Il T.A.R. Milano, con riferimento al terzo condono edilizio, chiarisce quando i lavori possono considerarsi ultimati, a chi spetta dimostra la data di ultimazione degli stessi e, in che limiti, sono ammessi interventi successivi sull’immobile non ancora condonato. Nel caso di specie le questioni riguardavano il manto di copertura di un annesso rustico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. Brescia ricorda che per tutelare i beni comunali demaniali, ex art. 823 c.c., l’autotutela possessoria è un rimedio alternativo all’azione possessoria
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. Veneto afferma che l’accesso alla documentazione amministrativa di un offerente non può essere differito dalla stazione appaltante sino al momento dell’aggiudicazione definitiva. L’art. 53, c. 2, lett. c) del D. Lgs. n. 50/2016, ove dispone che “Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, il diritto di accesso è differito: … c) in relazione alle offerte, fino all’aggiudicazione”, si riferisce solo alla busta contente le offerte tecniche ed economiche, ma non a quella relativa ai requisiti soggettivi e la documentazione prettamente amministrativa.
Nella stessa ordinanza il Collegio afferma che la facoltà di azionare la tutela in materia di accesso ai documenti anche in pendenza di giudizio ex art. 116, comma 2, c.p.a. può essere riconosciuta solo alla parte ricorrente nel giudizio principale e non anche al controinteressato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
L'art. 34 comma 2-ter del d.p.r. n° 380 del 2001 stabilisce che non si ha parziale difformità del titolo abilitativo in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unità immobiliare il 2 per cento delle misure progettuali.
Il TAR Veneto precisa che, nel caso di un complesso di edifici, la variazione va calcolata solo rispetto all'edificio in questione e non a tutto l'insieme degli edifici.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
L'articolo 26 del D.P.R. 380 del 2001 stabilisce che: "1. Il rilascio del certificato di agibilita' non impedisce l'esercizio del potere di dichiarazione di inagibilita' di un edificio o di parte di esso ai sensi dell'articolo 222 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265".
Il citato articolo 222 stabilisce che: "Il Podestà, sentito l'ufficiale sanitario o su richiesta del medico provinciale, può dichiarare inabitabile una casa o parte di essa per ragioni igieniche o ordinarne lo sgombero".
Il TAR Veneto precisa che le disposizioni si applicano anche agli edifici diversi dalle case di abitazione (nel caso specifico un allevamento).
Il TAR afferma anche che la dichiarazione di inagibilità deve contemperare gli interessi delle parti (e ha ritenuto corretta la procedura effettuata dal comune, che prima aveva invitato a eliminare le situazioni di insalubrità e poi, a fronte della inerzia dell'interessato, aveva dichiarato l'inagibilità a decorrere dal 90° giorno successivo, per dare ancora tempo per regolarizzare la situazione).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. ricorda come si coordinano i principi comunitari e nazionali di liberalizzazione delle attività economiche con quelli comunali di pianificazione del territorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. si sofferma sull’affidamento incolpevole del privato – in presenza di mutamenti delle previsioni urbanistiche disposte dall’ente – e sulla natura giuridica del rapporto che lega il privato con la Pubblica Amministrazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Una sentenza del TAR Veneto chiarisce che il comune deve emanare l'ordinanza di demolizione delle opere abusive anche se l'ordine sia già stato emesso dal giudice penale (per esempio al fine della acquisizione delle aree in caso di inottemperanza).
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Toscana, decidendo un ricorso in materia di SCIA commerciale, tratta un tema rilevante per la SCIA in generale.
Il TAR afferma che i provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa (dopo il decorso del termine per l’emanazione dei provvedimenti inibitori di cui all’art. 19, 3° comma della l. 7 agosto 1990, n. 241), che possono essere comunque adottati dall’Amministrazione, ai sensi del comma 4 dell'articolo 19 (ma solo in <<presenza delle condizioni previste dall'articolo 21-nonies>> per l’annullamento d’ufficio in sede di autotutela) richiedono l'avviso di avvio del procedimento.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. Trento spiega perché aderisce all’orientamento giurisprudenziale maggioritario che esclude la curatela fallimentare dall’obbligo o di ripristino e di bonifica dei siti inquinanti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.AccettoRead More
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Commenti recenti