Author Archive for: SanVittore

Tutela del demanio pubblico e questioni di giurisdizione

01 Ago 2025
1 Agosto 2025

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha affermato che per i beni del demanio pubblico, l’art. 823, co. 2 c.c. attribuisce alla P.A. la tutela dei beni che ne fanno parte: ne deriva che, a tale fine, la P.A. può sia agire in via amministrativa (ad esempio, ricorrendo all’autotutela possessoria o adottando atti amministrativi d’ingiunzione al rilascio), sia avvalersi degli ordinari mezzi civilistici per la difesa della proprietà e del possesso.

Il legittimo esercizio dei poteri ex art. 823, co. 2 c.c. presuppone soltanto che il bene in questione appartenga al demanio o al patrimonio indisponibile, presumendosi da siffatta qualitĂ , iuris et de iure, la sua preordinazione al soddisfacimento di determinati interessi pubblici.

Laddove la P.A. scelga di avvalersi degli strumenti del diritto comune, la giurisdizione spetterà al G.O.; viceversa, l’esercizio del potere di autotutela possessoria rientra nella cognizione del G.A., in quanto l’utilizzo stesso di detto strumento, traducendosi in un provvedimento amministrativo ex se idoneo a incidere nella sfera giuridica del soggetto destinatario, implica una valutazione motivata (e sindacabile in giudizio) circa l’interesse pubblico al ripristino dell’utilizzazione collettiva del bene, nonché, soprattutto, il sorgere di una situazione di interesse legittimo in capo al destinatario del provvedimento di autotutela.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Creditori di una societĂ  estinta

01 Ago 2025
1 Agosto 2025

Le Sezioni Unite civili della Corte di cassazione hanno affermato che l’estinzione della società, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non comporta anche l’estinzione dei crediti della stessa, i quali costituiscono oggetto di trasferimento in favore dei soci, salvo che il creditore abbia inequivocamente manifestato, anche attraverso un comportamento concludente, la volontà di rimettere il debito, comunicandola al debitore, e sempre che quest’ultimo non abbia dichiarato, in un congruo termine, di non volerne profittare. A tal fine, non risulta tuttavia sufficiente la mancata iscrizione del credito nel bilancio di liquidazione, la quale non giustifica di per sé la presunzione dell’avvenuta rinunzia allo stesso, incombendo al debitore convenuto in giudizio dall’ex-socio, o nei confronti del quale quest’ultimo intenda proseguire un giudizio promosso dalla società, l’onere di allegare e provare la sussistenza dei presupposti necessari per l’estinzione del credito.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. Cass., SS.UU. civv. n. 19750-2025

Commissione per la Salvaguardia di Venezia

01 Ago 2025
1 Agosto 2025

Il TAR Veneto, dopo aver ricordato la natura obbligatoria e vincolante del parere della Commissione per la Salvaguardia di Venezia, fa presente la deroga che è stata concessa dallo Stato a favore di tale organo (a scapito delle Province).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Ragioni per compensare le spese

01 Ago 2025
1 Agosto 2025

Il TAR Veneto ha scelto di compensare le spese sulla base della mera durata del giudizio (sette anni).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Sulla compensazione delle spese

01 Ago 2025
1 Agosto 2025

Il TAR Veneto ha optato per la compensazione delle spese legali (nonostante la piena soccombenza del privato) facendo leva sull’inerzia del Comune nell’evasione della pratica di condono, poi conclusasi negativamente (trascorsi 34 anni dalla sua presentazione).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Ordinanza ex art. 31 T.U. Edilizia e richiesta di fiscalizzazione della parte non conforme

31 Lug 2025
31 Luglio 2025

Il TAR Veneto precisa che nel caso di ordinanza adottata ai sensi dell’art. 31 T.U. Edilizia (opere realizzate sine titulo) non è possibile chiederne la fiscalizzazione, trattandosi di ipotesi riservata a quelle opere realizzate in parziale difformità dal titolo.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Piano Casa e progetti (originali) archiviati

31 Lug 2025
31 Luglio 2025

Il TAR Veneto sottolinea l’inapplicabilità dei benefici volumetrici del cd. Piano Casa a quelle istanze edilizie che, pur essendo state presentate entro il 31 ottobre 2013, siano poi state rigettate o archiviate dagli Enti.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Altezza massima degli edifici

31 Lug 2025
31 Luglio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che il divieto di sopraelevazione per gli edifici in zona A di cui all’art. 8 d.m. n. 1444/1968 non è assoluto, dovendosi considerare da una parte che la norma riguarda solo le “altezze massime” degli edifici, dall’altra se l’edificio che si vorrebbe sopraelevare è quello più alto del circondario.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Conferenza di servizi e annullamento d’ufficio

31 Lug 2025
31 Luglio 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai fini dell’annullamento in autotutela della determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi, non è richiesto dalla legge il previo annullamento di tutti gli atti che vengono sostituiti da tale determinazione finale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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I cd. atti di cortesia della P.A.

31 Lug 2025
31 Luglio 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che la categoria dei cd. atti di cortesia, di creazione pretoria, fa riferimento a situazioni che si collocano al di fuori dei presupposti di operatività dell’art. 2 l. 241/1990, nelle quali la risposta della P.A. costituisce un di più, ovvero è resa in ossequio al principio di leale collaborazione che comunque deve improntare i rapporti con i cittadini. Esse cioè in quanto ultronee ovvero meramente esplicative di scelte già adottate, non hanno la capacità di ledere la posizione giuridica soggettiva del privato e come tali non sono suscettibili di impugnazione.

A ben guardare, in effetti, un esempio tipico di “risposta di cortesia” viene ravvisata proprio nel caso in cui la P.A. decida di rendere il privato edotto della volontà di non accedere alla sua istanza di rimeditare un provvedimento sfavorevole, esplicitandone o meno le ragioni, e senza che vi siano una nuova istruttoria ed una nuova ed autonoma valutazione, e dunque l’esercizio di un autonomo potere provvedimentale.

Trattasi tuttavia di inquadramento che consegue alla ricordata incoercibilità del potere di autotutela, incompatibile con l’obbligo da parte della P.A. di riscontrare le istanze dei privati volte a richiedere l’inibitoria di una SCIA ex art. 19 l. 241/1990.

Post di Alberto Antico – avvocato

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