Nel caso di specie, la Stazione appaltante segnalava all’ANAC una falsità dichiarativa commessa da uno dei concorrenti, escluso per questo.
Il TAR Sardegna ha affermato che tale atto non è immediatamente lesivo: lo sarà l’eventuale provvedimento sanzionatorio che l’ANAC dovesse emanare all’esito della segnalazione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che i fatti sui quali si fonda l’interdittiva antimafia possono anche essere risalenti nel tempo nel caso in cui vadano a comporre un quadro indiziario complessivo, dal quale possa ritenersi attendibile l’esistenza di un condizionamento da parte della criminalità organizzata. Il mero decorso del tempo, di per sé solo, non implica la perdita del requisito dell’attualità del tentativo di infiltrazione mafiosa e la conseguente decadenza delle vicende descritte in un atto interdittivo, né l’inutilizzabilità di queste ultime quale materiale istruttorio per un nuovo provvedimento, occorrendo, piuttosto, che vi siano tanto fatti nuovi positivi quanto il loro consolidamento.
Nel caso di specie, il Prefetto aveva illegittimamente emanato un’interdittiva antimafia, basandosi su fatti accaduti 12 anni prima, senza però valutare le circostanze favorevoli successivamente occorse.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. ricorda che la S.A. ha un forte potere discrezionale nell’applicare l’esclusione dell’o.e. ai sensi e per gli effetti dell’art. 80, comma 5, lett. c-ter), del d.lgs. n. 50 del 2016 - il quale dispone l’estromissione di un operatore economico dalla gara qualora “abbia dimostrato significative o persistenti carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione per inadempimento ovvero la condanna al risarcimento del danno o altre sanzioni comparabili; su tali circostanze la stazione appaltante motiva anche con riferimento al tempo trascorso dalla violazione e alla gravità della stessa” -, al pari dell’art. art. 80, comma 5, lett. c) e segg., del d.lgs. n. 50 del 2016 - secondo cui vi è l’estromissione se “la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità”-.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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L’ha spiegata il TAR Veneto: in particolare, nell’appalto di opere la realizzazione dell’opera stessa è finanziariamente a carico della P.A. appaltante che versa all’appaltatore un corrispettivo in cambio della costruzione della stessa; nella concessione di opere pubbliche, il concessionario non viene retribuito dalla P.A. concedente mediante il versamento di un corrispettivo, ma attraverso il riconoscimento del diritto di gestione dell’opera per un certo periodo di tempo assumendo, di guisa, l’alea della scarsa redditività dell’opera e dell’incremento dei costi di realizzazione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 7, co. 1, lett. c l. 106/2022, secondo cui le Regioni promuovono e sostengono le attività dello spettacolo dal vivo «attraverso gli osservatori regionali dello spettacolo, anche con la partecipazione delle province, delle città metropolitane e dei comuni».
Il legislatore statale non può affidare funzioni amministrative a specifici organi o enti regionali, pena la violazione della competenza legislativa regionale in materia di organizzazione degli uffici riconducibile all’art. 117, co. 4 Cost.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. si sofferma su alcuni noti principi in materia di inottemperanza all’ordine di demolizione: fermo restando il carattere vincolato dell’ordine di rimessione in pristino, il Collegio ricorda che non vi può essere alcun legittimo affidamento al mantenimento di un’opera abusiva.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che l’eventuale mancanza della diffida non rinnovabile di cui all’art. 35 T.U. Edilizia, funzionale all’adempimento spontaneo all’ordine di demolizione, non rileva se si dimostra che il privato, entro il termine assegnato, non ha demolito l’abuso a seguito di ordine dell’Amministrazione (trattandosi di atto vincolato).
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il T.A.R. Bolzano ricorda che le preclusioni processuali dall’art. 30, comma 5, cod. proc. amm. non si applica ai casi in cui l’atto illegittimo, che si assume produttivo di danno, risalga a un’epoca anteriore all’entrata in vigore del codice del processo amministrativo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Milano afferma che le ordinanze sindacali contingibili ed urgenti possono essere emanate anche se la situazione di pericolo è risalente; le stesse, inoltre, possono essere notificate anche ad uno solo dei comproprietari del bene da mettere in sicurezza – nel caso di specie un muro di contenimento -, stante la responsabilità solidale che grava su tutti i comproprietari ed a prescindere dai presupposti civilistici che disciplinano, ex art. 887 c.c., la compartecipazione alle spese tra il proprietario del fondo superiore e quello inferiore, dato che tale atto amministrativo ha carattere ripristinatorio, ma non sanzionatorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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