Author Archive for: SanVittore

Sulle autorizzazioni paesaggistiche: ragionevole interpretazione dell’ultimo periodo del comma 4 dell’art. 36 bis del DPR 380/2001 (opere incompatibili ante vincolo)

30 Lug 2025
30 Luglio 2025

Vi sottopongo una possibile lettura, a mio parere convincente, dell'ultimo periodo dell'art.36-bis comma 4 del DPR 380/2001, come introdotto in sede di conversione del D.L.69/2024, dalla Legge 105/2024: «Le disposizioni del presente comma si applicano anche nei casi in cui gli interventi di cui al comma 1 risultino incompatibili con il vincolo paesaggistico apposto in data successiva alla loro realizzazione».

Abbiamo riflettuto a lungo sul significato delle parole "risultino incompatibili" e ci sembra che vi possa essere una lettura ragionevole che vi proponiamo.

La lettura è la seguente: Ho realizzato un'opera senza titolo edilizio prima del vincolo paesaggistico.
Questa opera può essere compatibile e allora seguo il procedimento "comune di Spinea - parere ministero della Cultura" ovvero autorizzazione paesaggistica artt. 146 ordinaria "ora per allora", la ottengo e non pago la sanzione. Se però l'opera dovesse essere valutata dalla Soprintendenza / Comune come NON COMPATIBILE, allora seguirò il procedimento del 36 bis e pagherò la sanzione che, come noto sarà conteggiata sulla base del maggior valore tra il danno arrecato e il profitto conseguito.
Ci sembrerebbe  una lettura ragionevole e convincente.
 
Esempio: Edificio lungo via Roma con vincolo imposto nel 1971. Dovevo realizzare un edificio di 2 piani e invece ho realizzato un edificio di 3 piani senza titolo edilizio e prima dell'imposizione del vincolo.
Due scenari possibili:
1. presento un'autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'art. 146 "ora per allora", con procedimento ordinario, come indicato dal ministero della cultura. Se l'opera è compatibile con il contesto, rilascio l'autorizzazione "ora per allora" e non pago alcuna sanzione perchè non ho commesso alcun illecito.
2. sono nel caso 1, ma la soprintendenza/comune ritiene che invece l'opera NON sia compatibile con la tutela del vincolo perchè l'area è di particolare pregio e quel piano in più ha caratteristiche e  finiture che non si adeguano al contesto. Insomma sono opere incompatibili con la tutela del vincolo, ma realizzate prima del vincolo. Che faccio, le devo demolire? La sanzione del 1° comma del 167 [demolizione] non la posso applicare perchè non ho commesso alcun illecito paesaggistico avendo costruito l'opera prima del vincolo. E quindi che faccio? Riconduco il caso, come espressamente previsto dall'ultimo periodo dell'art.36-bis comma 4 del DPR 380/2001, all'interno dell'accertamento del 36 bis e lo sottopongo alla sanzione corrispondente al maggior valore tra il profitto conseguito e  il danno arrecato.
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Arch. Fiorenza Dal Zotto - Funzionario del Comune di Spinea
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Sull’applicazione del cd. silenzio-assenso orizzontale

30 Lug 2025
30 Luglio 2025

Il TAR Veneto illustra gli orientamenti sviluppatisi intorno all’art. 17-bis della l. n. 241/1990, non esprimendosi peraltro in favore dell’uno o dell’altro.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Art. 10-bis e corrispondenza tra motivi ostativi e controdeduzioni

30 Lug 2025
30 Luglio 2025

Il TAR Veneto lascia trasparire un’interpretazione ampia dell’obbligo di corrispondenza tra motivi ostativi comunicati al privato e controdeduzioni – effettivi motivi di rigetto, ritenendola soddisfatta nel caso in cui le seconde costituiscano un’esplicazione delle prime a seguito delle osservazioni del privato.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Preavviso di rigetto sul diniego di compatibilitĂ  paesaggistica

30 Lug 2025
30 Luglio 2025

Il TAR Veneto evidenzia che il parere rilasciato dalla Soprintendenza ai fini di verifica della compatibilità paesaggistica è funzionale al rapporto tra le due Amministrazioni, non essendoci quindi l’obbligo di comunicare i motivi ostativi al rilascio del parere positivo.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Presentazione di una CILA ed esecuzione di lavori edili maggiori e abusivi

30 Lug 2025
30 Luglio 2025

Il TAR Napoli ha approvato l’operato di un Comune che, a fronte della CILA di un privato, avendo accertato però l’esecuzione di opere abusive configuranti nel complesso una ristrutturazione edilizia pesante, ha applicato quale norma sanzionatoria l’art. 33 d.P.R. 380/2001.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’accesso agli atti della gara pubblica, in vigenza del d.lgs. 50/2016

30 Lug 2025
30 Luglio 2025

La Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) in sede di rinvio pregiudiziale, con riferimento all’art. 53, co. 5-6 d.lgs. 50/2016 (cd. secondo codice appalti, oggi sostituito dal d.lgs. 36/2023), ha affermato che il diritto dell’UE osta a una disciplina nazionale in materia di aggiudicazione di appalti pubblici, che richiede che l’accesso alla documentazione contenente segreti tecnici o commerciali trasmessa da un offerente sia concesso a un altro offerente, qualora tale accesso sia necessario al fine di garantire il diritto alla tutela giurisdizionale effettiva di quest’ultimo nell’ambito di una procedura connessa all’aggiudicazione dell’appalto, senza che tale disciplina consenta agli enti aggiudicatori di procedere a un bilanciamento tra tale diritto e le esigenze relative alla tutela dei segreti tecnici o commerciali.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Manufatti abusivi in area vincolata stabilmente infissi al suolo

29 Lug 2025
29 Luglio 2025

Il TAR Veneto ha ravvisato la caratteristica della permanenza (la quale esclude la possibilitĂ  di sanatoria) nei manufatti stabilmente ancorati al suolo mediante piedritti infissi nel terreno su fondazioni, con struttura portante metallica, agevolmente richiudibili ai lati.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Pratica per l’agibilità contra legem e rimedi

29 Lug 2025
29 Luglio 2025

Il TAR Veneto sottolinea che, in ipotesi di attestazione di agibilità non corrispondente allo stato dei fatti, il rimedio è quello di cui all’art. 21-nonies l. n. 241/1990 (annullamento in autotutela).

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Il Modello Comune nel PNRR

29 Lug 2025
29 Luglio 2025

Il dott. Riccardo Renzi ha redatto sul tema la nota che pubblichiamo

italia-ius-Il Modello Comune nel PNRR

Annullamento in autotutela di concessioni edilizie risalenti nel tempo, per asserita edificazione sopra il demanio idrico

29 Lug 2025
29 Luglio 2025

Nel caso di specie, un Comune annullava in autotutela nel 2019 due concessioni edilizie del 1991 e 1992, omettendo la previa comunicazione di avvio del procedimento, basandosi su una nota della Procura della Repubblica secondo cui il fabbricato rurale oggetto delle concessioni risulterebbe edificato su terreno demaniale idrico, senza spiegare quale fosse l’interesse pubblico concreto ad annullarle, né spiegare se gli immobili erano stati costruiti in conformità al titolo, né offrire prova dell’eventuale falsità o del dolo nella documentazione originaria. A seguire, il Comune emanava la relativa ordinanza di demolizione.

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha accolto l’impugnativa del privato.

Preliminarmente, sussiste la giurisdizione del TSAP quando l’oggetto della controversia è l’accertamento della natura demaniale idrica dell’area su cui insiste un manufatto, anche se il provvedimento impugnato ha natura edilizia.

L’esercizio del potere di autotutela richiede una compiuta istruttoria e un’adeguata motivazione che indichi i presupposti di fatto e di diritto del provvedimento di revoca o annullamento d’ufficio, nonché l’accertamento dell’interesse pubblico attuale, entro il termine di dodici mesi, salvo il caso di falsa rappresentazione dei fatti o di atti mendaci.

In tema di autotutela, specialmente quando incidente su situazioni giuridiche consolidate nel tempo, è doverosa la comunicazione di avvio del procedimento per garantire la partecipazione del destinatario.

L’ordine di demolizione, pur essendo atto vincolato, richiede una motivata descrizione delle opere abusive, della loro collocazione e della specifica ragione dell’abusività.

L’inerzia della P.A. nel fornire riscontri istruttori può essere valutata dal giudice come argomento di prova a favore del ricorrente, ai sensi dell’art. 64, co. 4 c.p.a. (nella specie, il Comune non ottemperava a due ordinanze istruttorie del TSAP).

Post di Alberto Antico – avvocato

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