Sulla repressione degli abusi edilizi
Il T.A.R. fa il punto sugli approdi giurisprudenziali in materia di repressione degli abusi edilizi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. fa il punto sugli approdi giurisprudenziali in materia di repressione degli abusi edilizi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Segnaliamo sulla questione una sentenza del TAR Veneto.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il TAR Veneto afferma che le diffide a demolire ex art. 35 del d.P.R. n. 380 del 2001 sono atti lesivi autonomamente impugnabili, ma, se poi viene emessa una ordinanza di demolizione, deve essere impugnata anche questa e il primo ricorso avverso la diffida diventa improcedibile per carenza di interesse.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il T.A.R. ricorda la nozione di soggetto c.d. controinteressato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Si pubblica il parere del Consiglio di Stato n. 2942 del 2018, con il quale si fornisce un’interpretazione delle Linee guida ANAC sull’applicabilità del Codice degli appalti (d.lgs. 50/2016) alle opere di urbanizzazione a scomputo.
Il parere muove da un assunto: bisogna calcolare complessivamente tutte le opere di urbanizzazione (primarie e secondarie) al fine di collocarle sopra o sotto le soglie rilevanti per la normativa in materia di gare pubbliche.
Inoltre, si distinguono le opere di urbanizzazione primaria in funzionali e non funzionali, traendo spunto dalla norma sull’affidamento diretto di tali opere al titolare del Permesso di Costruire ex art. 16, co. 2-bis T.U. edilizia (d.P.R. 380/2001).
Tale distinzione, però, non viene spiegata con chiarezza dalle leggi, né viene approfondita nel parere: è facile immaginare che ne nasceranno plurime interpretazioni.
Ad ogni modo, si tenta in estrema sintesi di esporre le conclusioni del Consiglio di Stato.
1.1. Se ne deduce che si dovrà applicare il Codice degli appalti per le opere di urbanizzazione primaria non funzionali e per quelle secondarie.
2.1. Tuttavia, vi potrà essere affidamento diretto ex art. 16 T.U. edilizia per il solo lotto relativo alle opere di urbanizzazione primaria funzionali, qualora esso sia di valore inferiore ad un milione di euro e non superi il 20% di tutte le opere a scomputo addossate al titolare del PdC.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Milano fa il punto sul rapporto tra l’impugnazione del titolo edilizio ed il criterio de c.d. vicinitas.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda l’ampia discrezionalità amministrativa del Prefetto sul diniego del rinnovo del porto d’armi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Piemonte ha recentemente ribadito la propria linea interpretativa in merito agli obblighi di bonifica, sussistenti in capo al commissario liquidatore del fallimento: infatti, come già affermato, lo status di detentore dei rifiuti secondo il diritto comunitario (derivante dal rapporto di disponibilità tra i beni del patrimonio del fallito e il commissario) ne comporta l’obbligo di messa in sicurezza, rimuovendo gli stessi e destinandoli a smaltimento o recupero. Inoltre, il Giudice ribadisce come tale obbligo rientri nel genus delle precauzioni, non rivestendo finalità sanzionatoria o ripristinatoria, e non richiedendo quindi l’individuazione dell’eventuale responsabile.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Il TAR Veneto afferma che la procedura abilitativa semplificata di cui all’art. 6 del Dlgs. 28 del 2011, di competenza comunale, non è idonea a autorizzare un impianto alimentato da fonti energetiche rinnovabili in zona agricola, perchè manca la compatibilità urbanistica.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il T.A.R. Brescia fa un’ampia disamina dell’istituto dell’accesso agli atti previsto dalla l. n. 241/1990.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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