Pannelli fotovoltaici e vincolo paesaggistico
Il T.A.R. Milano apre alla possibilità di realizzare pannelli fotovoltaici nelle zone di vincolo paesaggistico-ambientale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Milano apre alla possibilità di realizzare pannelli fotovoltaici nelle zone di vincolo paesaggistico-ambientale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, nel rilevare che gli atti programmatori a contenuto generale sono sottratti ex art. 13 l. 241/1990 alle norme sulla partecipazione dei privati, specifica che a tale norma non fa eccezione nemmeno il privato che abbia ottenuto l’annullamento giurisdizionale dell’atto previamente adottato e intenda partecipare alla riedizione del procedimento. Nella fattispecie, si tratta di un provvedimento di revisione della pianta organica delle farmacie di un Comune, rispetto al quale l’interesse dei privati può essere rappresentato, per legge, soltanto in forma collettiva dall’Ordine professionale.
Post del dott. Alberto Antico
Il T.A.R. Veneto conferma che per calcolare la soglia di anomalia occorre considerare anche le offerte soggette al c.d. taglio delle ali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto conferma la legittimità dell’esclusione di un offerta anomala, perchè non ha applicato il corretto CCNL.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Milano ricorda che il cambio d’uso di un garage realizzato con la L. Tognoli è urbanisticamente rilevante e, pertanto, richiede il PdC.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Bolzano sostiene che nei ricorsi avverso il diniego di una concessione edilizia non ci sarebbero soggetti controinteressati.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
L'iscrizione camerale ai fini del possesso del requisito di partecipazione alla gara di idoneità professionale di cui all’art. 83, comma 1 lett. a) del Nuovo Codice Appalti, non può essere valutata rigidamente dalla Stazione Appaltante.
Secondo quanto stabilito recentissimamente dal T.A.R. Abruzzo, la corrispondenza contenutistica tra risultanze descrittive del certificato camerale e l'oggetto del contratto d'appalto richiesta dall'art. art. 83, commi 1 lett. a) e 3, d.lgs. n. 50/2016, non deve tradursi in una perfetta ed assoluta sovrapponibilità tra tutte le componenti dei due termini di riferimento.
Facendo seguito ad un precedente arresto del Consiglio di Stato, il Giudice amministrativo aquilano ha affermato che va, invero, seguito un criterio di rispondenza alla finalità di verifica della richiesta idoneità professionale e, quindi, in virtù di una considerazione non già atomistica e frazionata, bensì globale e complessiva delle prestazioni dedotte in contratto, avuto anche riguardo alla necessità di garantire il perseguimento degli obiettivi della massima partecipazione e concorrenzialità.
Pertanto, se il partecipante alla gara produce un certificato di iscrizione alla Camera di commercio con la descrizione delle attività di impresa non perfettamente coincidenti con quelle oggetto di appalto, ma comunque sostanzialmente congruenti, non vi è violazione della norma succitata.
Nella fattispecie, è stato accertato sussistente il requisito in esame avendo la società partecipante ed aggiudicataria prodotto un certificato camerale contenente una serie di attività riguardanti la vigilanza privata, armata e non, considerato coerente con l'oggetto dell'appalto, inerente un servizio di vigilanza attiva antincendio presso i presidi ospedalieri dell’ASL di Teramo.
Post di Giorgio Nespoli - avvocato
Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato sottoscritto l'accordo preliminare in merito all'Intesa prevista dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, tra il Governo della Repubblica Italiana (Sottosegretario per gli Affari Regionali e le Autonomie Gianclaudio Bressa) e la Regione Veneto (Presidente della Regione Veneto Luca Zaia), per l'autonomia differenziata della Regione Veneto.
Segnaliamo sulla questione una sentenza del TAR Parma.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il TAR Parma precisa che, quando viene chiesto alla P.A. il danno da ritardo nella risposta a una istanza, devono essere provati il danno e anche l'elemento soggettivo del dolo o della colpa.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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