Quando è ammesso il ricorso cumulativo?
Il T.A.R. ricorda quando è possibile proporre un ricorso cumulativo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda quando è possibile proporre un ricorso cumulativo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Segnalo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficale n. 144 del 23/06/2017 della Legge 21/06/2017 n. 96, recante: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo."
Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 24/06/2017, oltre a introdurre iniziative e facilitazioni ai territori recentemente colpiti dagli eventi sismici, con l'art. Art. 65-bis. modifica all'articolo 3 c. 1 lett. c) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sostituendo le parole: "ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili" con l'espressione: "ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d'uso purche' con tali elementi compatibili, nonche' conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai relativi piani attuativi".
Si modifica in questo modo la definizione di restauro e risanamento conservativo, ammettendo in questa tipologia di interventi anche quelli implicanti il mutamento della destinazione d’uso, “purché compatibile con gli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo edilizio e con le previsioni dello strumento urbanistico generale e dei relativi piani attuativi”.
Nel mese di maggio la Corte di Cassazione aveva affermato che il cambio di destinazione d’uso si qualifica sempre come un intervento di ristrutturazione edilizia pesante, cosicchè è necessario il titolo del "permesso di costruire"
Questa pronuncia ha avuto un impatto molto forte, dal momento che in molti centri storici le ristrutturazioni sono vietate, ma sono consentiti solo gli interventi di restauro e risanamento conservativo.
Si ritiene che questa nuova definizione possa così consentire maggiori possibilità al cambio di destinazione d’uso anche all’interno dei centri storici, consentendo una trasformazione anche sostanziale degli edifici storici, a garanzia di un più agevole recupero di un patrimonio edilizio, che sarebbe altrimenti destinato con buona probabilità all'abbandono.
Questa nuova "opportunità" dovrà essere integrata anche nella tabella di sintesi del recente Decreto Scia
Post di Marco Merlo - funzionario comunale
Il T.A.R. conferma che il Comune e la Sovrintendenza non godono di alcuna discrezionalità nel negare un’istanza di compatibilità paesaggistica, se si realizzano volumi o superfici utili in zona di vincolo paesaggistico-ambientale.
Nel caso di specie si trattava di sanare una pista di atterraggio di elicotteri, che, essendo costruita in cemento su di un’area verde, ha consumato suolo vergine, in patente violazione della L.R. Lombardia n. 31/2014 che limita il consumo del suolo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che la traslatio iudicii dinanzi al giudice amministrativo si effettua tramite la notifica di ricorso, non essendo sufficiente la mera riassunzione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Pubblichiamo le slides e il testo degli interventi del convegno tenuto il 26 giugno 2017 presso la Fiera di Vicenza sulla nuova legge regionale veneta n. 14 del 2017 sul risparmio del consumo del suolo, ringraziando sentitamente gli autori
1 Barel - I caratteri innovativi della riforma
2 Barel - Le parole chiave della nuova legge
5 Barel - Efficacia ed attuazione della legge
Una sentenza del TAR FVG accoglie il ricorso dell'avvocato interno del comune e dichiara l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Gorizia rispetto all’obbligo di adozione/adeguamento del regolamento recante i criteri di riparto dei compensi di cui all’art. 9 d.l. n. 90/2014.
La questione riguarda l’obbligo di cui ai commi 5 e 8 dell’art. 9 del d.l. n. 90/2014 di adottare/adeguare il regolamento interno recante i criteri di riparto dei compensi professionali da corrispondere agli avvocati dipendenti
dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 a seguito di recupero di spese legali in favore dell’ente nell’ipotesi di sentenza recante condanna delle controparti al pagamento delle spese di lite, ovvero nell’ipotesi di pronuncia giudiziale di compensazione delle spese, in assenza dei quali, è preclusa, con decorrenza dal 1 gennaio 2015, alle amministrazioni stesse la corresponsione dei compensi professionali agli avvocati che operano alle loro dipendenze.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il T.A.R. Bolzano, seppur con precipuo riferimento alla Legge provinciale, ricorda che il Comune può imporre che l’apertura di nuove sale giochi avvenga soltanto a certe distanze dai luoghi sensibili.
Nello stesso senso pubblichiamo anche una sentenza del TAR Veneto.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Milano dichiara illegittimo il diniego di accesso agli atti riguardanti le dichiarazioni espresse dai consiglieri comunali in una seduta riservata, se non c’è un’espressa disposizione regolamentate che preveda ciò.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che il Comune gode di ampia discrezionalità nel pianificare il proprio territorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto dichiara di non aderire al proprio precedente orientamento - cristallizzato nella sentenza n. 471/2017 pubblicata nel post del 01.06.2017, secondo cui i termini per proporre ricorso decorrono dalla seduta pubblica in cui si è avuto contezza dell’aggiudicazione e/o dell’esclusione – affermando che, invece, queste comunicazioni devono essere comunicate ufficialmente e formalmente all'impresa ai fini della decorrenza del termine impugnatorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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