L’ordinanza di demolizione di una centralina elettrica abusiva va impugnata davanti al TSAP
Segnaliamo sulla questione una sentenza del TAR Veneto.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Segnaliamo sulla questione una sentenza del TAR Veneto.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il T.A.R., con precipuo riferimento all’art. 30 del D. Lgs. n. 50/2016, come di recente modificato dal D. Lgs. n. 56/2017, afferma che, di regola, il correttivo non ha effetti retroattivi, perché non si limita a chiarire l’interpretazione delle norme, ma è dotato di valore innovativo. Nella stessa sentenza il Collegio afferma che i CCNL non rilevano in sede di esclusione ma, semmai, in sede di congruità dell’offerta (rectius: in sede di valutazione dell’anomalia).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. afferma che un’offerta deve essere esclusa se non rispetta i trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legg, quali il CCNL.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Trento ricorda gli approdi giurisprudenziali in materia di porto dì’armi, specifcando quali reati sono ostativi al rilascio/rinnovo del porto d’armi, ex art. 43, comma 1, del TULPS, nonostante il lungo lasso di tempo intercorso ed in presenza del provvedimento di riabilitazione
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto torna sulla non sufficienza della mera "vicinitas" come criterio per radicare la legittimazione a ricorrere avverso un titolo edilizio o una previsione urbanistica che riguarda il vicino.
Tuttavia la posizione risulta adesso temperata dalla affermazione che la vicinitas può ritenersi sufficiente a radicare la legittimazione del confinante solo quando la modifica del preesistente assetto edilizio debba ritenersi ictu oculi, ovvero sulla scorta di sicure base statistiche tratte dall'esperienza, pregiudizievole per la qualità  (urbanistica, paesaggistica, ambientale) dell'area in cui insiste la proprietà del ricorrente, ovvero sia suscettibile di comportarne un deprezzamento commerciale.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il TAR Friuli Venezia Giulia si occupa di alcuni interventi liberalizzati a seguito dell’entrata in vigore degli artt. 2 e 13, comma 3, del D.P.R. n. 31 del 2017.
In particolare non è necessaria l’autorizzazione paesaggistica al fine di poter occupare il suolo pubblico antistante un bar con elementi di arredo quali tavoli, sedie, fioriere e ombrelloni.
Il T.A.R. rciorda che, accanto alla c.d. verifica obbligatoria di anomalia, permane quella c.d. facoltativa, ex art. 97, c. 6 del D. Lgs. n. 50/2016. Nella stessa sentenza, inolte, afferma che la c.d. riparametrazione si applica solo se è espressamente prevista nel bando di gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che le valutazioni della Commissioen di gara sono caratterizzate da doiscrezionalità tecnica che può essere sindacata soltanto in modo limitato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Brescia chiarisce le fasi del giudizio di anomalia soffermandosi sulle modalità di giustificazione dell’offerta, sulla possibilità o meno di discostarsi dalle tabelle ministeraili del costo del lavoro e sulla possibilità o meno di modificare l’offerta in sede di verifica.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Milano conferma quanto statuito in pari data dall’Ad. Pl. del Consiglio di Stato n. 9/2017, sull’ordine di demolizione, affermando che si tratta di un atto dovuto, che non richiede l’avvio del procedimento e , di regola, neppure una motivazione stringata sul pubblico interesse.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Commenti recenti