Il demanio idrico e il (severissimo) vincolo idraulico

03 Giu 2026
3 Giugno 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che il demanio idrico fa parte del demanio necessario statale, ai sensi degli artt. 822 e 824 c.c., con conseguente esclusione della configurabilità di un demanio idrico comunale: gli Enti locali possono essere titolari solo di beni appartenenti al demanio accidentale, tra cui non rientrano i corsi d’acqua.

Il divieto di realizzare fabbricati, scavi o smovimenti del terreno a distanza inferiore a dieci metri dal piede degli argini (stabilito dall’art. 96, co. 1, lett. f r.d. 523/1904) ha carattere assoluto e inderogabile, essendo diretto a garantire il libero deflusso delle acque e le operazioni di manutenzione a tutela della sicurezza pubblica. Un’eventuale deroga da parte della normativa locale (anche mediante strumenti urbanistici come il PRG) è legittima solo se la disposizione è espressamente e specificamente dedicata alla regolamentazione della tutela delle acque e tiene analiticamente conto delle peculiari condizioni locali del flusso idrico e degli argini rispetto alla regola statale.

La realizzazione di recinzioni perimetrali stabili costituite da muri di cinta di ragguardevoli dimensioni (quali pannelli in calcestruzzo prefabbricati di altezza pari o superiore a due metri) configura una nuova edificazione soggetta al rilascio del permesso di costruire e non rientra nell’edilizia libera. Di conseguenza, la loro indebita collocazione all’interno della fascia di rispetto idraulica di dieci metri impone l’adozione di un provvedimento repressivo o conformativo da parte della P.A., a prescindere da precedenti prescrizioni generiche imposte unicamente ai fini della sicurezza del sito.

L’Autorità idraulica conserva un potere generale, ai sensi della successiva lett. g art. cit., di imporre prescrizioni o interventi di ripristino anche ulteriori rispetto alle distanze legali, in base a valutazioni tecnico-discrezionali volte alla tutela della sicurezza idraulica e dell’integrità del corso d’acqua. È legittima l’imposizione di specifiche modalità di recinzione e di gestione dell’area per evitare interferenze con il deflusso delle acque.

La realizzazione e il mantenimento di attraversamenti su corsi d’acqua demaniali richiedono un’apposita concessione, anche in sanatoria, attesa la natura pubblica del bene e il vincolo idraulico.

È inammissibile l’impugnazione di un provvedimento amministrativo meramente attuativo o vincolato, quando non sia stato impugnato l’atto presupposto come un parere vincolante (nella specie, un parere idraulico).

Post di Alberto Antico – avvocato

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