Presupposti delle ordinanze sindacali
Il T.A.R. ricorda i presupposti che devono sorreggere un’ordinanza sindacale contingibile ed urgente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda i presupposti che devono sorreggere un’ordinanza sindacale contingibile ed urgente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sulle azioni che spettano al soggetto che, nonostante non abbia più interesse all’annullamento dell’atto, insiste per la decisione del ricorso giurisdizionale ai fini risarcitori.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Li ha offerti il TAR Veneto: tra gli altri, il TAR ha escluso l’applicazione del recesso previsto dall’art. 72 l. fall. alle convenzioni urbanistiche, a causa della loro intrinseca natura pubblicistica, che mal si concilia con lo schema generale del contratto privatistico ex art. 1321 c.c.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. cerca di chiarire i contorni di queste due categorie giuridiche che, si ricorda, sono state recentemente modificate dal d.l. n. 76/2020 convertiti in l. n. 120/2020 (cd. decreto legge semplificazioni).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sui presupposti che devono sussistere per invocare la tutela del Giudice Amministrativo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha applicato ad una convenzione urbanistica la normativa civilistica in materia di risoluzione (per inadempimento e per eccessiva onerosità sopravvenuta), nonché di eccezione di inadempimento.
La questione specifica era ulteriormente complicata dal fatto che il Comune aveva provato a concludere una transazione parziale con uno dei lottizzanti-condebitori in solido, poi rivelatasi nulla.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Brescia ricorda che i titoli edilizi sono atti pubblici e, in quanto tali, non soggiacciono al diritto di riservatezza.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che la cd. vicinitas non è sufficiente per radicare l’interesse ad agire.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Nel caso di specie, la proprietaria di un ristorante-pizzeria posto al piano terra di un condominio svolgeva la propria attività anche nell’area scoperta di proprietà del condominio, in forza di un contratto di locazione.
Per la copertura dei tavoli posti nell’area, la ristoratrice installava abusivamente un “tendone a caduta”, fissato su pilastri metallici.
A seguito dell’ordinanza di demolizione del Comune, il privato presentava istanza di sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 e istanza di autorizzazione paesaggistica in sanatoria ex art. 146 d.lgs. 42/2004.
In un primo tempo l’amministratore condominiale trasmetteva informalmente l’assenso dei condomini. Poi però, il condominio comunicava ufficialmente al Comune di non aver mai autorizzato l’istanza di sanatoria.
Il TAR Veneto ha affermato che, stando così le cose, il Comune ha legittimamente denegato la sanatoria, per mancanza del nulla-osta condominiale.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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