Author Archive for: SanVittore

Piano particolareggiato e decorso del tempo

21 Feb 2020
21 Febbraio 2020

Il T.A.R. Brescia indica come influisce il decorso del termine decennale sull’efficacia/vigenza dei Piano Particolareggiati che sono stati attuati soltanto in parte.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Atti confermativi e meramente confermativi

21 Feb 2020
21 Febbraio 2020

La differenza è stata ribadita dal TAR Veneto: in particolare, solo i primi costituiscono provvedimenti diversi e autonomamente impugnabili.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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Interpretazione del bando di gara

21 Feb 2020
21 Febbraio 2020

Il TAR Piemonte ha di recente ribadito che, nell’ambito dell’interpretazione del bando di gara, si segue la disciplina relativa all’interpretazione dei contratti ex artt. 1362 e ss. c.c.: il primo criterio da seguire è quello letterale; se le clausole però risultano comunque ambigue, è da preferirsi l’interpretazione favorevole all’ammissione dell’operatore economico, piuttosto che quella che lo escluderebbe, in ossequio al principio del favor partecipationis.

Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza

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Inerzia del Comune dopo l’ordinanza di demolizione

20 Feb 2020
20 Febbraio 2020

Nel caso di specie, un cittadino segnalava al Comune degli abusi edilizi realizzati da altro privato. Il Comune giungeva fino ad irrogare l’ordinanza di demolizione, poi rimaneva inerte.

Il TAR Veneto ha deciso che il cittadino segnalante può attivare l’azione avverso il silenzio inadempimento della P.A. ex art. 31 c.p.a.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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La rinuncia abdicativa al diritto di proprietĂ  (al fine di scaricare i problemi sul Demanio)

20 Feb 2020
20 Febbraio 2020

Segnaliamo sul tema un interessante parere del Comitato consultivo della Avvocatura dello Stato.

Il parere prende le mosse da tre episodi accaduti nella sola Provincia di Genova, in cui i proprietari di terreni con evidenti problemi di dissesto geologico e relativo rischio di franamento su condomini e strade pubbliche sottostanti, nonché i titolari di appartamenti dichiarati pericolanti ed inabitabili, hanno rinunciato alle rispettive proprietà sul presupposto che i beni resisi vacanti siano acquisiti in proprietà dello Stato ai sensi dell’art. 827 c.c., con conseguente accollo in capo all’erario di tutti i costi necessari per le opere di consolidamento, demolizione e manutenzione relativi ai beni stessi.

L'Avvocatura suggerisce al Demanio di valutare se esperire l'azione di nullitĂ  di tali rinunzie.

Post di Daniele Iselle - funzionario comunale

Rinuncia abdicativa 

Dovere di cooperazione della P.A. committente nei confronti dell’appaltatore

20 Feb 2020
20 Febbraio 2020

Il TAR Veneto ha affermato che, dai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, discende un dovere di cooperazione della P.A. appaltante nei confronti dell’appaltatore: l’Amministrazione deve osservare tutti quei comportamenti che, a prescindere da specifici obblighi contrattuali e dal generale dovere del neminem laedere, siano necessari affinché l’appaltatore possa realizzare il risultato cui è preordinato il rapporto obbligatorio e appaiano idonei a preservare gli interessi di quest’ultimo.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

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VIA, VAS e condizioni ambientali

19 Feb 2020
19 Febbraio 2020

Una articolata sentenza del Consiglio di Stato esamina in modo approfondito il tema dei rapporti tra VIA e VAS, in relazione anche alle "condizioni ambientali".

La vicenda riguardava la realizzazione di una nuova pista a orientamento monodirezionale nell'aeroporto Vespucci di Firenze.

Secondo il TAR Toscana, che aveva accolto il ricorso, il progetto sottoposto a VIA “non conteneva quel grado di dettaglio minimo e sufficiente affinché il Ministero dell’Ambiente addivenisse ad una corretta valutazione di compatibilità ambientale, non essendosi individuati compiutamente le opere da realizzare”.

Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del TAR.

Post di Daniele Iselle - funzionario comunale

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Se l’ordine di demolizione non è validamente notificato anche al proprietario, non può esserci la acquisizione gratuita

19 Feb 2020
19 Febbraio 2020

Segnaliamo su questa rilevante questione una sentenza del TAR Veneto.

Nel caso in esame, tra l'altro, il comune aveva notificato al proprietario l'ordine di demolizione non a mani, ma a mezzo del servizio postale, non nel luogo di residenza, ma in un altro comune,  e non era neppure chiaro chi fosse e quale qualifica avesse il soggetto che aveva ricevuto la notifica.

Il comune non si è costituito e, quindi, non ha fornito al TAR elementi che consentissero di ritenere sanata la nullità della notifica per raggiungimento dello scopo.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Ogni edificazione ha il suo termine di impugnazione

19 Feb 2020
19 Febbraio 2020

Molti privati che ricorrono avverso il titolo edilizio dei vicini contano che il termine di impugnazione di sessanta giorni decorra dall’avvenuto accesso agli atti.

Il Consiglio di Stato invece, ricordando che il termine decorre dalla piena conoscenza, ha affermato che:

- Ove si eccepisca l’impossibilità di edificare sull’area, oppure la violazione delle distanze, il termine decorre dall’inizio dei lavori;

- Ove si contesti il dimensionamento, la consistenza ovvero la finalitĂ  del manufatto da costruire, il termine decorre dal completamento dei lavori o dal grado di sviluppo degli stessi.

I privati, perciò, hanno l’onere di promuovere il ricorso entro i suddetti termini: le ulteriore doglianze che dovessero emergere dall’ostensione degli atti potranno essere fatte valere in appositi motivi aggiunti.

Post di Daniele Iselle – funzionario comunale

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La “vicinitas” è sufficiente per impugnare il titolo edilizio del confinante?

19 Feb 2020
19 Febbraio 2020

La questione è molto controversa in giurisprudenza.

Nella sentenza in commento – ma se ne rinvengono diverse di segno opposto – il Consiglio di Stato ha affermato che la vicinitas è idonea ad integrare la legittimazione ad agire, ma poi il privato deve dimostrare anche l’interesse al ricorso, allegando che tipo di pregiudizio gli derivi dall’edificazione del confinante.

In chiusura, la sentenza osserva come anche altri ordinamenti europei richiedano la dimostrazione del temuto pregiudizio ai fini dell’ammissibilità del ricorso: la giustizia amministrativa conferma così la sua carica pretoria, se è vero che le Corti dialogano tra loro senza fermarsi alle rispettive legislazioni nazionali.

Post di Daniele Iselle – funzionario comunale

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