Il Comune non ha l’obbligo di apporre, su richiesta del gestore, il vincolo preordinato all’esproprio per le stazioni radio base

26 Mag 2026
26 Maggio 2026

In un post del 20 maggio 2026 abbiamo pubblicato una sentenza del TAR Brescia chiedendoci se il comune abbia l'obbligo di apporre, su richiesta del gestore, il vincolo preordinato all'esproprio per le stazioni radio base.

Alla domanda risponde ora il TAR Marche, dicendo che non si tratta di un obbligo, ma di una valutazione discrezionale da parte del Comune.

Nel caso specifico l'impianto era già stato realizzato in precedenza dal gestore in forza di un contratto di locazione col proprietario dell'area, ma questi, una volta scaduto il contratto, si era rifiutato di rinnovarlo e aveva promosso una azione di sfratto per finita locazione.

Il gestore aveva chiesto al Comune di apporre il vincolo preordinato all'esproprio, ma il Comune aveva respinto la richiesta.

Ricordiamo che il comma 3 dell’art. 51 del codice delle Comunicazioni prevede che “Per l’acquisizione patrimoniale dei beni immobili o di diritti reali sugli stessi necessari alla realizzazione degli impianti e delle opere di cui ai commi 1 e 2, l’operatore, previa apposizione del vincolo preordinato all’esproprio da parte dell’autorità competente ai sensi degli articoli 8, comma 1, lettera a), 9 e 10 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, può esperire la procedura per l’emanazione del decreto di esproprio prevista dal precitato decreto…”, attribuendo così all’operatore la qualifica di “autorità espropriante”.

L’art. 44 del comma 1-bis aggiunge che “Le disposizioni dell’articolo 51, comma 3, sono applicabili anche nei casi in cui gli impianti e le opere di cui al comma 1 del presente articolo risultino già realizzate su beni immobili detenuti dagli operatori in base ad accordi di natura privatistica”.

Il TAR ha sottolineato che il potere di espropriare la proprietà privata per finalità di pubblico interesse è un potere discrezionale per eccellenza e va esercitato bilanciando i contrapposti interessi.

Il TAR ha esaminato varie questioni, tra cui la rilevanza del giudicato civile di restituzione dell'area e del piano comunale delle antenne, affermando che non è detto che il piano comunale debba sempre cedere di fronte alla pianificazione del gestore.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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