Enti locali e progressione in carriera
Il T.A.R. si sofferma sul complesso quadro normativo che regolamenta la c.d. progressione verticale all’interno degli enti locali, dando atto dei due opposti orientamenti giurisprudenziali formatisi.
Il T.A.R. si sofferma sul complesso quadro normativo che regolamenta la c.d. progressione verticale all’interno degli enti locali, dando atto dei due opposti orientamenti giurisprudenziali formatisi.
Il TAR afferma che spetta al giudice del lavoro la giurisdizione sulla ricostituzione del rapporto di lavoro entro i 5 anni dalle dimissioni, ai sensi dell’art. 26 CCNL enti locali
Il T.A.R. ricorda che se in un concorso pubblico è previsto come requisito di partecipazione il titolo di geometra, è pacificamente ammessa anche la candidatura di coloro che hanno un laurea in architettura od ingegneria. Nella medesima sentenza, inoltre, il Collegio si occupa anche della quantificazione del risarcimento danno collegato all’illegittima esclusione.
Il suddetto assunto viene stabilito da un parere della Corte dei Conti –Sezione Regionale di Controllo del Piemonte.
Il TAR afferma che è illegittimo fare sottoscrivere ai canditati alla assunzione (nel caso in esame a vigili urbani) il foglio del test a risposta multipla, perchè, anche se è esclusa ogni possibilità di valutazione discrezionale da parte della commissione esaminatrice, viene violato il principio dell’anonimato delle prove scritte.
Lo ha stabilito una recentissima sentenza della Corte Costituzionale
Il T.A.R: ricorda il criterio di riparto che si utilizza per individuare il giudice competente in materie di controversie relative ai concorsi pubblici.
Il TAR precisa in quali limiti sussista la propria giurisdizione in materia di valutazioni tecniche effettuate dalla commissione esaminatrice. Il TAR ritiene che il sindacato per eccesso di potere possa riguardare i sintomi dell’irragionevolezza e della manifesta illogicità: nel caso in esame era stata redatta una deliberazione consiliare di approvazione del piano degli interventi, che presentava […]
Il TAR interpreta l’art. 8 del Dpr 487/1994, precisando che esso non impone che in un concorso pubblico la Commissione prima valuti i titoli e poi fissi i criteri di valutazione.
Il TAR Parma ha deciso un caso nel quale i ricorrenti, tutti ultraquarantenni, hanno impugnato il bando di concorso pubblico per esami, approvato con determinazione dirigenziale del Comune di Piacenza, per la copertura a tempo pieno e indeterminato di 9 posti di educatore (categoria C) presso i nidi di infanzia comunale e il sotteso art. 7, comma 1, lett. b) […]
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