La Corte di cassazione penale ha ribadito che il requisito della cd. doppia conformità, richiesto ai fini del rilascio del permesso di costruire in sanatoria ex artt. 36 e 45 T.U. edilizia, è da ritenersi escluso nel caso di edificazioni eseguite in assenza del preventivo ottenimento dell’autorizzazione sismica.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
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Il T.A.R. stabilisce che la cd. acquisizione sanante prevista dall’art. 42 bis del T.U. espropri deve essere disposta dal Consiglio comunale e non dal dirigente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che né il vincolo espropriativo né l’approvazione del progetto definitivo possono essere apposti-approvati a conclusione di una conferenza di servizi decisoria, essendo necessario un autonomo avvio del procedimento, sia della variante urbanistica, sia della dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, da parte del Comune.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Nel caso di specie un Comune intendeva realizzare – previo esproprio – un parcheggio pubblico, adiacente ad un immobile di sua proprietà destinato a divenire un asilo.
Secondo i privati espropriati, in base al grafico di progetto, all’esito della realizzazione dell’opera, l’area di loro proprietà verrebbe occupata dal parcheggio e privata del proprio accesso esclusivo alla viabilità pubblica, che verrebbe sostituita da una strada pubblica, con due curve a gomito, per collegare l’area ove è ubicato il loro fabbricato alla viabilità provinciale nonché per garantire lo stesso accesso al parcheggio pubblico.
Il TAR Veneto ha ritenuto le scelte del Comune congruamente motivate e non violative del principio di proporzionalità.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto (in funzione di giudice dell’ottemperanza) ha ripercorso i criteri di liquidazione del risarcimento del privato per l’illecita occupazione del suo fondo da parte della P.A.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso un’ordinanza di demolizione, per aver il privato previamente presentato istanza di sanatoria.
Il TAR afferma che, ove l’istanza sia accolta, l’ordinanza diverrebbe inefficace; ove venisse respinta, il Comune dovrebbe irrogare un nuovo ordine a demolire.
Si segnala che altra parte (non trascurabile) della giurisprudenza ritiene che l’istanza di sanatoria abbia un effetto meramente sospensivo nei confronti dell’efficacia dell’ordinanza di demolizione, la quale dispiegherebbe nuovamente i propri effetti in caso di rigetto dell’istanza stessa.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ribadisce la caratteristica della permanenza dell’abuso edilizio (ma anche urbanistico e paesaggistico), tale per cui il decorso del tempo non esaurisce il potere repressivo e ripristinatorio dell’Amministrazione; eventualmente, potranno essere configurabili responsabilità del funzionario che non ha adottato l’ordinanza, o l’ha fatto con ritardo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 3, co. 1 l.r. Veneto 41/1988 assegna alla Regione l’esercizio, in via residuale delle altre funzioni di “polizia idraulica”, diverse da quelle afferenti alle attività estrattive “nell’alveo e nelle zone golenali dei corsi d'acqua e nelle spiagge e fondali lacuali di competenza regionale” (art. 1, co. 1 l.r. cit.).
Tuttavia, tali funzioni non comprendono la competenza ad adottare gli atti repressivi in materia edilizia, restando gli stessi (a prescindere dalla natura della violazione contestata e dalla sua afferenza al regime delle distanze dai corsi d’acqua e dalle relative fasce di rispetto) in capo al dirigente o al responsabile del competente ufficio comunale, ai sensi dell’art. 27 d.P.R. 380/2001.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. afferma la legittimità dell’ordinanza di demolizione anche in assenza del parere della Commissione locale per il paesaggio (rectius: Commissione Edilizia Inetgarta) e di quella della competenza SS.BB.AA., dato che la repressione dell’abuso edilizio si configura come atto dovuto e vincolato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Milano si sofferma su alcuni noti principi in materia di acquisizione delle opere abusive.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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