Il Decreto Sblocca Cantieri e il mancato intervento in materia di rigenerazione urbana
Segnaliamo un articolo del Prof. Avv. Paolo Urbani e di Luca Golisano, pubblicato sulla rivista PausaniaÂ
Post di Fiorenza Dal Zotto - architetto
Segnaliamo un articolo del Prof. Avv. Paolo Urbani e di Luca Golisano, pubblicato sulla rivista PausaniaÂ
Post di Fiorenza Dal Zotto - architetto
Pubblichiamo le slides redatte dalla Dott.ssa Alessandra Piola e dal Dott. Alberto Antico, pubblicate sul sito dell'Associazione Veneta degli Avvocati Amministrativisti, che approfondiscono la normativa e la giurisprudenza in materia di distanze nell'edilizia e nell'urbanistica.Â
http://www.amministrativistiveneti.it/i-vincoli-e-le-distanze-nelledilizia/
Il TAR Veneto, recentemente, ha tracciato la differenza tra condono edilizio e sanatoria dal punto di vista della legittimazione alla presentazione delle relative istanze (e, quindi, della legittimazione a ricorrere avanti al TAR): mentre nel primo caso la domanda di condono può essere richiesta da chiunque sia titolare di un diritto personale di godimento sul bene, nel secondo caso ciò non è possibile, presupponendo il consenso, anche implicito, del legittimo proprietario del bene.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
Nel caso di specie, la Prefettura negava a un ministro del culto della Nuova Pentecoste l’approvazione governativa al fine di officiare matrimoni aventi rilevanza civile.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con principi estensibili a tutti i pubblici impiegati, ha ritenuto l’atto illegittimo, valorizzando istituti del diritto penale come la depenalizzazione, la riabilitazione e le condanne riportate dai soli affini.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Recentemente, il TAR Veneto ha ribadito quali siano i titoli che permettono, nell’ambito di un esproprio, di essere immessi nel possesso delle aree, e quali invece siano i casi in cui è configurabile un’occupazione abusiva.
Le uniche ipotesi di immissione nel possesso previste dal d.P.R. n. 327/2001 sono l’art. 22-bis (che richiede una particolare urgenza dei lavori, un intervento ex l. n. 443/2001, ovvero un numero di destinatari superiore a 50), e l’art. 49, ossia l’occupazione temporanea di aree non assoggettate all’espropriazione.
Non costituisce terza ipotesi di occupazione l’art. 21, co. 5 della l. R.V. n. 11/2004, che fa invece espresso riferimento all’art. 49 del T.U. Espropri.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
L'avvocato Marta Bassanese, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota sulla sentenza della Corte di Giustizia UE 19 giugno 2019, che volentieri pubblichiamo.
Il TAR Campania, con una ordinanza del 22 novembre 2017 ha sottoposto alla Corte di Giustizia UE la seguente questione pregiudiziale: «Se i principi comunitari di tutela del legittimo affidamento e di certezza del diritto, di cui al [Trattato FUE], ed i principi che ne derivano, come la parità di trattamento, la non discriminazione, la proporzionalità e la effettività , di cui alla direttiva [2014/24], nonché la disposizione di cui all’art. 57 comma 4 lettere c) e g) di detta Direttiva, ostino all’applicazione di una normativa nazionale, quale quella italiana derivante dall’art. 80 comma 5 lettera c) del [Codice dei contratti pubblici], secondo la quale la contestazione in giudizio di significative carenze evidenziate nell’esecuzione di un pregresso appalto, che hanno condotto alla risoluzione anticipata di un precedente contratto di appalto, preclude ogni valutazione alla stazione appaltante circa l’affidabilità del concorrente, sino alla definitiva statuizione del giudizio civile, e senza che la ditta abbia dimostrato la adozione delle misure di self cleaning volte a porre rimedio alle violazioni e ad evitare la loro reiterazione».
La Corte ha emanato la sentenza 19 giugno 2019, nella quale ha deciso quanto segue: "L’articolo 57, paragrafo 4, lettere c) e g), della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale in forza della quale la contestazione in giudizio della decisione di risolvere un contratto di appalto pubblico, assunta da un’amministrazione aggiudicatrice per via di significative carenze verificatesi nella sua esecuzione, impedisce all’amministrazione aggiudicatrice che indice una nuova gara d’appalto di effettuare una qualsiasi valutazione, nella fase della selezione degli offerenti, sull’affidabilità dell’operatore cui la suddetta risoluzione si riferisce".
commento corte giustizia _19_6_2019
Sulla G.U. n. 145 del 22 giugno 2019 è stata pubblicata la legge statale 19 giugno 2019, n. 56, recante: "Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo"
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2019/06/22/145/sg/pdf
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
La legge regionale veneta n. 23 del 19 giugno 2019, recante: "Disposizioni in materia di ricettivitĂ turistica", disciplina le locazioni turistiche, vale a dire gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalitĂ turistiche, senza prestazione di servizi.
legge regione Veneto 23 del 2019
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
Il Comune di Spinea, rilevato che alcune norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche non vengono applicate/verificate correttamente, con possibili effetti su agibilità , dichiarazioni asseverate, contenzioso e altro, ha organizzato una giornata di studio su questo argomento.
Il TAR Palermo ha affermato che, qualora il privato ritardi nel versamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione, le sanzioni amministrative e gli interessi che ne derivano si prescrivono entrambi in cinque anni, rispettivamente ai sensi della l. 689/1981 e dell’art. 2948 c.c.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Commenti recenti