Coronavirus: direttiva per i dipendenti pubblici
Pubblichiamo la direttiva n. 1 del 2020 emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per far fronte alla diffusione del virus COVID-19 tra i dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Pubblichiamo la direttiva n. 1 del 2020 emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per far fronte alla diffusione del virus COVID-19 tra i dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Come risulta dal Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 30 del 21 Febbraio 2020, il Consiglio dei Ministri, ha deliberato di impugnare:
L'arch. Giacarlo Ghinello, che sentitamente ringraziamo, ci propone le seguenti questioni:
Da parte nostra, evidenziamo che l'impugnazione da parte del Governo non impedisce l'entrata in vigore della legge e, una volta entrata in vigore, non la sospende in attesa della decisione nel merito da parte della Corte Costituzionale; eventualmente la Corte Costituzionale potrebbe decidere la sospensione in via provvisoria, ma questo non è automatico.
Alleghiamo il comunicato del Consiglio dei Ministri e le disposizioni che regolano la sospensione di una legge impugnata da parte della Corte Costituzionale.
Qualche lettore vuole raccontarci cosa intende fare il proprio comune?
Il T.A.R. si sofferma sui rimedi esperibili averso il silenzio-inadempimento serbato dalla P.A. soffermandosi sull’obbligo di pronunciarsi nei confronti di un’istanza del privato che è portatore di un interesse legittimo pretensivo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Lo ha ricordato il TAR Veneto: vi sono però dei casi in cui l’aspettativa dei privati merita una più specifica motivazione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Di recente il TAR Piemonte ha affermato, in materia di procedure ad evidenza pubblica, che l’ultrattività delle attestazioni SOA scadute è ammissibile solamente quando, nel termine di 90 giorni prima della scadenza previsto dalla legge, sia stata presentata istanza per il rinnovo. Se invece la richiesta viene presentata successivamente a tale termine, l’attestazione SOA dovrà essere considerata come nuova, avente efficacia dal suo effettivo rilascio.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Il Governo ha deciso di impugnare la l.r. Veneto n. 51/2019 contenente la nuova legge regionale veneta sui sottostetti per presunta contrarietà con i principi fondamentali del "governo del territorio" e di "tutela della salute" di esclusiva spettanza statale: " Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato ventidue leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha quindi deliberato di impugnare: .... la legge della Regione Veneto n. 51 del 23/12/2019, recante “Nuove disposizioni per il recupero dei sottotetti a fini abitativi”, in quanto alcune disposizioni riguardanti i parametri di altezza e luminosità degli ambienti si pongono in contrasto con i principi fondamentali posti dal legislatore statale in materia di "governo del territorio" e di "tutela della salute” di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione, violando altresì il principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 della Costituzione, e l’art. 32 della Costituzione, che riconosce la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività; altre disposizioni riguardanti il permesso di costruire si pongono in contrasto con i principi fondamentali in materia di governo del territorio e violano l’art. 117, terzo comma, della Costituzione; altre disposizioni infine, prevedendo interventi di rilevanza paesaggistica, violano l’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza in materia di paesaggio".
http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-30/14155
L'avv. Cesare Lanna, Dirigente presso Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota, che volentieri pubblichiamo, riguardante l’ordinanza n. 33091/2019, pronunciata a Sezioni Unite dalla Cassazione Civile, dove si legge che “Il Piano di gestione delle acque è da ritenere fonte di norme giuridiche di natura secondaria; le quali, siccome sostanzialmente integrative dei precetti posti dalle norme primarie, devono essere tenute in considerazione ai fini della verifica di sussistenza di censure di violazione di legge”.
La controversia oggetto della annotata pronuncia trae origine da un’istanza di concessione di derivazione d’acqua pubblica per uso idroelettrico dal torrente Risena e dal Rio Cardin nel Comune di Comelico Superiore (BL) presentata dalla Regola Comunione Familiare di Dosoledo e respinta dalla Provincia di Belluno.
La dott.sa Federica Moretti, funzionario amministrativo giuridico presso Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota in materia di accesso agli atti, che volentieri pubblichiamo.
La nota riguarda la sentenza del T.A.R. per la Toscana, Sez. II, 20 dicembre 2019, n. 1748/2019, dove si legge che le diverse tipologie di accesso ai documenti amministrativi configurano “istituti a carattere generale ma ognuno con oggetto diverso, e sono applicabili ognuno a diverse e specifiche fattispecie. Di conseguenza laddove il richiedente abbia espressamente optato per un modello è precluso all’Amministrazione qualificare diversamente l’istanza, al fine di individuare la disciplina applicabile. Correlativamente il richiedente, una volta effettuata la propria istanza motivata dai presupposti di una specifica forma di accesso, non potrà effettuare una conversione della stessa in corso di causa”.
Il T.A.R. Brescia ricorda che la compatibilità paesaggistica deve essere negata in presenza di superfici utili e/o di volumi percepibili dall’esterno, anche se interrati.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata con riferimento all’art. 32, lettera c), della legge della Regione Veneto 16 marzo 2018, n. 13 (Norme per la disciplina dell’attività di cava) che era stata promossa con riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri.
La questione era stata sollevata in relazione alla attività di estrazione della trachite all’interno del Parco dei Colli Euganei.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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