Il TAR Veneto ha affermato che il Giudice può dichiarare il ricorso improcedibile, solo ove in capo al ricorrente non residui più alcuna possibile utilità da una pronuncia giudiziale.
Perciò, il ricorso non diviene improcedibile se il privato perda in corso di causa l’interesse alla pronuncia di annullamento, ma non a quella risarcitoria.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Nel caso di specie, alcune imprese presentatesi come raggruppamento orizzontale usavano il soccorso istruttorio per rivedere le quote di esecuzione delle prestazioni di un appalto pubblico, dovendo così essere riqualificate come raggruppamento verticale.
Il TAR Catania ha censurato questa operazione, spiegando nel contempo i requisiti essenziali che deve presentare un’offerta al momento della presentazione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Pubblichiamo una nota regionale che fornisce alcuni chiarimenti in materia di barriere architettoniche.
Il Comune di Spinea, infatti, ha chiesto alla Regione Veneto come deve essere applicato il punto 2.5 dell'art. 6 della D.G.R.V. n. 509/2010 ("2.5 Gli edifici unifamiliari e quelli plurifamiliari privi di parti comuni sono esonerati dall’obbligo della visitabilità in relazione all’interno delle singole unità abitative. Per queste va dimostrato il requisito dell’adattabilità, come definita dall’art. 4 lett. C)", nel caso di una casa a schiera o unità unifamiliare che non hanno parti comuni (con giardino esclusivo alla singola unità).
Nello specifico è stato chiesto quale livello debba essere garantito (accessibilità/visitabilità e/o adattabilità) nel percorso compreso tra lo spazio pubblico e l'ingresso ai locali chiusi dell'unità, se si applicano criteri diversi per spazi esterni pubblici e giardini ad uso esclusivo e se sono ammessi gradini che precedono l'accesso alla casa a schiera.
L'ente regionale ritiene che deve essere garantita l'adattabilità all'interno dell'unità abitativa a schiera e l'accessibilità fino all'ingresso all'unità (e quindi anche sullo spazio esterno pertinente alla singola unità a schiera).
Il TAR Veneto ha affermato che la voltura di un PdC è un atto dovuto da parte del Comune, a condizione che sia stata trasferita al beneficiario della voltura la situazione giuridica soggettiva che ha legittimato il rilascio del titolo originario: in presenza di ciò, non spetta al Comune dirimere le questioni civilistiche che possano sorgere su tali atti dispositivi.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Lo ha affermato il TAR Palermo: l’evasione fiscale potrà integrare un illecito tributario e/o penale e potrà portare ad accertamenti sulla situazione reddituale del richiedente, ma non può di per sé ostare al rilascio del rinnovo del permesso di soggiorno.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Nel dichiarare la legittimità di una determina sindacale che ha disposto la revoca delle concessioni cimiteriali di durata eccedente i 99 anni quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma (e susseguente determina dirigenziale per una concessione in particolare), il TAR Palermo ha affermato che:
- il dirigente è l’unico organo competente ad avviare il procedimento di revoca della (singola) concessione cimiteriale, ma il Sindaco può emanare atti di indirizzo in materia;
- quest’ultimo provvedimento sindacale non è immediatamente lesivo dell’interesse del privato;
- alle concessioni perpetue sono assimilate quelle di durata eccedente i 99 anni;
- i cimiteri fanno parte del demanio pubblico ai sensi dell’art. 824, co. 2 c.c., pertanto le concessioni cimiteriali hanno natura autoritativa e ben possono essere oggetto di revoca;
- il provvedimento di revoca delle concessioni cimiteriali deve rispettare tutti i requisiti di cui all’art. 92 d.P.R. 285/1990 (recante il Regolamento di polizia mortuaria).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Nel contesto di una pratica edilizia disciplinata da una DIA, il TAR Veneto ha dichiarato ammissibile l’impugnazione delle autorizzazioni paesaggistiche ad essa presupposte ed il nulla osta alla prosecuzione dei lavori.
Invece, è inammissibile l’azione di accertamento della legittimità dei lavori oggetto della DIA, poiché il rimedio corretto per quest’ultima fattispecie è l’azione avverso il silenzio ex art. 31 c.p.a., con riguardo alle verifiche spettanti alla P.A., come previsto dall’art. 19, co. 6-ter l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Catania ha affermato che spetta al Giudice dell’esecuzione penale conoscere del procedimento applicativo e dei tempi di esecuzione dell’ordine di demolizione di un immobile abusivo, contenuto nella sentenza di condanna.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. afferma che, nel processo amministrativo, le censure fatte valere in giudizio devono contenere almeno un indizio di prova sulla presunta illegittimità dell’atto gravato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. si sofferma, con riferimento al d. lgs. n. 163/2006, sul rapporto intercorrente tra l’aggiudicazione definitiva e la stipula del contratto, mettendo in risalto il contrasto giurisprudenziale formatosi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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