Nel caso di specie, il Comune emanava un’ordinanza di demolizione ex art. 35 T.U. edilizia, affermando che il privato destinatario avesse edificato dei fabbricati su area di proprietà comunale, sottostante un cavalcavia che costituisce struttura viaria.
Il TAR Veneto, però, ha annullato l’ordinanza perché il Comune non aveva dimostrato la proprietà in capo a sé dell’area, requisito essenziale per poter applicare l’art. 35 cit. e il cui onere della prova grava sull’Amministrazione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha ricordato i presupposti ex art. 1102 c.c. legittimanti l’uso esclusivo della cosa comune da parte del comproprietario: 1) non alterazione della normale destinazione del bene; 2) non preclusione del pari uso da parte degli altri comproprietari; 3) non eccessiva vastità dell’intervento edilizio.
Nel caso di specie, si trattava di un ampliamento eseguito da un privato su una porzione di muro comune strettamente pertinente all’unità immobiliare del confinante, in virtù di una SCIA sprovvista del consenso del confinante stesso.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha affermato che, se il ricorrente ottiene l’annullamento giurisdizionale del provvedimento con cui il Comune denegava l’inibitoria della SCIA del terzo, l’effetto conformativo dispiegato dalla sentenza di accoglimento fa sì che il Comune debba esercitare i propri poteri inibitori, anche al di là dei requisiti posti dal combinato disposto degli artt. 19 e 21-nonies l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Italiaius organizza per venerdì 26 giugno 2020, ore 9-10, un videoseminario breve sula deroga alla distanza dai confini col piano casa, a commento della sentenza della Corte Costituzionale n. 119 del 2020, che ha dichiarato legittima la deroga.
La partecipazione è libera e gratuita e non richiede l'iscrizione.
Gli avvocati Dario Meneguzzo e Matteo Acquasaliente dialogheranno sulla questione col prof. Bruno Barel e con l'avv. Stefano Bigolaro.
Parteciperanno, inoltre, il dott. Roberto Travaglini di Confindustria Vicenza e l'arch. Fiorenza Dal Zotto, funzionario comunale.
Il seminario verrà trasmesso sulla piattaforma Zoom.
Il link per l'accesso sarà pubblicato su Italiaius alle ore 8.45 della mattina del seminario.
Chi vuole contribuire alla preparazione del seminario può inviare quesiti, usando la funzione "comments" in calce al presente post.
L'avv. Domenico Chinello, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota, che volentieri pubblichiamo, sulla competenza a progettare opere stradali costituenti opere di urbanizzazione, in commento a una sentenza del TAR Latina
Il TAR Veneto si è di recente soffermato su quali siano le competenze spettanti ai geometri e, in particolare, quali atti gli stessi possano firmare: nel caso di specie, infatti, si trattava di un impianto industriale, che non è ricompreso tra i progetti che possono essere firmati dai geometri ex art. 16 r.d. n. 274/1929. L’affidamento del “coordinamento della progettazione” ad una associazione di professionisti, inoltre, non è stato considerato di per sé sufficiente a superare il limite posto dalla disciplina statale, posto anche che non era stato indicato il nominativo del singolo professionista che avrebbe curato la progettazione.
In analogia a quanto accade in materia edilizia, infatti, la P.A. ha l’obbligo di verificare il rispetto del riparto di competenze in capo ai tecnici progettisti.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il T.A.R. Milano si sofferma sulle misure di conservazione che possono essere adottate per salvaguardare le aree protette, ricordando la loro matrice europea.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Nel caso di specie, un Comune denegava l’istanza del privato che voleva aprire una nuova edicola sul suolo pubblico.
Il privato impugnava il diniego, invocando la normativa nazionale ed eurounitaria sulla liberalizzazione delle attività commerciali.
Il TAR Sardegna ha respinto il ricorso, rilevando che in realtà il diniego comunale era basato sulla pianificazione comunale in materia di occupazione di suolo pubblico.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Catania ha offerto una pregevole ricostruzione dell’istituto.
In particolare, il TAR si è soffermato sul cd. subappalto necessario, che riguarda l’ipotesi in cui il concorrente debba ricorrere al subappalto al fine di conseguire un’adeguata qualificazione per le categorie scorporabili: di contro, il subappalto necessario non può essere invocato al fine di supplire la carenza di adeguata qualificazione del concorrente nell’ambito della categoria prevalente.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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La Corte costituzionale ha respinto la questione di legittimità costituzionale sollevata dal TAR Veneto avverso l’art. 64 l.r. Veneto 30/2016 che, con norma di interpretazione autentica della l.r. Veneto 14/2009 ss.mm.ii., aveva disposto la derogabilità mediante Piano Casa delle distanze minime dai confini.
Tra le altre cose, la Corte ha affermato che la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile non è violata dalle leggi regionali che ammettano deroghe non alle disposizioni statali sulle distanze, ma alle norme integrative dei regolamenti locali, poiché esse comunque erano destinate ad essere applicate ad un ambito più ristretto rispetto all’intero territorio nazionale.
L’art. 64 cit., insomma, è stato ritenuto una ragionevole norma di attuazione dell’intesa «sull’atto concernente misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia» (cosiddetto “piano casa”), sancita tra Stato, Regioni ed enti locali in sede di Conferenza unificata il 1° aprile 2009.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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