suo tempo rilasciato, inquadrabile nel concetto di parziale difformità, e che si lamenti perchè deve spendere soldi per sanarla.

Ci sono vari istituti previsti dal DPR 380 del 2001 che consentono di sanare le parziali difformità, a certe condizioni: l'articolo 36, il 36 bis e il 34 ter.

Anche l'articolo 34, comma 2, più noto come fiscalizzazione, si applica alla parziale difformità: tecnicamente non sarebbe una sanatoria, ma ormai è equiparabile, perchè dà lo stato legittimo.

Però, se la casa non è stata costruita in forza di un titolo edilizio (perchè in quel tempo in quella zona non serviva), l'articolo 9-bis, comma -bis rinvia ai dati catastali, stabilendo che: "Per gli immobili realizzati in un'epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto".

In concreto che cosa capita spesso? Capita che le informazioni catastali di primo impianto non corrispondano allo stato reale dell'edificio, il quale, rispetto ai dati catastali, presenta difformità che sarebbero inquadrabili nel concetto di parziale difformità sanabile, se un titolo edilizio ci fosse.

La conseguenza è che, chi si trova in questa situazione, non può sanare la difformità, perchè la legge ricollega la sanabilità alla difformità da un titolo edilizio e non a quella dai dati catastali.

E questa è una evidente ingiustizia (o, se preferite, una sfortunata evenienza).

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Adeguamento alla nuova normativa UE in materia di ripristino della natura

18 Mag 2026
18 Maggio 2026

Con il d.lgs. 8 aprile 2026, n. 80 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 112 del 16.05.2026), in vigore dal 31.05.2026, sono state approvate alcune disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al reg. (UE) 2024/1991, sul ripristino della natura, che modifica il reg. (UE) 2022/869.

Il d.lgs. 80/2026 è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-05-16&atto.codiceRedazionale=26G00095&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

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