Il TAR Veneto ha affermato che le previsioni del PAT, che è un atto di pianificazione generale, prevalgono su quelle dei Piani precedenti, qualora queste ultime contenessero delle limitazioni allo sviluppo edilizio ed urbanistico superate dal PAT.
Questo principio trova eco nell’art. 48, co. 5-bis l.r. Veneto 11/2004 ss.mm.ii., secondo cui a seguito dell’approvazione del primo PAT, il PRG vigente, per le parti compatibili con il PAT stesso, diviene P.I.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Recentemente il TAR Veneto ha ribadito che lo spargimento di ghiaia non può essere considerato, ai fini del pagamento dell’oblazione a titolo di condono, quale manutenzione straordinaria, ma piuttosto quale opera costruita in assenza o difformità dal titolo (con relativo aumento dell’oblazione dovuta).
Si tratta, infatti, di una trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio: la decisione del TAR, peraltro, è stata determinata sia dall’estensione dello spargimento di ghiaia, sia dalla funzione che tale spargimento aveva, nel caso di specie.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda che, nelle gare pubbliche, l’attribuzione dei punteggi è frutto di discrezionalità tecnica censurabile dinanzi al G.A. solo per vizi macroscopici.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto si è espresso su quale sia la sopravvenuta carenza di interesse che può comportare l’improcedibilità del ricorso.
In particolare, ha rilevato che non sempre un provvedimento successivo che fa salvo l’interesse della parte ricorrente rilevante nel giudizio può comportare tale sentenza in rito: difatti, se il medesimo è inserito all’interno di un’attività provvedimentale confusa e contraddittoria della P.A., potrebbe permanere l’interesse alla decisione.
Per ottenere una pronuncia di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, infatti, è necessario che la situazione sopravvenuta sia tale da privare di qualsiasi utilità residua (anche strumentale) la pronuncia sul merito.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha recente espresso alcune proprie considerazioni in merito alla natura e alla disciplina degli atti unilaterali d’obbligo provenienti dai privati.
In particolare:
- in quanto alla natura, essi devono essere qualificati come atti unilaterali ex art. 1333 c.c.; di conseguenza, tale loro natura comporta che l’atto diventa irrevocabile una volta giunto a conoscenza del destinatario e, dunque, non ne è ammissibile la revoca;
- potrebbero eventualmente essere qualificati come proposta contrattuale; in ogni caso una revoca successiva al rilascio del titolo edilizio non sarebbe possibile, in quanto tale titolo costituirebbe accettazione per atti concludenti;
- l’assunzione di obblighi sulla base di norme poi stralciate in sede di approvazione dello strumento urbanistico costituisce assunzione e accettazione del rischio da parte del privato, in assenza di una clausola specifica che subordini il pagamento all’approvazione del medesimo;
- il pagamento di eventuali oneri sulla base di norme poi stralciate non costituisce una dazione priva di causa (e, pertanto, soggetta a restituzione), in quanto si fonda sulla facoltatività e sulla volontarietà del pagamento medesimo nonché sulla possibilità per le PP.AA. di concludere accordi sostitutivi del procedimento.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha spiegato l’onere motivazionale in capo alla Soprintendenza, al momento del rilascio di un provvedimento di compatibilità paesaggistica.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha chiarito la natura del verbale della seduta in cui la P.A. adotta un provvedimento amministrativo: i due atti restano distinti, al punto che, salva diversa previsione di legge, il verbale può essere redatto anche a giorni di distanza, senza che ne risulti inficiato il provvedimento amministrativo.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha recentemente ricordato il principio per cui la mancata impugnazione degli atti successivi (inclusa la Variante al PRG) che confermino, ovvero addirittura aggravino, la posizione del ricorrente, comporta la improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
Questo rileva anche quale comportamento ex artt. 30, co. 3 c.p.a. e 1227, co. 2 c.c., che escludono la possibilità di risarcimento del danno anche nel caso in cui non vengano diligentemente esperiti tutti i mezzi di tutela che l’ordinamento mette a disposizione.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Recentemente il TAR Veneto ha affrontato la questione dell’adozione di un piano attuativo per silenzio-assenso ai sensi dell’art. 20 l. R.V. n. 11/2004, ribadendo come il termine di 75 giorni previsto dal legislatore regionale per la formazione dei PUA sia da considerarsi perentorio.
Quindi, nel caso tale termine scada senza che sia stato adottato il piano attuativo, lo stesso si deve considerare approvato per silenzio-assenso ex art. 20, co. 4 l. R.V. n. 11/2004: è pertanto illegittima la restituzione del piano oltre il termine, dovendo al contrario il Comune proseguire con la successiva fase procedimentale di pubblicità.
È comunque salvo il potere della P.A. di approvare un piano diverso, ma solo a seguito degli eventuali diversi apporti procedimentali che vengano acquisiti nella fase delle osservazioni.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 42 TUEL (d.lgs. 267/2000): spetta al Consiglio comunale deliberare su “acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni…”, residuando alla Giunta il potere di adottare gli atti di stretta esecuzione.
Si segnala che il TAR aderisce a quel filone giurisprudenziale, secondo cui il vizio di incompetenza va deciso per primo e, se accolto, assorbe ogni altra censura: questo principio, però, offre una scarsissima garanzia al privato, perché non sprigiona il vincolo conformativo alla decisione del G.A. nei confronti della successiva riedizione del potere da parte della P.A. competente.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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