Come si fa a stabilire se un edificio ante 1967 fosse ubicato fuori dal centro abitato

11 Lug 2019
11 luglio 2019

L'articolo 31 della L. 1150/1942 stabiliva che: "Chiunque intenda eseguire nuove costruzioni edilizie ovvero ampliare quelle esistenti o modificare la struttura o l’aspetto nei centri abitati ed ove esista il piano regolatore comunale, anche dentro le zone di espansione di cui al n. 2 dell’art. 7, deve chiedere apposita licenza al podestà del Comune".

La legge 765/1967 (nota come "legge ponte") ha esteso la necessità della licenza edilizia a tutto il territorio comunale e non solo all'interno dei centri abitati.

Una sentenza del TAR Veneto aiuta a capire come si fa a stabilire se un edificio anteriore al 1967 sia stato realizzato fuori dal centro abitato e chi deve provarlo: la questione è importante per capire se, in mancanza di un titolo, l'immobile sia da considerare abusivo.

Vanno tenute presenti due questioni collegate: 1) in alcuni comuni la necessità di munirsi di un titolo edilizio anche fuori dal centro abitato risale a prima del 1967, in forza dei regolamenti comunali dell'epoca; 2) nessuno (che io sappia) ha ancora affrontato un'altra questione  molto particolare: cosa succede se, prima del 1967, fuori dal centro abitato, in un comune nel quale non serviva alcun titolo edilizio in quell'area, per qualche ragione (che adesso magari non comprendiamo) sia stato ugualmente chiesto e ottenuto un titolo edilizio e poi l'edificio sia stato realizzato in modo difforme dal titolo? E' un abuso o no?

Post di Dario Meneguzzo - avvocato


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5 replies
  1. Daniele Marangoni says:

    Se non ho letto male i commenti, già in fase di agibilità espressamente rilasciata nel 1968 (magari con sopralluogo del Comune) era nota la difformità; ritengo che se al tempo non è stata intrapresa alcuna azione da parte del Comune la pratica sia da considerare “sanata” anche per affidamento del proprietario.

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  2. Fiorenza Dal Zotto says:

    Potrebbe essere utile sapere chectipo di strumento urbanistico comunale fosse in vigore in quegli anni. Alcuni regolamenti consentivano anche modeste variazioni rispetto al progetto autorizzato e, se le vari azioni possono neocon dirsi incontrovertibilmente val boro esso costruttivo dell’edificio originario quali, a titolo e semplici focatico, la traslazione vello edificio all’interno de, lotto, potrebbe forse argomentarsi che non costituisce una difformità …..in questi casi, È anche importante, a mio avviso, verificare l’accatastamento. E l’eventuale descrizione dell’immobile contenuta negli atti di vendita, se ve ne sono.

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  3. Dario Meneguzzo says:

    È un caso che fuoriesce da ogni schema che studiamo all’università e non ricordo di avere mai letto sentenze su questioni simili. È difficile però non tenere conto del fatto che un titolo c’era e che l’opera è difforme.

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  4. Ronny Villanova says:

    Buongiorno,
    infatti sarebbe interessante affrontare proprio la seconda questione perchè, probabilmente per poteri di preveggenza di cui è dotato Dario, mi è stato posto un caso del genere: edificio autorizzato nel 1966 in base a licenza edilizia (anche se il tecnico del privato afferma che l’edificio ricadeva all’esterno del centro abitato e quindi con presunto obbligo di richiedere la licenza solo dal 1967) e agibilità del fabbricato (che risulta difforme per alcune parti già dall’origine) rilasciata nel 1968.

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