Il TAR Palermo ribadisce come spetti al Giudice ordinario conoscere delle impugnative delle ordinanze di sgombero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, dal momento che l’occupante vanta una posizione di diritto soggettivo.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Palermo offre un’applicazione dell’art. 116 del vecchio Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 163/2006), in particolare sul potere di opposizione della Stazione appaltante alla cessione d’azienda, ovvero all’atto di trasformazione, fusione e scissione del soggetto esecutore di un appalto pubblico, il quale deve darne comunicazione nelle forme di cui all’art. 1 d.P.C.M. 11 maggio 1991, n. 187.
Il potere inibitorio e ripristinatorio in capo alla p.a. deve essere esercitato nei sessanta giorni successivi alla comunicazione di cui supra. Trascorso tale termine, matura il silenzio-assenso: esso potrà essere rimosso solo in autotutela, ovvero con tutti i requisiti di cui all’art. 21-nonies l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto chiarisce che, quando il comune acquisisce l'immobile abusivo (non demolito dai responsabili) può ( e deve) emettere anche l'ordine di sgombero dello stesso.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto si occupa della legittimazione dell'utilizzatore di un immobile a impugnare l'ordinanza che ordina di eliminare gli abusi edilizi.
Questi ne subirebbe effetti lesivi indiretti, legittimanti l’impugnativa, soltanto se avesse un titolo giuridico di godimento dell’immobile in virtù di un rapporto obbligatorio con la proprietà, che, invece, era assente nel caso esaminato.
La eventuale disponibilità di fatto (che parte ricorrente aveva tentato di documentare mediante il pagamento delle utenze), dovuta a mera tolleranza, cortesia, o “affectio familiaris”, non costituisce una posizione legittimante al ricorso.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Capita spesso che la sorte di un ricorso davanti al giudice amministrativo dipenda dal fatto di avere usucapito la proprietà di un bene immobile o un altro diritto reale sullo stesso, per esempio ai fini della legittimazione a ricorrere, quando questa spetti al proprietario, oppure anche per decidere la causa nel merito.
Una questione ancora tutta da sviscerare è se sia usucapibile la deroga alla distanza dai confini (il problema nasce dal fatto che spesso le norme tecniche comunali stabilisco che la deroga sia possibile in presenza di un atto di assenso del confinante, scritto e trascritto, cosicchè bisogna capire se l'usucapione equivalga a tale assenso).
Di solito si tende a pensare che l'usucapione sia una questione che spetta al giudice ordinario, tuttavia, come ricorda una sentenza del TAR Veneto, anche il giudice amministrativo può accertarlo in via incidentale.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. ricorda in che limiti si possono sindacare le scelte urbanistiche di un Comune.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. chiarisce quando ricorre questa figura sintomatica di eccesso di potere.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Recentemente il TAR Piemonte, in una propria sentenza, ha affrontato alcune questioni in materia di legittimazione ad impugnare gli atti di indizione di una gara di appalto. Secondo il giudice amministrativo, infatti, il soggetto non partecipante può comunque impugnare direttamente l’atto anche per vizi riguardanti i c.d. “requisiti di esecuzione” qualora gli stessi siano oggettivamente impossibili. Con “requisiti di esecuzione” si devono intendere le obbligazioni che condizionano l’esecuzione dell’obbligazione principale discendente dal contratto da stipularsi.
Tale ragionamento si fonda sull’analogia delle rationes sottese all’impugnazione dei requisiti, comparate con l’ipotesi di impugnazione della clausola immediatamente escludente: in entrambi i casi il soggetto potenzialmente partecipante non prende parte alla gara sia per evitare uno spreco di risorse (al momento di presentazione della domanda ovvero di esecuzione post-aggiudicazione), sia al fine di tutelare la correttezza della gara di appalto.
Ne consegue che è inammissibile il ricorso presentato da un soggetto che non ha partecipato alla gara, qualora i “requisiti di esecuzione” non siano sostanzialmente impossibili da adempiere, ma solamente particolarmente gravosi per il privato.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il Tar Napoli chiarisce che, a dispetto della Direttiva “Bolkestein”, la disciplina urbanistica deve essere la prima ad essere tenuta in considerazione al fine di valutare l'assentibilità di un'attività commerciale.
Nella stessa pronuncia i Giudici campani affermano che il SIAD è lo strumento che regola l’area interessata dalla localizzazione di insediamenti commerciali e, nel caso di non coincidenza tra quest’ultimo e la disciplina degli strumenti urbanistici, ad esempio il PRG, la difformità andrebbe interpretata, qualora possibile, in ottica integrativa da parte delle disposizioni del SIAD rispetto a quelle del PRG.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Dall’unica sentenza che abbiamo reperito che si occupa espressamente della questione si ricava che, nel caso in cui si debba realizzare un deposito a cielo aperto strumentale ad una principale attività produttiva, gli oneri di urbanizzazione non sono dovuti.
Invece, in ipotesi di utilizzo di tale tipo di deposito come ulteriore attività collaterale a quella principale gli oneri devono essere interamente versati.
L’amministrazione comunale, in sede di corretta determinazione dei contributi urbanistici deve individuare e calcolare il quantum contributivo tenendo conto dell’esatta qualificazione del complessivo intervento assentito e dell’effettiva qualificazione dell’attività svolta nel nuovo edificio oggetto di permesso di costruire.
Tale impostazione viene ripresa anche in recenti sentenze del Consiglio di Stato e del Tar Veneto del 2017 relative a magazzini per lo stoccaggio di prodotti e deposito di merci.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.AccettoRead More
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Commenti recenti