L’ordinanza di demolizione dell’abuso va mandata al proprietario attuale: se non colpevole non costituisce titolo per l’acquisizione

13 Nov 2014
13 Novembre 2014

Il TAR Veneto precisa che il proprietario attuale non colpevole dell'abuso è passivamente legittimato rispetto al provvedimento di demolizione, essendo tenuto alla sua esecuzione indipendentemente dall'aver materialmente concorso alla perpetrazione dell'illecito; pertanto, l'estraneità del proprietario agli abusi edilizi commessi sul bene da un soggetto che ne abbia la piena ed esclusiva disponibilità non implica l'illegittimità dell'ordinanza di demolizione o di riduzione in pristino dello stato dei luoghi, emessa nei suoi confronti, ma solo l'inidoneità del provvedimento repressivo a costituire titolo per l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area di sedime sulla quale insiste il bene.

Si legge nella sentenza n. 1364 del 2014: "per le ulteriori censure, va considerato che, secondo il costante insegnamento, destinatario dell’ordine di demolizione, in presenza di opere eseguite in assenza di titolo edilizio e di autorizzazione paesaggistica (come nel caso di specie), è il soggetto che è identificabile come l’attuale proprietario dell’area sulla quale insistono gli abusi (anche se non coincidente con il materiale responsabile degli stessi) al quale quindi correttamente è rivolto l’ordine di demolizione, affinchè possa ripristinare lo stato dei luoghi;

infatti, (cfr. ex pluris, T.A.R Emilia-Romagna, Bologna, n. 502/2013), il proprietario è passivamente legittimato rispetto al provvedimento di demolizione, essendo tenuto alla sua esecuzione indipendentemente dall'aver materialmente concorso alla perpetrazione dell'illecito;

pertanto, l'estraneità del proprietario agli abusi edilizi commessi sul bene da un soggetto che ne abbia la piena ed esclusiva disponibilità non implica l'illegittimità dell'ordinanza di demolizione o di riduzione in pristino dello stato dei luoghi, emessa nei suoi confronti, ma solo l'inidoneità del provvedimento repressivo a costituire titolo per l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area di sedime sulla quale insiste il bene;

che inoltre il Comune, in presenza di accertati abusi, è tenuto alla applicazione delle sanzioni amministrative ripristinatorie, indipendentemente dall’analogo ordine impartito dall’autorità giudiziaria in sede penale".

Dario Meneguzzo - avvocato

sentenza TAR Veneto 1364 del 2014

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