Infrastrutture per le telecomunicazioni
Il TAR Catania ha offerto una pregevole e dettagliata disamina delle plurime fonti normative di favore per l’istallazione delle infrastrutture per le telecomunicazioni.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Catania ha offerto una pregevole e dettagliata disamina delle plurime fonti normative di favore per l’istallazione delle infrastrutture per le telecomunicazioni.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha affermato che, in presenza di un vincolo di inedificabilità sopravvenuto alla realizzazione delle opere abusive, non operi un automatico effetto preclusivo della sanatoria, ma tale principio può essere fatto valere solo attraverso la tempestiva impugnazione del diniego di sanatoria, non potendo essere dedotto incidentalmente nel giudizio avverso l’ordine di demolizione.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha ritenuto che la traslazione di un fabbricato rispetto alla posizione originariamente assentita dal titolo, con violazione delle distanze, dovesse essere considerata “variazione essenziale”, anche una volta vagliata attraverso l’art. 92, co. 3, lett. c) della l. R.V. n. 61/1985.
A noi, peraltro, sembra che occorra anche un sensibile pregiudizio per poter parlare di variazione essenziale.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ribadisce la natura igienico-sanitaria del certificato di agibilità -abitabilità rilasciato dal Comune per un’unità immobiliare, che non può costituire legittimazione urbanistico-edilizia dell’immobile medesimo.
La pronuncia, lo si evidenzia, è anteriore all’introduzione dell’art. 34-ter, co. 4 T.U. Edilizia.
Post di Alessandra Piola – avvocato
La rassegna contiene i seguenti 5 post:
1.  Parere preventivo della Soprintendenza sui PUA
2. Diritti meramente patrimoniali nascenti da convenzioni urbanistiche decadute e questioni di giurisdizione
3. La delibera comunale che sospende tutti i procedimenti di PUA per la variante sul consumo di suolo
4. PUA e proroghe covid
5. Il mero ritiro dell’atto di adozione di un PUA
Con la l. 21 febbraio 2025, n. 16 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 46 del 25.02.2025) è stato convertito in legge, con modificazioni, il d.l. 27 dicembre 2024, n. 201, recante misure urgenti in materia di cultura.
La legge è disponibile al seguente link:
Il testo coordinato del d.l. 201/2024, come convertito dalla l. 16/2025, è disponibile al seguente link:
In particolare, l’art. 3 d.l. cit. istituisce un fondo di 4 milioni di euro per il 2024 destinato a finanziare l’apertura di nuove librerie da parte degli under 35, con priorità ai Comuni in aree interne, svantaggiate o prive di librerie.
Si segnala anche l’art. 7, co. 2 d.l. cit., ai sensi del quale, al fine di favorire l’accesso al settore dell’industria culturale, a decorrere dal 1° gennaio 2025, fuori dei casi previsti dagli artt. 142 e 143 del regolamento di esecuzione del TULPS, per la realizzazione di spettacoli dal vivo che comprendono attività culturali quali il teatro, la musica, la danza e il musical nonché le proiezioni cinematografiche, che si svolgono in un orario compreso tra le ore 08.00 e le ore 01.00 del giorno seguente, compresi le rassegne e i festival che si svolgono per più giorni con le medesime modalità artistiche e organizzative, destinati ad un massimo di 2.000 partecipanti, ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, richiesto per l’organizzazione di spettacoli dal vivo, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, è sostituito dalla SCIA ex art. 19 l. 241/1990, presentata dall’interessato al SUAP o ufficio analogo, con esclusione dei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici o culturali nel luogo in cui si svolge lo spettacolo.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Catania ha affermato che il carattere precario di un manufatto deve essere valutato non con riferimento al tipo di materiale utilizzato per la sua realizzazione, ma avendo riguardo all’uso cui lo stesso è destinato, nel senso che, se le opere sono dirette al soddisfacimento di esigenze stabili e permanenti, deve escludersi la natura precaria dell’opera, a prescindere dai materiali utilizzati e dalla tecnica costruttiva applicata. La precarietà non va, peraltro, confusa con la stagionalità , vale a dire con l’utilizzo annualmente ricorrente della struttura, poiché un utilizzo siffatto non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo. La precarietà dell’opera, che esonera dall’obbligo del possesso del permesso di costruire, postula, infatti, un uso specifico ma temporalmente limitato del bene. Ne consegue l’obbligo di valutare l’opera alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale: con la conseguenza che rientrano nella nozione giuridica di costruzione, per la quale occorre la concessione edilizia, tutti quei manufatti che, anche se non necessariamente infissi nel suolo o pur semplicemente aderenti a questo, alterino lo stato dei luoghi in modo stabile, non irrilevante e non meramente occasionale.
Post di Alberto Antico – avvocato
La rassegna contiene i seguenti 9 post:
 1. Abusi edilizi in area paesaggistica
2. Motivazione del diniego di autorizzazione paesaggistica
3. Principio del tempus regit actum e abusi edilizi in area paesaggistica
4. Il procedimento di autorizzazione paesaggistica
 5. Preavviso di rigetto dell’istanza di autorizzazione paesaggistica postuma
6. Volumi abusivi in area paesaggistica
 7. Nuove superfici e nuovi volumi in area paesaggistica, risalenti nel tempo
 8. Autorizzazione paesaggistica e sindacato giurisdizionale sulla discrezionalitĂ Â
9. Vincolo paesaggistico e Zona B ante 1985
Il TAR Veneto evidenzia la necessitĂ di distinguere tra profili paesaggistici e profili urbanistico-edilizi di una pratica edilizia, i quali devono essere valutati da Uffici diversi, considerato anche che i primi richiedono adeguati livelli di competenze tecnico-scientifiche, e la cui valutazione non deve poter subire influenze di alcun tipo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
La rassegna contiene i seguenti 5 post:
1. Istanza di sanatoria e di compatibilitĂ paesaggistica
 2. Interazione tra la valutazione urbanistica e quella paesaggistica
3. Valutazioni urbanistiche e paesaggistiche, in occasione di una SCIA in sanatoria
4. Valutazioni paesaggistiche e urbanistiche
 5. Non conformità paesaggistica e sanatoria edilizia
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