Accesso agli atti e reato di rivelazione di segreti d’ufficio
La Corte di cassazione penale ha affermato che non integra il delitto di rivelazione di segreti di ufficio ex art. 326 c.p. la comunicazione di un atto a un privato titolare del diritto ad esserne informato, effettuata in violazione della sola disciplina sulle modalità di esercizio del diritto d’accesso, posto che queste ultime non incidono sulla segretezza dell’atto, ma unicamente sul procedimento mediante il quale un atto ostensibile viene materialmente a conoscenza del titolare del diritto all’accesso.
Post di Alberto Antico – avvocato

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