Li ha offerti il TAR Palermo: in particolare, la possibilità di ricorrere alla cd. fiscalizzazione dell’abuso ex art. 34 T.U. edilizia non rileva ai fini della legittimità del rilascio dell’ordinanza in parola, ma deve essere oggetto di apposita istanza dei privati in fase esecutiva.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. Milano ricorda come, per alcuni Giudico, che se nelle more del ricorso interviene l’approvazione di un nuovo strumento urbanistico interamente sostitutivo del primo, l’azione giudiziaria promossa avverso quest’ultimo perde d’interesse. Al contrario, secondo altra parte della giurisprudenza, l’interesse permane, perché la vittoria del ricorso comporterebbe la reviviscenza della pregressa destinazione urbanistica.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Nel post del 23 aprile 2020 avevamo pubblicato il decreto del T.A.R. Veneto che rigettava l’istanza di sospensiva promossa avverso l’ordinanza comunale di chiusura del cimitero a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
Ora il Collegio ha confermato, in modo definitivo, la legittimità del suddetto provvedimento comunale, pur dando atto della sopravvenuta carenza di interesse al ricorso.
Infatti, solo con l’ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 42 del 24 aprile 2020 si è ripristinata (vedasi punto 9 del dispositivo della stessa) l’accessibilità al pubblico dei cimiteri, fondata sulle risultanze del monitoraggio dei dati epidemiologici.
Da qui la legittimità, in generale, delle ordinanze comunali che disponevano sino a quella data la chiusura dei cimiteri, in quanto l’interruzione – secondo la sentenza - “è stata superata dalle disposizioni adottate dal Presidente della Giunta Regionale il 24 aprile 2020, le quali, sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici aggiornato al 23 aprile 2020, hanno consentito l’accesso ai cimiteri”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Nel caso di specie, era emanata un’ordinanza ex art. 54 TUEL con cui si ordinava di rimuovere una gru che avrebbe dovuto servire per la costruzione di una strada, ma che era inutilizzata da un decennio e ormai rischiava di crollare.
Il privato impugnava l’ordinanza, rilevando la mancanza del requisito dell’urgenza.
Il TAR Palermo, nel ricordare i presupposti delle ordinanze contingibili e urgenti, ha affermato che il requisito dell’urgenza non richiede necessariamente un pericolo prossimo, ossia ravvicinato nel tempo, bensì è sufficiente un pericolo incombente, ovvero in grado di prodursi repentinamente senza preavviso.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. Milano ricorda i principi che regolano l’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 sia sotto il profilo sostanziale sia sotto il profilo processuale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Nel caso di specie, i privati ritenevano che la strada progettata in una variante al P.R.G. comunale violasse, da un lato, il divieto di costruzione a meno di trenta metri dalle rotaie ferroviarie ex art. 49 d.P.R. 753/1980, dall’altro, il divieto di costruzioni a detrimento degli argini ex art. 96, co. 1, lett. g r.d. 523/1904.
Il TAR Veneto ha però affermato che:
- una strada non può considerarsi “manufatto” e, pertanto, non viola la suddetta fascia di rispetto ferroviaria;
- in linea generale non è vietato costruire una strada in prossimità di un argine, a meno che sia dimostrato che essa altera lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all’uso dell’argine stesso.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. Veneto ricorda che l’omessa indicazione degli oneri per la sicurezza comporta l’esclusione dell’offerente solo se tale sanzione è prevista espressamente dalla lex specialis. In ogni caso, tale principio non trova applicazione per le professioni intellettuali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Palermo ha affermato che, ai sensi dell’art. 823 c.c., l’Amministrazione può fare uso dei suoi poteri amministrativi (cd. autotutela possessoria) al solo fine di tutelare i beni del demanio pubblico, il cui regime la giurisprudenza tende ad estendere ai beni del patrimonio indisponibile.
Invece, nel caso in cui debba essere sgomberato un bene del patrimonio disponibile, la P.A. si trova in carenza assoluta di potere amministrativo e deve ricorrere agli ordinari rimedi civilistici.
L’eventuale ordinanza di sgombero del bene immobile facente parte del patrimonio disponibile sarebbe quindi nulla e la relativa controversia spetterebbe al G.O.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. Veneto ricorda che l’accesso agli atti da parte del consigliere comunale, ex art. 43 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, ha una latitudine più ampia del diritto di accesso disciplinato dagli articoli 21 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, soffermandosi sull’ostensione tramite copia cartacea.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Piemonte, recentemente, ha statuito in merito a quale sia il termine di prescrizione per la restituzione di quanto dovuto a titolo di oblazione, in relazione alle istanze di condono.
Dopo aver ricordato che la disciplina legislativa prevede un termine di prescrizione breve di tre anni per il conguaglio o il rimborso di quanto pagato nel caso di accoglimento della domanda di condono edilizio mediante silenzio-assenso, il TAR ha stabilito che, nelle ipotesi in cui il privato abbia pagato in anticipo, ma il condono non sia stato concesso con provvedimento espresso, il termine per la restituzione è quello ordinario di dieci anni. Il termine breve, infatti, essendo di natura speciale, non è estendibile alle ipotesi non previste dalla legge.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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