Il raggiungimento della maggioranza necessaria ad un Piano di lottizzazione

06 Feb 2025
6 Febbraio 2025

Il TAR Veneto ha annullato un Piano di lottizzazione (PdL) che era stato approvato nonostante la compagine dei proponenti non rappresentasse il 75% delle aree inserite nell’ambito soggetto a PUA (come richiesto dall’art. 20, co. 6 l.r. Veneto 11/2004), in quanto, nel tempo intercorso tra la sua adozione e la sua approvazione, un proprietario aveva revocato la procura in precedenza conferita ai progettisti per la presentazione degli atti relativi al PUA.

L’accordo tra i proprietari costituisce un elemento essenziale del PUA, ai sensi dell’art. 1372 c.c., e lo stesso dicasi per le modificazioni del Piano, per cui non rileva che una delle parti abbia o no concreto interesse alla modificazione, né si può prescindere dal suo consenso sindacando l’interesse che essa possa avere alla modificazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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I proprietari contrari ad un Piano di lottizzazione

06 Feb 2025
6 Febbraio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che, qualora i provvedimenti di adozione e approvazione di un PUA (nel caso di specie, un PdL) nonché di adozione e approvazione della relativa variante al PRG incidano in via diretta sulle aree di proprietà di privati contrari al progetto, questi ultimi hanno interesse a partecipare alla formazione del piano di iniziativa privata, ossia all’individuazione e scelta delle soluzioni da introdurre, o, comunque, a subirne le previsioni solo ove legittimamente adottati con la partecipazione della maggioranza prescritta ed a contestare in sede giurisdizionale le determinazioni ritenute illegittime.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Interesse al ricorso e Piano particolareggiato

06 Feb 2025
6 Febbraio 2025

Nel caso di specie, avente ad oggetto un Piano particolareggiato, a chiusura dell’attuazione del comparto, il Comune ordinava ai privati l’esecuzione delle opere non ancora eseguite, previa presentazione di SCIA, con monetizzazione della quota residua.

Tale atto veniva impugnato da alcuni proprietari. Gli altri, però, eseguivano le attività prescritte dal Comune, con conseguente estinzione del credito urbanizzativo vantato dall’Ente locale.

Il TAR Veneto ha dichiarato il ricorso improcedibile.

I ricorrenti eccepivano però che l’interesse alla decisione del ricorso permaneva, alla luce dell’azione di rivalsa ventilata dai proprietari esecutori degli obblighi.

Il TAR ha risposto che, poiché il ricorso alla giustizia rappresenta l’extrema ratio e il danno paventato dal ricorrente deve essere concreto e attuale, non sussiste interesse al ricorso qualora esso sia meramente potenziale e strumentale alla definizione di questioni correlate a situazioni future e incerte che, nella fattispecie in esame, dipendevano da un’iniziativa giurisdizionale del tutto ipotetica, quindi inidonea a configurare l’interesse de quo.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Sulla destinazione a verde agricolo

05 Feb 2025
5 Febbraio 2025

Il T.A.R. Milano, dopo aver ricordato gli ampi poteri discrezionali della pianificazione urbanistica comunale, ha statuito che un’area a verde agricolo non deve necessarie essere utilizzata ai fini agricoli, ma può essere impressa per il perseguimento di esigenze di ordinato governo del territorio, legate alla necessità di impedire ulteriori edificazioni, ovvero di garantire l’equilibrio delle condizioni di vivibilità, assicurando la quota di valori naturalistici e ambientali necessaria a preservare tale equilibrio.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Le previsioni del PAT non hanno carattere immediatamente conformativo

05 Feb 2025
5 Febbraio 2025

L’ha affermato il TAR Veneto.

In base alla l.r. Veneto 11/2004, al PAT sono demandate le scelte strategiche di assetto e di sviluppo del territorio comunale, mentre al P.I. è riservata la disciplina puntuale degli interventi di organizzazione e trasformazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Discrasie tra la parte normativa e quella grafica dello strumento urbanistico

05 Feb 2025
5 Febbraio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che, nel caso di discrasie tra la parte normativa e la parte grafica di uno strumento urbanistico, è applicabile la regula iuris secondo cui va data prevalenza alla disposizione normativa rispetto al segno grafico. Trattasi di un indirizzo ermeneutico coerente con il principio gerarchico delle fonti normative e che si affianca a quello per il quale, in ossequio al principio generale di tutela dell’affidamento, in caso di contrasto tra tavole planimetriche allegate allo strumento urbanistico, il dubbio circa la disciplina di piano da applicare ad una determinata area va risolto nel senso meno oneroso per la proprietà.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Relazione tra PAT e PRG divenuto PI

05 Feb 2025
5 Febbraio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 48, co. 5 e 5-bis l.r. Veneto 11/2004 si interpretano nel senso che le previsioni del PAT, in quanto aventi comunque funzione di regolamentazione generale della destinazione ed utilizzo dell’ambito territoriale di riferimento, prevalgono oggettivamente sulle previsioni del PRG precedente.

Post di Alberto Antico – avvocato

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PRG/PI e PUA

05 Feb 2025
5 Febbraio 2025

Il T.A.R. ricorda che le varianti urbanistiche al PRG/PI, al pari dell’approvazione/adozione del PUA, devono essere tempestivamente impugnate nei termini di legge.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Onere della prova del pregiudizio alla parte conforme, ai fini della fiscalizzazione dell’abuso

04 Feb 2025
4 Febbraio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che l’onere di dimostrare in modo rigoroso il pregiudizio per la parte conforme spetta al destinatario dell’ordine di demolizione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Istanza di fiscalizzazione dell’abuso edilizio e preavviso di rigetto

04 Feb 2025
4 Febbraio 2025

Il TAR Veneto ha annullato un diniego di fiscalizzazione dell’abuso, per non aver il Comune emesso in precedenza il preavviso di rigetto.

In effetti, il privato era riuscito a dimostrare il pregiudizio per la parte conforme, in caso di effettiva demolizione.

Il TAR ha comunque osservato che, decidendo diversamente, si arriverebbe alla non condivisibile conclusione per cui le garanzie partecipative del privato, che ben possono essere del tutto pretermesse nella fase di emanazione dell’ordine demolitorio, non troverebbero adeguata tutela nemmeno nella successiva fase di fiscalizzazione dell’abuso, connotata – a differenza dell’ordine di demolizione – dall’esercizio di una discrezionalità tecnica, volta a verificare se la piana esecuzione dell’ordine demolitorio possa (o no) determinare un pregiudizio statico per le parti regolarmente assentite.

Post di Alberto Antico – avvocato

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