Interessi sulla somma oggetto di condanna giudiziale

10 Mag 2024
10 Maggio 2024

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione (pronunciandosi su una questione oggetto di rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c.) hanno affermato che se il titolo esecutivo giudiziale, nella sua portata precettiva individuata sulla base del dispositivo e della motivazione, dispone il pagamento di “interessi legali”, senza alcuna specificazione e in mancanza di uno specifico accertamento del giudice della cognizione sulla spettanza di interessi, per il periodo successivo alla proposizione della domanda giudiziale, secondo il saggio previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (ex art. 1284, co. 4 c.c.), la misura degli interessi maturati dopo la domanda corrisponde al saggio previsto dall’art. 1284, co. 1, c.c., stante il divieto per il giudice dell’esecuzione di integrare il titolo.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

L’Adunanza Plenaria enuncia utili principi in materia di requisiti di ordine generale per la partecipazione alle gare regolate dal d.lgs. 50/2016

10 Mag 2024
10 Maggio 2024

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, pur non ravvisandovi un contrasto giurisprudenziale, ha ribadito i seguenti principi di diritto.

I certificati rilasciati dalle Autorità competenti, in ordine alla regolarità fiscale o contributiva del concorrente, hanno natura di dichiarazioni di scienza e si collocano fra gli atti di certificazione o di attestazione facenti prova fino a querela di falso, per cui si impongono alla Stazione appaltante, esonerandola da ulteriori accertamenti: tale orientamento riguarda, unicamente, il profilo della prova circa la sussistenza del requisito e degli accertamenti richiesti al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni all’uopo rese dal concorrente in sede di gara, come si desume dall’art. 86, co. 2 d.lgs. 50/2016.

I requisiti di ammissione previsti dalla lex specialis debbono essere posseduti dal concorrente a partire dal momento della presentazione dell’offerta e sino alla stipula del contratto e poi ancora fino all’adempimento dell’obbligazione contrattuale.

Il concorrente che partecipa a una procedura a evidenza pubblica deve possedere, continuativamente, i necessari requisiti di ammissione e ha l’onere di dichiarare, sin dalla presentazione dell’offerta, l’eventuale carenza di uno qualunque dei requisiti e di informare, tempestivamente, la Stazione appaltante di qualsivoglia sopravvenienza tale da privarlo degli stessi; pur se l’art. 85 d.lgs. cit. non prevede espressamente il dovere di comunicare alla Stazione appaltante le eventuali cause di esclusione dalla gara verificatesi in un momento successivo alla presentazione dell’offerta, il relativo onere dichiarativo deve ricollegarsi, alla necessità, sancita dall’art. 1, co. 2-bis l. 241/1990, che i rapporti tra il cittadino e la P.A. siano improntati ai princìpi della collaborazione e della buona fede. Tale disposizione, infatti, ha posto un principio generale sull’attività amministrativa e si estende indubbiamente anche allo specifico settore dei contratti pubblici.

Poiché i requisiti di partecipazione devono sussistere per tutta la durata della gara e sino alla stipula del contratto (e poi ancora fino all’adempimento delle obbligazioni contrattuali), discende, de plano, il dovere della Stazione appaltante di compiere i relativi accertamenti con riguardo all’intero periodo.

Indipendentemente dalle verifiche compiute dalla Stazione appaltante, il concorrente che impugna l’aggiudicazione può sempre dimostrare, con qualunque mezzo idoneo allo scopo, sia che l’aggiudicatario fosse privo, ab origine, della regolarità fiscale, sia che egli abbia perso quest’ultima in corso di gara.

Per quanto riguarda la certificazione rilasciata dall’Agenzia delle entrate, ovvero dagli Enti previdenziali e assistenziali (DURC), compete al G.A. accertare, incidenter tantum (ossia senza efficacia di giudicato nel rapporto tributario o previdenziale/assistenziale), nell’ambito del giudizio relativo all’affidamento del contratto pubblico, l’idoneità e la completezza della certificazione presa in considerazione, quale atto interno della fase procedimentale di verifica dei requisiti di ammissione dichiarati dal concorrente.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il giudizio di anomalia dell’offerta

10 Mag 2024
10 Maggio 2024

Il TAR Sardegna ha offerto una pregevole sintesi dei criteri da utilizzare nel giudizio di anomalia dell’offerta.

Nel caso di specie, si è applicato il principio per cui non deve essere assunto a criterio di calcolo il monte-ore teorico di un lavoratore che presti servizio per tutto l’anno, bensì il costo reale o il costo ore lavorative effettive.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il giudizio di anomalia dell’offerta sulla offerta nel suo complesso

10 Mag 2024
10 Maggio 2024

Il TAR Sardegna ha affermato che il controllo spettante alla Stazione appaltante nell’ambito della verifica di anomalia dell’offerta non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica, mirando il procedimento ad accertare se in concreto l’offerta, nel suo complesso, sia attendibile ed affidabile in relazione alla corretta esecuzione dell’appalto, sicché va operato in maniera globale e sintetica, costituendo espressione di un tipico potere tecnico-discrezionale, riservato alla P.A. ed insindacabile in sede giurisdizionale, salvo che nelle ipotesi di manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza che rendano palese l’inattendibilità complessiva dell’offerta.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Contributi pubblici e questioni di giurisdizione

10 Mag 2024
10 Maggio 2024

Il TAR Sardegna ha ricordato che, in materia di revoca dei contributi pubblici, la cognizione spetta al G.A. per le sole controversie riguardanti la fase procedimentale precedente al provvedimento discrezionale attributivo del beneficio, ovvero nei casi di revoca del contributo per profili di legittimità esistenti a monte, mentre la cognizione è del G.O. quando si discute della fase esecutiva del rapporto di sovvenzione, ponendosi un problema di ripetizione del contributo sul presupposto di un ascritto inadempimento del beneficiario alle condizioni statuite in sede di erogazione, ovvero dell’acclarato sviamento dei fondi acquisiti rispetto al programma finanziato.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il condono ai sensi del d.l. 269/2003

09 Mag 2024
9 Maggio 2024

Il TAR Catania ha offerto una pregevole ricostruzione della disciplina del cd. terzo condono (seppur con taluni accenni alla specifica disciplina siciliana), in particolare rispetto alla condonabilitĂ  delle opere in area vincolata.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il cd. terzo condono e il vincolo paesaggistico

09 Mag 2024
9 Maggio 2024

Il TAR Veneto ha affermato che il condono di cui al d.l. 269/2003 soffre stringenti limiti di operatività sia con riguardo alla tipologia di abusi condonabili – prevalentemente ad uso residenziale – sia in ordine alle categorie edilizie ammissibili nelle zone soggette a vincoli paesaggistici ed ambientali, nei quali, a norma dell’art. 32, co. 27 d.l. cit., il condono è ammesso solo per gli interventi minori, consistenti in manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo nei quali non si siano prodotti nuovi volumi. Il decreto-legge, con riguardo ai vincoli ivi indicati (tra cui quelli a protezione dei beni paesistici), preclude la sanatoria sulla base dell’anteriorità del vincolo senza la previsione procedimentale di alcun parere dell’Autorità ad esso preposta, con ciò collocando l’abuso nella categoria delle opere non suscettibili di sanatoria.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

DisparitĂ  di trattamento nelle decisioni sulle istanze di condono

09 Mag 2024
9 Maggio 2024

Il TAR Veneto ha affermato che i provvedimenti di diniego di condono edilizio costituiscono espressione di potere vincolato rispetto ai presupposti normativi richiesti e dei quali deve farsi applicazione, con la conseguenza che in ordine al medesimo non possono venire in rilievo profili di eccesso di potere quali la disparità di trattamento, propri dell’esercizio del potere discrezionale; ne consegue che l’eventuale rilascio del condono registratosi in analoghi casi di abusi non condonabili (e quindi in via di principio suscettibili di annullamento giurisdizionale o amministrativo) non può di per sé legittimare la pretesa a identico trattamento; peraltro, l’illegittimità, per disparità di trattamento, del diniego della autorizzazione paesaggistica è configurabile solo in casi macroscopici e presuppone un’assoluta identità delle situazioni di fatto prese in considerazione, tali da far ritenere del tutto incomprensibile ed arbitraria una successiva valutazione negativa.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Condono in area vincolata

09 Mag 2024
9 Maggio 2024

Il TAR Veneto ha escluso che si possa formare il silenzio-assenso sulla domanda di condono edilizio di opere realizzate in area vincolata paesaggisticamente, senza il previo rilascio del parere dell’Autorità preposta alla gestione del vincolo.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Decisione dell’istanza di condono

09 Mag 2024
9 Maggio 2024

Il TAR Veneto ha ricordato che la domanda di condono deve essere decisa in base alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento dell’adozione del provvedimento conclusivo.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC